Aspirante vedovo, perché no?

Dal 10 ottobre in sala Littizzetto e De Luigi ripensando a Dino Risi, Alberto Sordi e Franca Valeri: "Ma non è un remake", dice il regista Massimo Venier
7 Ottobre 2013
Aspirante vedovo, perché no?

“Non è un remake”, dice il regista Massimo Venier alla presentazione del film Aspirante vedovo, liberamente ispirato al capolavoro del 1959, Il vedovo di Dino Risi, interpretato da Alberto Sordi e Franca Valeri. Non è un remake, ma la storia è la stessa, questa volta ambientata nella Milano dei nostri giorni. Così il giovane imprenditore Alberto Nardi (Fabio De Luigi) colleziona un fallimento dopo l’altro, mentre l’unico suo affare sembra essere quello di aver sposato una grande industriale del nord, la miliardaria Susanna Almiraghi (Luciana Littizzetto). Lei lo tiranneggia perchè non sopporta più di avere un marito così cialtrone e inconcludente e ha deciso di lasciarlo affogare nei suoi debiti, lui sogna di diventare vedovo. Lo diventa ma solo per poche ore e di colpo pensa di essere diventato miliardario. Purtroppo il sogno dura poco, ma lui continua a sognare di diventare vedovo.
“Abbiamo cercato di far riavvicinare i giovani a una storia così potente, riproponendo quel tipo di comicità nera lontana dalle commedie a cui siamo abituati ora”, dice Luciana Littizzetto che ha dovuto interpretare una donna antipatica: “Un’imprenditrice spietata con le palle, ma quelle che non piacciono a me. Una donna di successo che sta accanto a un uomo perdente e se lo tiene solo per non veder fallire il proprio matrimonio e soprattutto per non dovergli pagare gli alimenti: non mi voglio neanche confrontare con un’attrice come Franca Valeri, sono una persona umile”. Come Fabio De Luigi, che per interpretare Alberto Nardi ha cercato proprio di dimenticare il personaggio di Sordi: “Aspirante vedovo è un modo per rivedere un film della commedia all’italiana che fa parte della nostra cultura”.
Nelle sale dal 10 ottobre distribuito con più di 400 copie da 01distribution, il film è prodotto dalla Itc Movie di Beppe Caschetto con RaiCinema e l’idea è nata nel 2006. “All’epoca pensammo: come potrebbe essere il marito della Marcegaglia? Non volevamo rifare Il vedovo, poi incontrai Risi che mi cedette i diritti del film. Il nostro film non è un remake, ma un tentativo di riaggiornare una storia”, spiega Beppe Caschetto. E l’ad Rai Cinema Paolo Del Brocco aggiunge: “E’ un modo di rifare una commedia all’italiana, ma è meno amara e tragica rispetto al Vedovo”.
Nel cast anche Alessandro Besentini, Francesco Brandi, la giovane amante svampita del protagonista (Clizia Fornasier) e il monsignore (Bebo Storti). Sì, perchè nel film oltre a esserci i potenti dell’industria e delle banche, ci sono anche esponenti del clero: “Rappresentazione di un tipo di Chiesa che non ci piace, quella trafficona”, dice Luciana Littizzetto, che poi conclude: “Amo l’attuale Papa, perché è una persona, non una distanza, ma una vicinanza. E poi parla come Banderas!”.

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