Berlino, su il sipario!

Dieter Kosslick svela le ultimissime sull'imminente 68° edizione del Festival, al via dal 15 febbraio. Orso d'Oro alla Carriera a Willem Dafoe
Berlino, su il sipario!

Il Festival di Berlino (15-25 febbraio) ha rivelato stamattina la lista completa della sua giuria alla conferenza stampa di presentazione della 68° edizione. Un gruppo che include Adele Romanski, la produttrice americana del film premio Oscar Moonlight, e l’acclamato compositore giapponese Ryuichi Sakamoto.

Il Presidente della Berlinale Dieter Kosslick ha anche annunciato che sarà l’attore americano Willem Dafoe a ricevere l’Orso d’Oro alla carriera. Dafoe è anche nominato all’Oscar per la sua performance in The Florida Project, la sua terza candidatura alla statuetta (dopo Platoon e L’ombra del vampiro), questa volta da non protagonista.

A parte Romanski e Sakamoto la giuria internazionale della Berlinale 2018 vede l’attrice belga due volte Premio Cesar Cecile de France (Django, The Young Pope); Chema Prado, ex direttore della della Filmoteca Espanola; e la celebre critica cinematografica americana Stephanie Zacharek, storica firma del magazine Time.

A presiedere il gruppo il cineasta tedesco Tom Tykwer (Babylon Berlin). La giuria sceglierà i vincitori dell’Orso d’Oro e d’Argento da un programma di quasi venti titoli che include Transit di Christian Petzold, Don’t Worry, He won’t Get Far on Foot di Gus Van Sunt, 3 Days in Quiberon di Emily Atef, Figlia Mia di Laura Bispuri.

Altro titolo aggiunto in lista appena due giorni fa è il norvegese  U – July 22, un dramma del norvegese Erik Poppe sul massacro del luglio 2011 ad opera di un estremista di destra, Anders Breivik, che ha aperto il fuoco per ore sull’isola di Utoya su un campo estivo politicamente orientato uccidendo 77 adolescenti.

L’atteso thriller di Steven Soderbergh Unsane, con la star della serie Netflix The Crown Claire Foy e Joshua Leonard, e  7 Days in Entebbe di Jose Padilha sono parte del programma del concorso, anche se non in corsa per gli Orsi.

Il programma della sezione Berlinale Special brillerà del lavoro di Murray Cumming Songwriter, un lungometraggio su vita, e soprattutto opera, del cantautore inglese Ed Sheeran. Uno sguardo intimo sul processo creativo della star da un miliardo e duecento milioni di visualizzazioni in rete. Il nome con il peso più grande della musica contemporanea. Anche Sheeran ha annunciato la sua presenza a Berlino.

                                 Ed Sheeran

Una retrospettiva su Dafoe, che vedrà versioni restaurate di L’ultima tentazione di Cristo e Mississippi Burning, coinciderà con la presentazione del suo premio alla carriera il 20 febbraio. “Willem Dafoe è un vecchio amico della Berlinale, è stato spesso ospite in varie sezioni del programma e membro della giuria internazionale 2007”, dice il direttore Kosslick. “Berlino è felice di consegnare l’Orso d’Oro onorario  a uno dei più importanti attori viventi”.

Ad annunciare la loro presenza sul red carpet berlinese Rosamund Pike e Daniel Brühl (7 days in Entebbe), Gael García Bernal (Museo), Claire Foy, Joshua Leonard, Jay Pharoah, Juno Temple (Unsane), Rupert Everett, Colin Firth, Emily Watson, Colin Morgan (protagonisti del lungometraggio di Everett The Happy Prince, presentato nella sezione Special), Alba Rohrwacher e Valeria Golino (protagoniste di Figlia Mia), Wes Anderson (il suo Isle of Dogs aprirà il festival), Isabelle Huppert (Eva), Robert Pattinson e Mia Wasikowska (Damsel), tutte pellicole in concorso.

La Berlinale 2018 prende anche una posizione netta sul movimento #MeToo, organizzando tavole rotonde e incontri tra operatori dell’industria, attori, pubblico. Nelle parole di Kosslick, “la Berlinale ha nel suo DNA il rifiuto di ogni forma di violenza e di molestia e prevaricazione e abuso sessuale. Ha sempre lottato con i suoi film per prosciugare le sacche del silenzio che pesano su ogni violenza, anche in quest’industria”.

 

E la lotta continua quest’anno in forma molto concreta. La direzione del Festival ha istituito una hotline per la segnalazione, o denuncia, di ogni forma di abuso fuori e dentro le sale, fuori e dentro i film.

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