Al cuore dei conflitti

Al via la rassegna cinematografica dedicata alle piccole e grandi guerre di ogni giorno. Apre Loin des hommes con Viggo Mortensen
25 Maggio 2015
Festival, In evidenza
Al cuore dei conflitti

Film inediti per scoprire storie, indagare conflitti, viaggiare nel mondo in cerca di nuove letture della realtà: torna Al cuore dei conflitti, rassegna cinematografica di Federazione Italiana Cineforum e Lab 80 che quest’anno giunge alla sua sesta edizione.

Per quattro giorni, da lunedì 25 a venerdì 29 maggio (pausa mercoledì 27), a Bergamo, all’Auditorium di piazza Libertà, si susseguiranno le proiezioni di lungometraggi selezionati tra le più interessanti proposte dei festival internazionali. Anteprime che raccontano conflitti urbani, geopolitici, razziali e di classe, e che vogliono farlo suggerendo punti di vista diversi e particolari, capaci di portare gli spettatori “al cuore dei conflitti”, appunto, narrandoli da vicino, quando non da dentro.

 

Spiega Chiara Boffelli, che per FIC e Lab 80 film ha curato la rassegna: «I film del programma 2015 portano nell’Algeria degli anni Cinquanta, nella Turchia contemporanea vissuta dalla minoranza curda, in un Paese Basco vero e fuori dagli stereotipi e, ancora, nella comunità ebraica-ortodossa che vive nel Canada francese e nella Russia di Putin e dei suoi oppositori. Cinque aree del pianeta lontane tra loro, dentro e fuori l’Europa, dove i conflitti sono molteplici e diversi: protagonisti sono rivolte armate, scelte coraggiose, storie di resistenza quotidiana ma anche umanità, vulnerabilità ed emozioni».

 

Tra i titoli in programma Loin des hommes (Far from Men) di David Oelhoffen, con Viggo Mortensen: una produzione del 2014 sull’Algeria degli anni Cinquanta, presentata all’ultimo festival di Venezia. Il film viene proiettato in anteprima ed è impreziosito dalla colonna sonora originale realizzata da Nick Cave (lunedì 25).

Da segnalare anche l’anteprima italiana di Asier ETA biok (Asier y yo) di Amaia e Aitor Merino: film documentario che racconta, senza alcun intento propagandistico, la scelta di aderire all’organizzazione armata ETA di un giovane basco, amico fraterno di uno dei registi, che saranno presenti in sala (giovedì 28).

 

 

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