Berlino 2020, Benigni show

L'attore accompagna allo Special Gala il Pinocchio di Matteo Garrone e dà spettacolo: "Dopo Geppetto non mi resta che la Fata Turchina da interpretare". E sul regista: "Un puro, un talento impressionante"
Berlino 2020, Benigni show
Pinocchio

È stato accolto dagli applausi il Pinocchio di Matteo Garrone presentato alla Berlinale nella sezione Special Gala ripensata dal nuovo direttore, Carlo Chatrian.

Roberto Benigni e il cast hanno stregato i giornalisti internazionali nella conferenza spettacolo seguita la proiezione per la stampa: “Sono l’unico attore al mondo ad aver interpretato Pinocchio e Geppetto”, ha esordito l’attore. “A questo punto non mi resta che la Fata Turchina”.

“Come tutti i grandi capolavori della letteratura mondiale la storia di Pinocchio parla della e all’anima umana, e della sua ricerca della felicità su questo mondo, e parla anche molto dell’Italia, il paese, e la cultura in cui è stato creato. Ogni animale in Pinocchio è un’allegoria con un riferimento alla realtà del mondo circostante. Ma è una storia che appunto trascende il particolare storico per parlare a tutti i bambini e gli uomini e le donne del mondo”.

Una grande emozione per  Benigni essere tornato a Berlino. “Era il 1979. Vincemmo con Marco Ferreri l’Orso d’oro per quel bellissimo film che è Chiedo Asilo. Oggi è una gioia essere qui. Provo per Matteo una grande ammirazione. È un regista puro. Un talento impressionante che durante le riprese ho osservato attentamente. Ma, come nel caso di Fellini, si tratta anche per Matteo di un processo creativo impossibile da leggersi dentro. Fare un film con lui è come vedere crescere una quercia. Ti verrebbe voglia di fermarla per capire come sta succedendo che quel fuscello stia diventando qualcosa di così grande. Ma è impossibile”.

Per Benigni, Garrone occupa il posto lasciato libero da Visconti e Rossellini. “Ha la precisione di Visconti e la povertà di Rossellini. Povertà intesa come grande ricchezza. Il film che amo di più di Rosselini, Paisà, è quello che più mi ricorda Garrone”.

PINOCCHIO – Matteo Garrone e Roberto Benigni (foto di Greta De Lazzaris)

Sottolinea anche una italianità dello stile cinematografico di Garrone. “Uno stile intriso di gusto e cultura italiana, ma che si espande nel mondo e diventa internazionale. Nel suo Pinocchio per esempio io ci vedo Tim Burton, e i pittori toscani dell’ottocento. Pinocchio racconta di noi, della lotta che ognuno di noi intraprende per essere umani”.

E ha anche rivelato: “Francis Ford Coppola, vent’anni fa mi aveva chiesto di fare il Geppetto in un suo Pinocchio. Alla fine di una cena a casa di Robin Williams a San Francisco mi disse: ‘ma se tu fai Geppetto in mio Pinocchio?’. Faccio anche la balena in un film con te, risposi. E ci siamo incontrati molte volte a Roma e Los Angeles per parlare del progetto, che però non fu più realizzato”.

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