Ambra in Terapia

"Interpreto un'amante, senza gli stereotipi dell'amante", dice la Angiolini. In coppia con Pietro Sermonti, per l'adattamento da Diego De Silva firmato Alessio Maria Federici
Ambra in Terapia

“Mettiamo in primo piano ciò che solitamente è nascosto, bisbigliato, chiuso”, così Ambra Angiolini presenta il film Terapia di coppia per amanti che uscirà nelle nostre sale il 26 ottobre distribuito in 300 copie da Warner Bros.

Diretto da Alessio Maria Federici e tratto dall’omonimo libro di Diego De Silva (che qui è co-sceneggiatore insieme al regista), il film vede protagonisti una coppia di amanti Viviana e Modesto (interpretati da Ambra Angiolini e Pietro Sermonti) che decide di andare dall’analista (Sergio Rubini) per capire meglio la loro relazione.

“Viviana è un personaggio libero, che non viene giudicato dall’autore”, prosegue Ambra che interpreta una donna “senza gli stereotipi dell’amante, irrisolta, ma anche divertita dal suo stesso ruolo. Una donna che decide di stravolgere la vita di Modesto e di intraprendere una nuova strada senza sapere dove vada a finire”.

Oltre alla musica composta da Rodrigo D’Erasmo e interpretata dai Daiana Lou giocano un ruolo importante nel film anche i continui sms che i due protagonisti si mandano perché oggi spesso i sentimenti passano dal digitale. “I messaggi al telefonino arrivano fino al momento di svolta del film perché poi a un certo punto bisogna guardarsi in faccia. Questa è un po’ la problematica della nostra società”, dice il regista che ha un rapporto complicato con il cellulare “perché scoccia e riporta tutto a due faccine e quattro segni”.

Anche Pietro Sermonti predilige i rapporti “de visu”, mentre Sergio Rubini crede che : “il telefonino va incontro alla mistificazione e al tradimento. Sono schermi che aiutano l’esercizio della menzogna e a nasconderci dietro altro per non risolvere le cose di persona”.

Infine lo scrittore De Silva sostiene che: “il messaggio sicuro serve a mentire, ma la scrittura telefonica ha delle caratteristiche molto particolari perché non è opponibile. Non è carta canta, è come se il messaggio avesse una durata che non è molto lunga. Contestualizza l’espressione emotiva in un tempo”, di tutta risposta il regista commenta: “Sei fortunato. La mia compagna veramente mi rinfaccia sms di otto anni fa quindi non sono così convinto che scadano. Circolarmente ritornano come i peperoni”.

Fondamentale nel film è il ruolo del terapeuta che rischia di perdere persino la propria lucidità professionale di fronte a questa coppia non ufficiale e libera da vincoli. “Lui in realtà è una persona serissima- dice Sergio Rubini- Accoglie questa coppia, risolve il problema e li normalizza e smette anche di fare la vita che fa perché capisce che i suoi sentimenti non gli permettono più di affrontare in modo freddo e neutro quelli degli altri”.

Ma i protagonisti andrebbero in terapia di coppia? “Mi interesserebbe ma mi manca la coppia. Sono però andato in analisi anche se con esiti disastrosi”, risponde Pietro Sermonti e Ambra Angiolini aggiunge: “Anche io sono andata dall’analista in varie occasioni. L’ho fatto per frequentarmi un po’ perché me ne dimentico troppo spesso. L’interlocutore per me è fondamentale e infatti non sono rimasta legata sempre allo stesso”. Infine il regista, che è andato in terapia di coppia, conclude: “Sono rimasto deluso. Mi aspettavo che mi dicesse tu hai ragione o tu hai torto. Alla fine ti ritrovi ad uscire di là che litighi ancora di più”.

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