Arrivano i Diavoli

"La finanza è diventata strumento politico e di potere", dice Alessandro Borghi. Protagonista con Patrick Dempsey e Kasia Smutniak della nuova serie Sky, in onda dal 17 aprile
Arrivano i Diavoli
Diavoli - Foto Antonello&Montesi

“I Diavoli sono quelli che hanno il compito di mantenere l’ordine in un momento di caos perché la finanza con il passare del tempo è diventata sempre più uno strumento politico e di conseguenza un grandissimo strumento di potere”.

Parola di Alessandro Borghi alla presentazione streaming di Diavoli, un financial thriller, prodotto da Sky e Lux Vide, che lo vede protagonista insieme a Kasia Smutniak e Patrick Dempsey.

La conferenza streaming di Diavoli

La serie in dieci episodi, diretta da Nick Hurran e Jan Maria Michelini, andrà in onda su Sky Atlantic e Now Tv dal 17 aprile ed è stata girata tra Londra e Roma interamente in inglese.

Una storia di potere, segreti e disinganni ambientata nell’Olimpo della finanza mondiale e tratta dal best seller I diavoli di Guido Maria Brera (edito da Rizzoli).

“C’è nella maggior parte delle persone un luogo comune che riguarda gli uomini di finanza. E’ vero che ci sono alcune persone di questo mondo che seguono i propri interessi con un bassissimo livello di etica, ma ce ne sono tanti altri che quest’etica la mettono al primo posto e operano a favore dei cittadini e dello Stato”, prosegue Borghi.

E Kasia Smutniak aggiunge: “E’ stata una grande opportunità raccontare e spiegare alcuni aspetti importanti e difficili da capire del mondo della finanza. Il libro di Guido ha la capacità di parlare di fatti estremamente noiosi in modo passionale e romantico e cattura la tua attenzione regalandoti tante emozioni”.

Kasia Smutniak in Diavoli – Foto Antonello Montesi

Al centro della storia il legame tra i due protagonisti, da un lato l’italiano Massimo Ruggero (Borghi), un uomo, o meglio un giovane “squalo”, che dal nulla è diventato lo spregiudicato Head of Trading di una delle più importanti banche di investimento del mondo e dall’altro Dominic Morgan (Dempsey), fra gli uomini più potenti della finanza mondiale, Ceo della banca e mentore di Massimo.

“Portare qualcosa che non puoi toccare, come l’acqua, sullo schermo è stata una cosa totalmente nuova – racconta l’autore del romanzo, Guido Maria Brera -. E’ stato un progetto molto complesso e ambizioso, perché il mondo della finanza è qualcosa di molto difficile da raccontare. Ma la finanza non è solo spietata. La vera critica in realtà è rivolta alla politica degli ultimi trent’anni che ha illuso tutti che potessimo farne a meno. Invece il ruolo dello Stato, se pensiamo a questa pandemia, viene fuori in modo prepotente”.

Una serie, tra l’altro, che esce in un momento sospeso e complesso della nostra vita nella quale siamo tutti chiusi in casa. Gli effetti della pandemia già si vedono dalla conferenza stampa, seguita da ognuno (cast, registi, produttori e giornalisti) in collegamento su Zoom: quali saranno quelli sul cinema e sulle serie tv?

“Credo che ci sarà un cambiamento inevitabile, cosa che avverrà anche nelle nostre vite. Probabilmente in molti ridurranno i contatti, ma mi auguro anche che tutto ciò sarà solo una transizione. Non bisogna però tornare come eravamo prima perché il problema è proprio come eravamo. Siamo offuscati dal raggiungere il successo ad ogni costo, forse è il momento buono di fare un passo indietro ed essere sicuri di non aver fatto male a niente ovvero al nostro pianeta e a nessuno, cioè alle persone”, risponde Borghi.

Alessandro Borghi in Diavoli – Foto Antonello Montesi

E Kasia Smutniak: “Ho speranza nella generazioni dei nostri figli, che ora sono più consapevoli e che vivono quest’esperienza che sta cambiando le nostre vite. Spero che quello che stiamo vivendo adesso possa in qualche modo servire a qualcosa”.

Infine Patrick Dempsey: “Fino ad oggi c’è stata una continua spinta verso la crescita, cosa che non è più sostenibile. Il nostro pianeta non può reggere. Siamo sull’orlo del caos totale e dobbiamo cercare di cambiare la situazione”.

Patrick Dempsey e Alessandro Borghi in Diavoli – Foto Antonello Montesi

Diavoli parte dalla crisi della Grecia nel 2009 e si svolge nel periodo del crollo finanziario del 2011, svelando la profonda crisi politico ed economica diffusasi in tutta Europa. Una storia dunque molto attuale. E si è già al lavoro sulla seconda stagione. “Abbiamo pensato come poter far rientrare questo mondo nel quale le guerre non vengono più fatte con le bombe o con l’artiglieria, ma sono fatte con l’alta finanza. La prima scena parte con i due protagonisti in una Milano deserta che si incontrano in un locale ai tempi del Coronavirus, per poi però tornare indietro e la storia partirà nell’anno della Brexit. Tocchiamo l’attualità senza però raccontarla perché non sappiamo come andrà a finire. Allo stesso tempo non volevamo far finta di niente quindi partiamo da lì”, rivela Nils Hartmann, direttore produzioni originali di Sky Italia.

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