Boni in noir

Dal romanzo di Carlotto il nuovo film dell'attore, Arrivederci amore, ciao. "Raccontiamo il marcio della nostra società" dice
20 Febbraio 2006
Boni in noir

Il cinema italiano riscopre il noir. Dopo Quo vadis, Baby? di Gabriele Salvatores e Romanzo criminale di Michele Placido, arriva nelle nostre sale (il 24 febbraio) un altro film ispirato al thriller di un noto romanziere italiano: Arrivederci amore, ciao diretto da Michele Soavi e tratto dall’omonimo libro di Massimo Carlotto. Interpretato da Alessio Boni, Placido, Isabella Ferrari e dalla rumena Alina Nedelea, racconta la storia di Giorgio (Boni), un ex terrorista che, per sfuggire ad una condanna all’ergastolo, si rifugia in Centro America. Deciso a tornare in Italia e a rifarsi una vita all’apparenza “rispettabile”, non esita ad uccidere il suo migliore amico e, una volta tornato in patria, a tradire i suoi ex compagni pur di ottenere l’aiuto di un poliziotto corrotto (Placido), a mettersi in affari con un trafficante di droga, ad abusare di Flora (Isabella Ferrari), moglie di un suo debitore, e a sposare una ragazza (Nedelea) di cui non è innamorato, ma religiosa e perbene quanto basta per garantirgli la piena riabilitazione. Per Alessio Boni un ruolo difficile, che ha accettato di interpretare dopo non pochi tentennamenti: “All’inizio ero titubante – racconta l’attore – mi affascinava e mi spaventava allo stesso tempo. Poi ho letto il libro di Carlotto è mi ha conquistato per la ricchezza di sfumature che possiede. Attraverso il mio personaggio Arrivederci amore, ciao parla del marcio che si nasconde nella nostra società, sotto una superficie cristallina”. E’ un film “difficile” ed è stato “faticoso” realizzarlo, spiega Soavi che torna al cinema a dodici anni da Dellamorte Dellamore: “Non ho voluto cedere a un finale consolatorio, buonista e rassicurante, ma rimanere fedele al romanzo. Credo che il cinema abbia sempre più bisogno di storie senza ipocrisie e romantici lieto fine”. Si dice completamente soddisfatto Carlotto: “Lo spirito del mio libro è stato rispettato completamente. L’idea per questa storia è nata dalla necessità di raccontare la parte peggiore della mia generazione, quella che ha imboccato la strada della lotta armata e, una volta sconfitta, ha scelto di non pagare per le proprie colpe ed è riuscita a farla franca. Criminali che oggi vogliono ripulirsi la fedina penale e rientrare nel tessuto sociale da onesti pur non essendolo, gente che non delinque solo dal lunedì al venerdì, ma che basa tutta la propria esistenza sulla prevaricazione”. Arrivederci amore, ciao “è l’esempio giusto al quale dovrebbe rifarsi il nostro cinema – aggiunge Placido -. Dobbiamo tornare a parlare delle nostre cose. La via l’ha aperta La meglio gioventù e io ho fatto la mia parte con Romanzo criminale, ma la storia italiana è talmente ricca che non abbiamo idea di quanti scheletri nascosti nell’armadio abbiamo da tirare fuori. Peccato che l’unico film che davvero mi piacerebbe fosse fatto, quello che rivela chi davvero ha ucciso Falcone e Borsellino, nessuno sarà mai disposto a finanziarlo”. A Placido – diventato di nuovo papà da otto giorni – è affidato anche il personaggio paradossalmente più comico della storia: “L’ironia mi è servita per rendere più sopportabili i momenti più duri della storia e più umani i personaggi più mostruosi” spiega Soavi. Placido è attualmente impegnato sul set del nuovo film di Tornatore, La sconosciuta, ma a fine marzo sarà nuovamente nelle sale con Il Caimano di Nanni Moretti. In contemporanea tornerà nei cinema anche Boni con Viaggio segreto di Roberto Andò, mentre ad aprile l’attore inizierà a girare Michelangelo Merisi da Caravaggio fiction in due puntate nella quale interpreterà il celebre pittore.

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