Bellocchio e Aldo Moro: Esterno notte

Il regista di "Buongiorno, notte" torna a raccontare il sequestro dello statista DC. Stavolta con una serie tv, "controcampo di quel film"
Bellocchio e Aldo Moro: Esterno notte

Marco Bellocchio ritorna ai 53 giorni del sequestro, della prigionia e dell’assassisino di Aldo Moro. Dopo Buongiorno, notte (2003), film che raccontava la storia del sequestro Moro (Roberto Herlitzka) vista dai suoi sequestratori, interpretati da Luigi Lo Cascio e Maya Sansa, il regista piacentino ha annunciato all’Ansa che girerà Esterno notte, “una serie tv che è il controcampo di quel film”.

Dopo Il traditore (il film su Tommaso Buscetta di prossima realizzazione), Bellocchio inizierà (nel 2018, proprio a ricasco del 40° anniversario della morte di Moro) la lavorazione della sua prima serie televisiva: “Stavolta i protagonisti saranno gli uomini e le donne che agirono fuori della prigione, coinvolti a vario titolo nel sequestro, la famiglia, i politici, i preti, il Papa, i professori, i maghi, le forze dell’ordine, i servizi segreti, i brigatisti in libertà e in galera, persino i mafiosi, gli infiltrati… Protagonisti celebri, sempre in tv e sui giornali, ma anche sconosciuti”.

Le storie sia “pubbliche che private di questi personaggi, che durante il sequestro Moro si prodigarono di far finta di salvarlo, boicottando apertamente o segretamente ogni trattativa, fino al tragico grottesco delle sedute spiritiche e dei viaggi all’estero per consultare dei sensitivi che potessero dare delle informazioni utili sulla prigione e altro ancora”.

E non mancherà ovviamente l’attenzione al “grande teatro televisivo durante quei 53 giorni, con milioni di spettatori attaccati alla tv, anche i giornali aumentarono le tirature, vedi il boom di Repubblica, in cui tutti facevano pronostici pubblicamente o in cuor loro e si pregava nelle chiese per la salvezza del presidente e si facevano appelli da San Pietro per la vita di colui che, come Cristo, ’doveva morire’. Perché nulla potesse cambiare non solo nella politica, ma soprattutto nella mente degli italiani”.

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