Bel colpo, Ethan

"Sullo schermo uccido talebani e poi vado a prendere i bimbi a scuola", dice Hawke. Pilota di droni (con remore) per Andrew Niccol in Good Kill
5 Settembre 2014
Bel colpo, Ethan

“Il momento della decompressione dopo la guerra è sempre stato un problema per il reintegro dei soldati. Magari passava un anno da quando avevano combattuto e poi tornavano a casa. Il mio personaggio uccide i talebani e dopo un’ora va a prendere i bambini a scuola: si crea un cortocircuito nella sua mente. E’ un uomo che sta perdendo la strada”. Ethan Hawke è il maggiore Tom Egan, pilota dell’Aeronautica US che da qualche tempo non vola più: no, Tom Egan “guida” aeromobili a pilotaggio remoto, meglio conosciuti come droni. Da una cabina di un avamposto militare sperduto nel deserto del Nevada, a qualche chilometro da Las Vegas. E da lì, premendo qualche pulsante, contribuisce al programma antiterrorismo portato avanti dal governo americano. Una “comodità” ben accolta dalla moglie e dai figli di Tom, che in questo modo non rischia la pelle ed è sempre di ritorno a casa, ma che per l’uomo inizia a rappresentare un problema…

E’ Good Kill, nuovo film di Andrew Niccol che oggi chiude il concorso di Venezia71. Primo racconto cinematografico dichiaratamente incentrato sull’utilizzo di droni, il film – come dichiara il regista stesso – “non vuole schierarsi, ma vuole provare a mostrare la natura schizofrenica di questo nuovo tipo di guerra, in cui il soldato fa la guerra per dodici ore, seduto su una poltrona, e poi torna a casa dalla moglie e dai figli per altre dodici ore”.

Realizzato senza alcun supporto da parte dei militari (“abbiamo mostrato la sceneggiatura al dipartimento della difesa americana, ma hanno gentilmente rifiutato di sostenere il film”, dice Niccol), Good Kill è ambientato nel 2010, “momento di assoluto picco dell’utilizzo dei droni” e “vuole mostrare come si sia cancellata la concezione che avevamo un tempo dei piloti, oggi talmente assuefatti a quello che fanno che rischiano di perdere la sensibilità alla violenza. Non è un film contro né a favore, è un racconto ‘prudente’ diciamo, poi deciderà lo spettatore cosa pensare”, continua il regista, che torna a dirigere Ethan Hawke 14 anni dopo Gattaca: “Quando si lavora con Andrew è molto affascinante anche il processo di scrittura del film, dove viene preparato molto meticolosamente. Prima di allora non avevo un vocabolario su questo argomento, che riguarda un’arma molto efficace presente nel mondo il cui utilizzo non può non suscitare conseguenze di natura morale”, spiega l’attore. Nel film affiancato da January Jones (la moglie Molly) e Zoe Kravitz, che interpreta la recluta del programma, l’aviere Vera Suarez: “Se vogliamo, l’azione che si vede nel film amplifica la realtà, visto che questi soldati siedono in queste stanzette per ore, spesso senza fare niente, alle prese con una specie di videogame noiosissimo”, racconta l’attrice.

Come verrà accolto il film in America? “Spero provocherà discussioni”, risponde Andrew Niccol, che però ribadisce: “E’ un racconto preventivo di quello che potrebbe accadere, non so come verrà accolto dal pubblico”.

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