Bif&st, tra memoria e futuro

Il festival barese (21-28 marzo) rilancia: molte anteprime internazionali, lezioni di cinema dai maestri e retrospettive su Francesco Rosi e Fritz Lang
Bif&st, tra memoria e futuro

Per gli appassionati di cinema e di festival, il Bif&st – che si svolge a Bari da 7 anni – significa l’inizio della primavera, di quel momento che tra l’Italia e l’Europa porta il mondo a scoprire il meglio del cinema. Il festival pugliese, che si svolgerà dal 21 al 28 marzo, ha presentato un programma degno di nota, anche migliore di quello degli anni scorsi, a sottolineare quella “idea di cinema” come l’ha definita il presidente Ettore Scola, che da sempre spinge il direttore artistico Felice Laudadio a scavare tra memoria storica del cinema e possibili scenari futuri, tra cinema italiano e panorami internazionali, tra retrospettive, concorsi e convegni.
E questo scavo ha consegnato un programma ricchissimo a cui il posto d’onore spetta a due retrospettive dedicate alle contraddizioni del cinema europeo: da una parte una monumentale rassegna integrale di Fritz Lang, con tutte le opere del maestro tedesco in pellicola e restaurate accompagnate da molti documentari e da testi scritti di approfondimento tra i più completi mai realizzati; dall’altra, un omaggio a Francesco Rosi, anche qui con tutti i suoi film restaurati, celebrato da un documentario realizzato per l’occasione da Marco Spagnoli.
La 7ma edizione del Bif&st è anche quella dei passaggi di consegne, perché la prima con Maurizio Sciarra presidente dell’Apulia Film Commission e l’ultima con Nichi Vendola, governatore della Regione Puglia, ovvero l’istituzione e l’uomo che più hanno fatto affinché il festival diventasse quello che è. Le sfide che il futuro riserverà al festival non paiono preoccupare Laudadio, che oltre a lavorare già sul programma 2016, ha presentato un catino di novità e anteprime niente male: ovviamente il piatto più appetibile dal punto di vista cinematografico è quello delle anteprime internazionali, aperte da Tempo instabile con probabili schiarite di Marco Pontecorvo e chiuse da Ritorno al Marigold Hotel con Richard Gere. Nel mezzo alcuni dei film più attesi della primavera italiana, come L’ultimo lupo di Jean-Jacques Annaud, Ex Machina di Alex Garland, Ho ucciso Napoleone di Giorgia Farina, Slow West di John MacLean con Michael Fassbender, The Gunman con Sean Penn e Jasmine Trinca, The Misplaced World di Margarethe Von Trotta e Humandroid di Neil Blomkamp. Ma anche le lezioni di cinema quest’anno promettono grandi momenti, con la presenza di maestri come Andrzej Wajda, Edgar Reitz, Costa-Gavras e Nanni Moretti, che a partire da un loro film, racconteranno il cinema ai ragazzi e non solo presenti al teatro Petruzzelli.
E tra convegni, forum e focus sugli attori italiani, tra selezioni di documentari e film italiani, non si possono non spendere due parole per il concorso, che inanella 12 film inediti tra cui vanno segnalati Shelter, esordio alla regia di Paul Bettany, Jamais de la vie di Pierre Jolivet e Miss Julie, atteso nuovo film di Liv Ullmann con Jessica Chastain. “Amare il cinema significa conoscere i maestri, ma soprattutto capirne la necessità oggi”. Una frase di Ettore Scola che sembra l’epigrafe del Bif&st: vedere il passato e capire cosa ci dice di oggi e di domani.

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