Cabiddu presenta La stoffa dei sogni

"All'Asinara per riportare in vita La tempesta di Shakespeare riletta da Eduardo De Filippo", dice il regista. Dal 1° dicembre in sala, con Rubini, Fantaschini e Saponangelo
Cabiddu presenta La stoffa dei sogni
La stoffa dei sogni

“Da ragazzo ho lavorato a lungo con Eduardo De Filippo. Quando lui decise di ridurre in dialetto napoletano La Tempesta shakespeariana, io ero presente e anzi, una volta deciso di fare una registrazione audio del testo, ricevetti l’incarico e lo seguii in prima persona. Poi è passato del tempo e il testo è rimasto a lungo nelle cassette. Nel momento in cui il carcere dell’Asinara ha chiuso come luogo di reclusione ed è diventato Parco, siamo tornati sul posto con Luca e ci è sembrato il luogo ideale per ambientarvi il parco di Calibano”.

Gianfranco Cabiddu presenta così La stoffa dei sogni, suo sesto lungometraggio per il cinema, a partire da Disamistade, esordio nel 1988 ma uscito nel 1994. Come detto, La stoffa dei sogni conserva l’intelaiatura del testo scritto da William Shakespeare: una terribile tempesta si abbatte su un traghetto che viaggia verso la Sardegna, portando scompiglio tra i passeggeri. Vicino al carcere dell’isola approdano camorristi in fuga e una piccola compagnia di attori. Gli uni e gli altri destinati a confondere ruoli e personaggi…”.

“L’Asinara – aggiunge Cabiddu – è già un personaggio, uno spazio simbolo di luogo fuori dal mondo e quindi doppiamente isolato. Rimanda un’atmosfera dalla quale emana un forte spirito di libertà”. Sergio Rubini è Campese, il capocomico: “Sul set si è creata una grande empatia con i colleghi di lavoro. L’Asinara è isola bellissima, con tratti di pericolo e di ambiguità. Ho letto il copione e mi è piaciuto moltissimo. Volevo fortemente fare il film, per conservare le atmosfere della versione di Eduardo al quale non volevo in alcun modo somigliare”.

Interviene Ennio Fantastichini, De Caro il direttore del carcere: “Abbiamo girato in un luogo in cui la natura è importante e regala nuove imprevedibili emozioni. Auguro all’isola di poter conservare a lungo questa forte purezza. Per quanto riguarda la distribuzione, oggi il cinema ha preso una strada per la quale di un film si chiede non com’è ma quanto ha incassato. Il botteghino è l’unico metro di giudizio. E qui bisognerebbe puntare il dito sugli esercenti che agiscono secondo regole obsolete e non difendono la poesia”. A tal proposito, Cesare Fragnelli di Microcinema precisa: “Usciremo il 1° dicembre con 20 copie in tutte le capozona, per iniziare, e poi potremo aumentare”.

Teresa Saponangelo è Maria, la moglie di Campese: “L’occasione di stare in un luogo dalla natura incontaminata ci ha permesso di restare a lungo insieme e, nelle pause, abbiamo avuto la possibilità di scambiarci opinioni si teatro e cinema, sul loro intersecarsi e scambiarsi le parti. La regia di Cabiddu è risultata preziosa e quando siamo partiti con la versione di Shakespeare in napoletano ho avvertito un momento di commozione”.

Renato Carpentieri è don Vincenzo, uno dei camorristi ‘salvati’ dalla tempesta e dal carcere, grazie al teatro: “Non c’è dubbio che l’isola sia la vera protagonista non solo perché è uno spazio che ‘ si vede’ ma perché dà respiro alla riflessione. Il film mi è piaciuto molto, gli attori sono tutti bravi, i rapporti di lavoro si sono svolti all’insegna di delicatezza e umanità. Personalmente spero ora di fare a teatro La Tempesta di Eduardo”.

Cabiddu aggiunge: “Se non ascolti l’altro non ascolti nemmeno te stesso. Bisogna ritrovare la voglia di fare un cinema delle diversità, il piacere di cambiare anche nel rispetto delle nostre tradizioni”. A proposito di programmi futuri, Rubini dice: “Sto scrivendo una serie TV, un film e vorrei finire la tournée teatrale. Penso che ormai il cinema si veda in tante modalità differenti, e che la TV salverà il cinema, anche d’autore”.

Gianfranco Cabiddu e Sergio Rubini durante la lavorazione del film

Gianfranco Cabiddu e Sergio Rubini durante la lavorazione del film

Fantastichini: “Ho in lavorazione il film La musica del silenzio di Michael Radford, biopic su Andrea Bocelli e Una famiglia di Sebastiano Riso”. Teresa Saponangelo: “Sto girando una serie TV in 6 puntate, Sirene di Ivan Cotroneo e poi recito per lo Stabile di Torino”. Renato Carpentieri: “Sto cercando uno spazio a Napoli da adibire a centro culturale per giovani. Poi aspetto l’uscita de La tenerezza di Gianni Amelio, in uscita credo a febbraio”.

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