Baby Pyramid a Taormina

"Che cosa significa desiderare avere un figlio a tutti i costi?", si chiede la regista danese Cecilie McNair. In concorso alla 68° edizione del Festival
Baby Pyramid a Taormina
Baby Pyramid

“Volevo indagare il desiderio profondo di avere un figlio, quel desiderio che fa arrivare al punto di rubare gli ovuli di un’altra donna”.

A parlare è la regista danese Cecilie McNair (suoi i cortometraggi PatientenMukwanoLille a) che oggi ha presentato in concorso al Taormina Film Fest il suo primo lungometraggio: un dramma psicologico dal titolo Baby Pyramid (Ønskebarn).

“S’intitola così perché ho tratto ispirazione dalla piramide dei bisogni di Maslow e del soddisfacimento di questi bisogni- racconta-. Ora ho trentasei anni e sto per diventare madre. Spesso se non sei madre ti senti esclusa da certi discorsi. Ma oggi i confini si espandono e si spostano in avanti e puoi diventare madre laddove prima non era possibile. Ci sono tanti trattamenti per l’infertilità”.

Un film che affronta un tema (quello dell’infertilità) che è ancora un tabù nella nostra società e che si svolge in una clinica per la fertilità indagando fino a che punto si è disposti a spingersi per mettere al mondo un bambino. Protagonista di Baby Pyramid (prodotto da Nordisk Film Production), l’attrice serbo-danese Danica Curcic, premiata dalla Danish Film Critic Association per la sua performance in Silent Heart e vista di recente nelle serie Equinox The Chestnut Man, nonché nell’horror politico Darkling.

Con lei nel cast Laura Hallen MüllerHenning Valin Jakobsen, Christine Albeck Børge Anders MosslingOltre ai trattamenti per la fertilità, c’è anche la possibilità dell’adozione: perché non si accenna a questa alternativa?

“Ho scelto deliberatamente di non includere questo argomento perché volevo scavare in profondità quest’altro problema e capire cosa si prova. A un certo punto della mia vita anche io ho pensato di adottare un bambino, ma in Danimarca è un percorso difficile e più si è grandi più il bambino che ti viene dato è grande. Sicuramente, quello dell’adozione, potrebbe essere un buon tema per il mio prossimo film. Qui io volevo dare voce a quanto sia difficile sottoporsi a dei trattamenti contro l’infertilità e di quanto sia frustrante e doloroso non riuscire a rimanere incinta. Tante donne rinunciano a tutto per iniziare questo percorso e poi man mano perdono la lucidità mentale sacrificando la propria vita per poter perseguire questo sogno di avere un bambino”.

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