Andrea Segre e L’ordine delle cose

"Spero sia un film che ci porti a riflettere su noi stessi", dice il regista. Alla Mostra di Venezia con l'instant movie sui migranti
Andrea Segre e L’ordine delle cose
L'ordine delle cose

“Abbiamo iniziato a lavorare al film 3 o 4 anni fa: l’impressione era che quello che sta succedendo in queste ore fosse già previsto. È un film d’attualità, ma è anche molto altro: può aiutare a riflettere su quello che sta accadendo, ma spero anche sia un film che possa parlare di altre realtà”.

Andrea Segre presenta alla Mostra di Venezia L’ordine delle cose, ospitato nella sezione Proiezioni Speciali della 74ma edizione del Festival. Prodotto da Jolefilm con Rai Cinema, il film affronta il tema dell’immigrazione visto dagli occhi di un funzionario del Ministero degli Interni italiano.

“Il film ci porta a vedere cosa vuol dire essere un poliziotto che si occupa di immigrazione – spiega Marco Pettenello, sceneggiatore del film -. Ne abbiamo incontrati tanti e al contrario di quello che comunemente si pensa, umanamente si sono dimostrate delle persone interessanti, la loro indole è assolutamente gradevole. Sulla base di queste testimonianze abbiamo creato Rinaldi, il protagonista del film”.

Il protagonista Paolo Pierobon: “In questo film la politica ha molto a che fare col privato, spero quindi possa andare a toccare qualche corda dentro allo spettatore, a prescindere dal mestiere che svolge. Mi piacerebbe che possa aiutare a far capire che a parte le leggi, i ministeri e tutto il resto c’è anche una cosa che si chiama coscienza civile, e mi auguro che questo film possa stimolarla”.

“Questo è un film politico, ma non fazioso – osserva Giuseppe Battiston – è politico nel senso più stretto del termine. La sua potenza è nell’interrogativo che pone, non nelle riposte che dà. È la riflessione che ti spinge a fare: il suo valore è nella sua capacità di smuovere le coscienze”.

Prosegue la protagonista femminile, Valentina Carnelutti: “C’è qualcosa a proposito del concetto di ‘scomodità’ che questo film invita ad osservare. Mettendoci un po’ più scomodi da come siamo normalmente riusciremmo a vedere delle cose che non vediamo normalmente. C’è un invito alla scomodità, ad uscire dall’ordine delle cose. È un invito a prendere un’altra posizione.”

“Io spero che sia un film che faccia ragionare su di noi, su qual è il nostro ruolo in questa storia. Mi auguro che ci sia disponibilità nel guardarsi, soprattutto chi crede che sia necessario fare qualcosa per fermare tutto quello che sta succedendo. Parlando con i poliziotti ho iniziato a farmi delle domande che non mi ero mai posto, spero che il film possa far porre le stesse domande a chi lo vede”, conclude Andrea Segre.

Il film, prima di uscire in sala il 7 settembre distribuito da Parthénos Distribuzione, avrà anche un’anteprima speciale in Senato il prossimo 6 settembre alla presenza del regista Andrea Segre, la scrittrice Igiaba Scego, l’onorevole Luigi Manconi, dei membri del cast Giuseppe Battiston e Roberto Citran, di Emma Bonino, Carlotta Sami e di Padre Mussie Zerai.

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