Amici miei… che kolossal!

"Un sogno che si è realizzato al 100%", dice Neri Parenti. Sul set a Cinecittà per il prequel Filmauro del cult di Monicelli
9 Giugno 2010
Amici miei… che kolossal!
Amici miei... come tutto ebbe inizio

A pochi passi dai maestosi ruderi della cinematografica New York di Martin Scorsese, ecco un altro set che colpisce per altrettanta magnificenza, quello di Amici miei… come tutto ebbe inizio, la commedia firmata da Neri Parenti e ambientata nel 1490, prequel del film “cult” diretto da Mario Monicelli nel 1975, la cui uscita in sala è prevista all’inizio del 2011.
Dopo un mese di riprese, che si concluderanno ai primi di luglio, la produzione Filmauro si è spostata dalla Toscana (Certaldo, San Gimignano, Firenze e Pistoia) agli stabilimenti romani. Qui, da una settimana, si girano alcune delle scene più divertenti e spettacolari in cui sono coinvolti i cinque protagonisti: Duccio (Michele Placido), Filippo (Christian De Sica), Cecco (Giorgio Panariello), Manfredo (Massimo Ghini) e Jacopo (Paolo Hendel). “Per me è un sogno che si è realizzato al 100%”, dice Parenti tra un ciak e l’altro. Un sogno che ha le dimensioni di un kolossal. Lo scenografo Francesco Frigeri è infatti riuscito a restituire le atmosfere rinascimentali della corte di Lorenzo il Magnifico, che nel film ha il volto di Alessandro Benvenuti, ma la sfida può dirsi vinta grazie ad un attento lavoro di ricerca e ricostruzione: “Non abbiamo trascurato nessun particolare” ci dice Luigi de Laurentiis, produttore con il padre Aurelio, mentre ci fa da cicerone tra piazze, chiese e locande. “Dalla prospettiva e profondita’ di ogni ambiente alla luce per la fotografia. Fare un film in costume oggi e’ un’esperienza incredibile. Per fare un esempio: sono state realizzate oltre 700 paia di scarpe d’epoca per personaggi primari e secondari”. A questa storia Parenti ci stava pensando da un pezzo, dal ’96 quando gli sceneggiatori Leo Benvenuti e Piero De Bernardi (entrambi scomparsi), con cui stava girando Fantozzi – il ritorno, ebbero l’idea di fare un prequel di Amici miei. “Lo spirito che li lega – prosegue Parenti- è la cattiveria del gruppo, qui se vogliamo ancora più spiccata”.
Sotto il sole cocente, abbigliati nei ricercati  costumi disegnati da Alfonsina Lettieri e sotto la direzione di Parenti,  i cinque amici stanno per mettere a segno un altro dei loro goliardici scherzi. La vittima: un odioso proprietario di casa a cui fanno credere che in cantina sia nascosto un tesoro al fine di procurare a Manfredo (Ghini), nobile spiantato sempre alle prese con la sfortuna e i debiti accumulati, una lussuosa dimora per sé e la sua numerosa famiglia. “La beffa – dice Parenti- allora era all’ordine del giorno. Rimarrete sorpresi dall’impianto, impossibile da trovare in un film moderno e riderete. Perche’ la goliardia, il maschilismo e la presa in giro, anche reciproca ci sono sempre, in un linguaggio che abbiamo cercato di rendere universale, con qualche parola dell’ epoca”.
Era dai tempi di Concorrenza sleale di Ettore Scola, che una produzione italiana non si avvaleva di Cinecittà per una ricostruzione imponente come questa. Case, strade, vicoli, palazzi, stalle, la locanda in cui si riuniscono i cinque amici, la bottega dello speziale, la piazza su cui si affaccia la chiesa, con l’imponente campanile e la lunga scalinata, occupano una superficie che si estende per 20 mila metri quadri. Tutto intorno è un pullulare di comparse, carretti ricolmi di fieno, ceste cariche di ortaggi e tanti animali: cavalli, asini, galline, polli, capre, oche, conigli, mescolati alle normali attrezzature di scena.
I numeri sono da capogiro: più di 6 mesi di lavoro e oltre 3500 comparse per costruire il set, di cui solo 1000 per girare a Pistoia la scena della partita di calcio storico fiorentino, 50 controfigure acrobatiche hanno garantito le scene stunt nel film a piedi e cavallo come nella scena del Corteo Papale. Ogni giorno mediamente sono state impiegate 110 persone di troupe tra elettricisti, macchinisti, attrezzisti, operatori, fonici, assistenti alla regia, truccatori, parrucchieri, costumisti e sarte e assistenti alla scenografia,effetti speciali,cavallerizzi, addetti agli animali. Inoltre per vestire attori e comparse sono stati realizzati 1200 costumi, e 150 parrucche. Per le riprese invece sono stati messi a disposizione circa 75.000 metri di pellicola. (Foto Tullio Deorsola)

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