Assange scrive a Cumberbatch

Durissima lettera del fondatore di Wikileaks all'attore che lo impersona ne Il quinto potere: "Riconsidera il tuo coinvolgimento in un progetto così miserabile"
10 Ottobre 2013
Assange scrive a Cumberbatch
Julian Assange

Dura lettera di Julian Assange all’attore britannico Benedict Cumberbatch, che lo interpreta in The Fifth Estate (in Italia uscirà il 24 ottobre con il titolo Il quinto potere, ma in Inghilterra sarà in sala domani), il film su Wikileaks diretto da Bill Condon. Nonostante l’apprezzamento per il lavoro di Cumberbatch e la sicurezza che l’interprete non volesse nuocergli, Assange si è rifiutato di dare seguito alla proposta dell’attore di un incontro privato, motivandolo con una lettera che è di fatto un lungo atto d’accusa contro la cattiva e, a suo giudizio, ingannevole pubblicità che la pellicola riserva a lui e alla sua creatura. Leggiamo qualche passo di questa lettera che Variety pubblica integralmente sul suo sito: “Credo che tu sia una brava persona, ma non credo che questo sia un buon film“, scrive Assange. E poi, nel ribadire la fiducia sull’attore (che chiama comunque “pistola nascosta”): “Le tue capacità sono state messe nelle mani di persone intenzionate a far fuori me e WikiLeaks. Credo che tu debba riconsiderare il tuo coinvolgimento in questo progetto“.
L’attivista ribadisce quanto già espresso pochi giorni fa dall’organizzazione a proposito dei fatti e delle persone rappresentate nel film: “Si basa su un libro menzognero, scritto da qualcuno che ha voluto vendicarsi contro di me e l’organizzazione”. Si riferisce a Inside WikiLeaks. La mia esperienza al fianco di Julian Assange nel sito più pericoloso del mondo di Daniel Domscheit-Berg, ex braccio destro di Assange. Non è l’unico libro consultato dagli sceneggiatori, che hanno attinto informazioni anche da Wikileaks. La battaglia di Julian Assange contro il segreto di stato dei giornalisti britannici del Guardian Luke Harding e David Leigh. Ma ad Assange non basta: “Esistono decine di libri positivi su Wikileaks, ma la Dreamworks ha deciso di basare la sua sceneggiatura solo sui due più velenosi. Il primo (quello di Domscheit-Berg, ndr) è talmente avvelenato che viene distribuito alle basi militari degli Stati Uniti come disincentivo per il personale militare a comunicare con noi. E’ noto inoltre che il suo autore è stato direttamente coinvolto nella lavorazione del film”.
Secondo Assange, dietro quello che per lui resta un tentativo deliberato di “nuocere l’organizzazione, di rappresentare me e il mio lavoro in una luce negativa e di distorcere la realtà per sottrarla alla conoscenza del pubblico”, ci sarebbe un diabolico patto tra il governo degli Stati Uniti e una delle più grosse major hollywoodiane: “Io e la mia organizzazione siamo il bersaglio degli stati Uniti e dei suoi alleati. Il governo americano ha mosso ogni mezzo in suo potere, dalla giustizia all’intelligence, per avviare contro di noi un’indagine su scala mondiale, approntando vere e proprie leggi draconiane per fermare il nostro lavoro. Alcune delle nostre presunte fonti stanno pagando sulla propria pelle le conseguenze di questa iniziativa: due si trovano nel carcere degli Stati Uniti, una in quello svedese”.
E ancora: “Questo film si giustifica con la scusa di essere finzione. Ma non lo è. Si tratta invece di una distorsione deliberata della verità che danneggia le persone che fanno battaglia contro avversari molto più potenti di loro. E’ un lavoro di opportunismo politico, di manipolazione, di vendetta e, soprattutto, di codardia”.
“Dreamworks – aggiunge Assange nella lettera a Cumberbatch – è una società estremamente ricca, ha legami forti con i poteri economici e politici degli Stati Uniti. Non a caso molte delle bugie dette dal film sostengono le argomentazioni con cui il governo americano ci accusa. Devo perciò stigmatizzare le scelte e le motivazioni che stanno dietro questa operazione: l’opportunismo, la paura e la mondanità; le regole non scritte del finanziamento e della distribuzione dei film in America; il servilismo contro chiunque cerchi di fare qualcosa di utile e di coraggioso”.
Infine, chiamando in causa direttamente Cumberbatch: “Pensa attentamente alle conseguenze della tua collaborazione con un progetto che svilisce e marginalizza un rifugiato politico a beneficio di uno Stato usurpatore, corrotto e pericoloso. Considera le conseguenze per le persone coinvolte e del danno che potrebbero ricevere da questo film. Molti si adopereranno perché questa storia venga insabbiata. Ma si tratta ormai di una storia colletiva, che riguarda milioni di persone, e grazie alla quale milioni di persone hanno finalmente aperto gli occhi. Sono convinto che avevi le migliori intenzioni quando hai accetatto di prendere parte al progetto, ma puoi capire da solo adesso quanto possa essere controproducente per me l’idea di incontrarti. Facendolo, darei legittimazione a questo film miserabile”.

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