Addio a Francesco Rosi

Muore a 92 anni il maestro indiscusso del cinema d'impegno civile italiano. Tra i capolavori Salvatore Giuliano e Le mani sulla città
10 Gennaio 2015
Addio a Francesco Rosi

Si è spento a Roma, a 92 anni, Francesco Rosi, maestro indiscusso del cinema d’impegno civile italiano.
Nato a Napoli il 15 novembre 1922, Rosi durante la guerra era stato costretto ad abbandonare l’Università per cominciare a lavorare come illustratore di libri per infanzia.
Nel 1946 si avvicina allo spettacolo come assistente di Ettore Giannini per l’allestimento di un’opera teatrale. Nel 1948 è aiuto regista di Luchino Visconti per il film La terra trema. L’esordio alla regia è del 1958 con La sfida, che ottiene alla Mostra di Venezia il Premio Speciale della Giuria e una buona accoglienza di pubblico.
Nel 1961 con Salvatore Giuliano ripercorre la vita del celebre bandito siciliano inaugurando il genere dei film-inchiesta che riscuote grande successo, tanto da essere considerato il più importante regista italiano dedicatosi al cinema di impegno civile. Pur non avvalendosi di attori famosi al grande pubblico, il film ha un immediato successo e vince l’Orso d’Argento al Festival di Berlino.
Nel 1963 ottiene invece il Leone d’Oro a Venezia con Le mani sulla città, film denuncia sulle collusioni esistenti tra i diversi poteri dello Stato.
Seguono Il Caso Mattei (1971), Palma d’oro a Cannes, e Lucky Luciano (1973). Si tratta di opere che anticipano la grande stagione del cinema politico italiano, rispetto al quale però Rosi vanta l’indiscutibile merito di non essersi lasciato ingabbiare dallo schematismo ideologico preferendo sempre sostenere i propri progetti con un rigoroso lavoro di ricerca.
Diversi anche i film tratti da opere letterarie: realizza nel 1978 Cristo si è fermato ad Eboli, tratto dal romanzo autobiografico di Carlo Levi; nel 1987 è la volta di Cronaca di una morte annunciata – tratto dal romanzo di Gabriel Garcia Marquez – in cui dirige anche sua figlia Carolina (avuta dalla moglie Giancarla Mandelli, sorella della stilista Mariuccia Mandelli, in arte Krizia); el 1990 porta sullo schermo il romanzo di Edmond Charles-Roux Dimenticare Palermo e nel 1996 La tregua di Primo Levi.
Nel 2008 riceve alla Berlinale l’Orso d’oro alla carriera e nel 2009 la Legion d’onore nel corso di una cerimonia a Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia a Roma. Nel 2012, in occasione della 69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia gli viene assegnato il Leone d’oro alla carriera. Nel 2014, il Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici gli assegna un Nastro Speciale alla carriera in occasione della 68ma edizione dei Nastri d’argento.

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