Annette dei miracoli

"Che significa essere una star? Può ucciderti", confessa Marion Cotillard. Protagonista del musical eterodosso di Leos Carax, apertura di Cannes 74
Annette dei miracoli
Marion Cotillard - Foto Karen Di Paola

“Che significa essere una star? E’ una domanda che nella mia vita mi sono posta spesso. Perché hai bisogno di essere guardato, amato da tante persone? Può corroborare la tua fiducia… ma allo stesso tempo può distruggerti ancora di più. Soprattutto quando non hai così tanto amore per te stesso. Abbiamo visto tante celebrità morire”.

Parola di Marion Cotillard, protagonista con Adam Driver (assente dalla conferenza stampa) di Annette di Leos Carax, film d’apertura (in Concorso) del 74. Festival di Cannes, che vedremo prossimamente nelle nostre sale con I Wonder.

Un musical eterodosso, sin dalla presa diretta: “Normalmente – spiega Cotillard – registri le canzoni in studio e sincronizzi le labbra sul set. Viceversa, qui era dal vivo, sicché il canto veniva modificato da ogni movimento del corpo.

Sono passati otto anni prima che il film approdasse sullo schermo: originariamente gli Sparks Brothers (Ron e Russell Mael) l’avevano inteso quale album, ma l’incontro con Carax, “un’anima gemella”, ha catalizzato l’approdo cinematografico, “lavorare con il regista è stato un sogno”.

Complimenti prontamente ricambiati da Leos, che confessando un’antica frustrazione musicale: “La musica mi ha rifiutato quando ero un bambino” aggiunge di voler essere il terzo Sparks Brother.

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