Biennale College, l’ottava

Novità di questa edizione, il numero dei film oggetto di supporto viene esteso a 4 film tra quelli selezionati, e di essi 2 almeno dovranno essere di registe donne
Biennale College, l’ottava
Alessandra Mastronardi madrina della 76 Mostra del Cinema di Venezia - Foto Karen Di Paola

Si tiene oggi a Ca’ Giustinian, nella sede della Biennale di Venezia, la presentazione dei 12 progetti che hanno partecipato a Venezia, dal 5 al 14 ottobre 2019, al primo workshop della 8a edizione di Biennale College – Cinema (2019 – 2020). Introducono i lavori della giornata il Presidente della Biennale Paolo Baratta e il Direttore del Settore Cinema Alberto Barbera. Novità di questa edizione, il numero dei film oggetto di supporto da parte della Biennale viene esteso a 4 film tra quelli selezionati, e di essi 2 almeno dovranno essere di registe donne.

  • Biennale College – Cinema

E’ l’iniziativa della Biennale di Venezia che promuove nuovi talenti per il cinema offrendo loro di operare a contatto di maestri, per la realizzazione di lungometraggi a micro budget. Biennale College è un’esperienza innovativa e complessa che integra tutti i Settori della Biennale di Venezia.

  • Le Call internazionali della 8a edizione

Dei 12 progetti, 9 provengono dalla selezione del bando Biennale College – Cinema International, e 3 da quella di Biennale College Cinema – Italia. La Call di quest’ultima era stata lanciata il 20 febbraio, quella internazionale il 7 maggio. A seguito delle Call sono pervenute 190 domande. Complessivamente, nel corso delle prime 8 edizioni di Biennale College – Cinema sono pervenute 1.830 domande da ogni parte del mondo.

  • Il primo workshop della 8a edizione

I 12 team autori dei progetti selezionati (composti da un regista e un produttore), provenienti da AustraliaBrasile, Cina, Finlandia, Francia, Italia, Macedonia, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, hanno partecipato a un primo workshop che si è svolto a Venezia dal 5 al 14 ottobre 2019.

  • Presentazione dei 12 progetti della 8a edizione

In una sessione di lavoro, dalle ore 15 alle 18 di lunedì 14 ottobre i 12 team presentano i loro progetti, raccontando brevemente i vari aspetti legati alla creazione delle loro storie, i loro percorsi personali, le loro particolari influenze e la loro visione del cinema.

  • Selezione di quattro progetti per la realizzazione di quattro lungometraggi

Con il 2019 – 2020 il numero dei film oggetto di supporto da parte della Biennale viene esteso a 4 film tra quelli selezionati (di essi 2 almeno dovranno essere di registe donne). A seguito di questa presentazione, 4 team saranno pertanto invitati a due ulteriori workshop, sempre a Venezia, nei mesi di dicembre 2019 e gennaio 2020, per poi dare il via alle produzioni di 4 lungometraggi (opera prima o seconda), di cui uno italiano, che dovranno essere a basso costo, che avranno il supporto di 150mila euro e che saranno poi presentati alla 77. Mostra del Cinema di Venezia 2020. Anche gli 8  progetti non selezionati verranno aiutati e seguiti.

  • I 12 progetti della 8a edizione selezionati per il primo workshop:

 

12 progetti selezionati per questa prima fase di Biennale College – Cinema sono:

  • La Calle Pura – Alfredo Chiarappa (regista, Italia), Angelo Rocco Troiano (produttore, Italia)

Nella vita quotidiana, nei sogni e nelle paure di Brian, tardo adolescente taciturno ma determinato, che sogna di diventare uno dei migliori cantanti di Cuba, e nel rapporto con la sua famiglia allargata, si intravede il futuro dell’isola a 60 anni dalla Rivoluzione.

 

  • La Santa Piccola  Silvia Brunelli (regista, Italia), Francesca Maria Scanu (produttrice, Italia)

Tre ragazzine vivono in un quartiere soleggiato di Napoli, con i loro piccoli sogni di vita. C’è anche una bambina piccola, che tutti chiamano “la santa piccola” perché vede la Madonna. Potrebbe essere lei a compiere il miracolo di far avverare i loro sogni, ma questa speranza non è altro che una menzogna che finirà con l’estate, mentre il quartiere aspetta un nuovo santo in cui credere.

 

  • The Wizard of Fake  Stefano Etter, Giovanni Greggio (registi, Italia), Mattia De Marco (produttore, Italia)

Un falso documentario sul più grande autore di notizie false.

  • Babado – Camila Freitas (regista, Brasile), Pedro Duarte (produttore, Portogallo)

“Babado” è la parola usata dai giovani nella triplice area di confine amazonica fra Brasile, Perù e Colombia per definire molteplici tipi di scambio economico-sessuali. Fra questi giovani, ci sono i membri del tempio afro-brasiliano Umbanda del Padre Jairo, un ex-lavoratore del sesso transessuale come la maggior parte di quelli che sono stati iniziati nel suo tempio. In una esperienza costante di performatività, i membri del gruppo decorano e reinventano i loro corpi: sia per incarnare delle entità nei riti, sia per lavorare in strada.

  • Fucking with Nobody – Hannaleena Hauru (registaFinlandia), Emilia Haukka (produttrice, Finlandia)

Le vite di 5 personaggi che cercano di inserirsi nell’industria del cinema finlandese, si incrociano in un progetto di finto matrimonio.

  • Good Job – Di Shen (regista, Cina), Lizhi Chen (produttore, Cina)

L’azienda è finta, il matrimonio è finto, la figlia è finta, ma la vita e l’amore sono veri.

  • He That Shall Not Be Named (Mon Père, Le Diable) – Ellie Foumbi (regista, USA), Joseph Mastantuono (produttore, Francia)

Una rifugiata africana antisociale vede sconvolgere la sua tranquilla esistenza in un placido paesino di montagna nel sud della Francia, quando viene a sospettare che il nuovo parroco della sua chiesa è il signore della guerra che ha sterminato la sua famiglia.

  • Housekeeping for Beginners – Goran Stolevski (regista, Macedonia), Marija Dimitrova (produttrice, Macedonia)

Una donna omosessuale in Macedonia si trova obbligata a crescere le due figlie della sua compagna morta. Per adottarle legalmente, deve prima convincere il suo miglior amico (omosessuale maschio) di sposarla. Come lei, non ha mai voluto e non vorrà mai essere genitore.

  • Last Minutes – Pedro Collantes (regista, Spagna), Daniel Remón (produttore, Spagna)

“Last Minutes” racconta la storia di quattro incontri diversi, ciascuno a pochi minuti dalla morte di qualcuno. Ogni incontro risulta essere l’ultima interazione umana di uno dei personaggi prima di lasciare questo mondo. Ignari di essere sulla soglia della morte, i personaggi che popolano il film vivono la rabbia, l’amore, la lussuria, la tenerezza, l’avidità o l’empatia, testimoni della beata inconsapevolezza dello scorrere del tempo verso la morte.

 

  • The Plant Under The Wild Land – Diego Zon (regista, Brasile), Ana Cristina Viegas (produttrice, Portogallo)

Nella fatica di respirare, Antonio invecchia fra le piante che crescono in terrazza e i polverosi nastri VHS che guarda spesso con Brando. Un giorno, Antonio si addormenta.

  • The Sound of Light – Julietta Boscolo (regista, Australia), Grayson Propst (produttrice, USA)

Una giovane cantante di talento – che si vergogna troppo delle sue umili origini per cantare in pubblico – si finge borghese per vincere un concorso di canto e la possibilità di una nuova vita eccitante.

  • Violenta – Juan Carlos Zaldiva alias Violenta Flores (regista, USA), Gill Holland e Shaz Bennet (produttori, USA)

Violenta è un film femminista di genere horror, dove il protagonista è un ambiguo vampiro che infesta il vecchio quartiere di una città coloniale. Il vampiro lotta per chiudere i conti con la sua madre biologica e un passato radicato nella violenza domestica, mentre si ciba di quelli che sfruttano le donne, i poveri e gli emarginati.

I 12 progetti sono documentati sul sito web:

http://collegecinema.labiennale.org/it/

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