Addio a Sergio Citti

Il regista si è spento ad Ostia all'età di 72 anni. Scoperto da Pasolini, con lui diede voce agli umili delle borgate
11 Ottobre 2005
Addio a Sergio Citti
Sergio Citti inuna foto recente

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(Cinematografo.it/Adnkronos) – E’ morto questa mattina all’alba il regista Sergio Citti. Si è spento all’età di 72 anni in un ospedale di Ostia dove era stato ricoverato a causa di un’insufficienza respiratoria. Citti è stato a lungo amico e collaboratore di Pier Paolo Pasolini. Il loro sodalizio era nato a metà degli anni ’50 quando Citti aveva prestato la sua consulenza dialettale per i romanzi Ragazzi di vita e Una vita violenta ed era poi proseguita fino alla morte di Pasolini. Dai dialoghi per i film Accattone (1961) e Mamma Roma (1962), dei quali è protagonista il fratello Franco, Sergio Citti era poi passato all’aiuto regia nei successivi La ricotta (1962), interpretato da Orson Welles (morto, per uno strano scherzo del destino, lo stesso giorno di vent’anni fa), Uccellacci e uccellini (1965) e negli episodi La Terra vista dalla Luna (1966) e Che cosa sono le nuvole? (1967), tutti con Totò e Ninetto Davoli. Pochi mesi fa, alla riapertura del caso sulla morte del regista di Il Vangelo secondo Matteo, Citti era intervenuto in difesa dell’amico per smentire la ritrattazione dell’assassino Pino Pelosi. Il filmato girato all’epoca da Citti è stato solo di recente acquisito dalle autorità, per fare chiarezza sul caso. Al di là di Pasolini, Citti aveva lavorato con i maggiori maestri italiani: per i dialoghi di film come Le notti di Cabiria (1957) di Federico Fellini, La giornata balorda (1960) di Mauro Bolognini e La commare secca (1962) di Bernardo Bertolucci. L’esordio alla regia, con la supervisione di Pasolini, era avvenuto nel 1971 con Ostia, film sul sottoproletariato urbano nel quale affiorano i temi che diverranno poi costanti nella sua  filmografia, a cominciare dall’attenzione per gli umili e i meno fortunati. Con Storie scellerate (1973) – affiancandosi alla Trilogia della vita (Il Decameron, 1970; I racconti di Canterbury, 1972; Il fiore delle mille e una notte, 1974) realizzata parallelamente da Pasolini – Sergio Citti aveva trasportato i suoi “antieroi” nella Roma di Gioacchino Belli, popolandola di ladruncoli smaliziati, borghesi dissoluti e prelati ingordi. Dopo aver scritto e sceneggiato Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), aveva di nuovo collaborato come dialoghista per Brutti, sporchi e cattivi (1975-’76) di Ettore Scola, tragicomico ritratto delle borgate romane, e nel 1977 aveva girato il suo secondo film Casotto (1977): da uno spogliatoio della spiaggia libera di Ostia, il film mostra squarci di vita di un sottoproletariato ormai privo di vitalità; tra gli interpreti Davoli, Placido, Proietti, Stoppa, Tognazzi, Deneuve, Foster e Melato. Tra la fine degli anni ’70 e metà degli anni ’80, Sergio Citti aveva realizzato anche due film per la Rai: Il minestrone (1979) e Sogni e bisogni (1985), dieci episodi di cui sono protagonisti Ida Di Benedetto, Serena Grandi, Giulietta Masina, Enrico Montesano, Maurizio Nichetti, Francesco Nuti, Renato Pozzetto, Gigi Proietti, Ugo Tognazzi, Carlo Verdone e Paolo Villaggio. Continuando ad affidarsi a un cast importante, Sergio Citti aveva poi diretto nel 1989 il corale Mortacci (che Pasolini gli aveva ispirato anni prima, durante una chiacchierata in macchina), interpretato, tra gli altri, da Vittorio Gassman e dai semiesordienti Nino Frassica, Andy Luotto e Sergio Rubini. Poi, dopo una lunga pausa, era tornato dietro la macchina da presa con I magi randagi (1996), derivato da Porno-Teo-Kolossal, un soggetto originale che Pasolini avrebbe voluto realizzare trent’anni prima con protagonisti Totò, Eduardo De Filippo e Ninetto Davoli. Nel 1998 era stata la volta di Cartoni animati, diretto insieme al fratello Franco e interpretato da Fiorello, dove i cartoni del titolo sono quelli che fanno da scudo protettivo ad una comunità d’emarginati. L’ultimo suo lavoro è Fratella e sorello del 2002.

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