Alla scoperta di Crolla

Osannato in Francia, sconosciuto in Italia. Il genio del grande musicista rivive nel documentario Piccolo sole
13 Luglio 2005
Alla scoperta di Crolla

Chi era Henri Crolla? Sono in pochi, anzi pochissimi, quelli che in Italia saprebbero rispondere a questo interrogativo, eppure si tratta di uno dei più grandi chitarristi jazz del XX secolo ed era nato a Napoli. A questa grande figura del ‘900, osannato a Parigi e in tutta la Francia, dove viene tutt’oggi considerato un genio musicale e ricordato come un artista dalla straordinaria umanità, è dedicato il documentario Piccolo sole diretto da Nino Bizzarri – già autore dei bellissimi filmati su Flaiano, Montand e Rossellini – nella sezione “Cinema del Presente” al festival di Locarno. Piccolo sole ricostruisce, attraverso le testimonianze della moglie, del figlio e di quanti avevano conosciuto e lavorato con lui, la sua vita:  l’arrivo a Parigi nel 1923, quando a due anni abbandonò la città di Napoli insieme ai genitori, l’infanzia poverissima trascorsa a suonare il banjo davanti ai caffè, l’incontro con il grande Django Reinhardt, di cui è stato prima allievo e poi erede, il successo e infine la morte, avvenuta a soli 40 anni. Crolla non aveva mai studiato musica, ma divenne ugualmente un compositore. Lavorò con interpreti come Edith Piaf e Yves Montand (per il quale scrisse e compose 17 brani), fondò un gruppo jazz di culto (Henri Crolla sa Guitare et son Ensemble) e fu autore di oltre quaranta colonne sonore per cortometraggi di Georges Franju, Alain Jessua e Paul Grimault e per film con Brigitte Bardot, Jeanne Moreau e Jean Gabin, diventati suoi amici. “Mi trovavo in Francia per raccogliere materiale per il documentario su Yves Montand ed entrando nel suo giro, tutti tra scrittori, poeti e musicisti finivano prima o poi col parlarmi di Crolla – racconta Bizzarri -. Lo definivano un meraviglioso italiano e di lui conservavano ricordi stupefacenti. Era nato in mezzo alla miseria, era approdato in uno dei quartieri più poveri di Parigi, La Zone, in cui si raccoglievano tutti gli immigrati italiani, ma aveva lasciato un segno indelebile negli ambienti piu’ colti della capitale francese e per molti fu anche un maestro di vita. Purtroppo nel pieno del suo successo è morto e non ha fatto in tempo a raggiungere una fama internazionale”. Il fatto che in Italia si ignori totalmente chi sia “resta uno dei grandi misteri culturali italiani, non è il primo e non sarà l’ultimo caso – continua il regista -. Io ho sentito il dovere di interessarmi a lui e portarlo a conoscenza degli italiani”. Per realizzare il suo documentario Bizzarri ha svolto una lunga ricerca: “Ho avuto subito la fortuna di incontrare la vedova di Crolla, Colette, oggi ottantenne. Lei ha conservato in maniera quasi sacrale il materiale che lo riguardava, foto, lettere, articoli. Purtroppo non esistono video, ma ha fatto l’attore in due film, in uno di questi, Le bonheur est pour demain, recitava nella parte si se stesso. Era stato dato per perso, ma dopo una complicata ricerca ne ho ritrovato una copia in Corsica. Il resto dei filmati che ho utilizzato riguardano il quartiere in cui è cresciuto, con le sue casupole, i poveri. Sono tutte immagini inedite”. Prodotto da Rai International, Piccolo sole sarà presentato in anteprima mondiale e mandato in onda quest’estate. Ora Bizzarri è al lavoro su altri due documentari, Ritorno nella terra di Piero, su Piero Della Francesca, e Tempo fuoco preghiera sulla poesia di Mario Luzi.

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