About Women: il secondo incontro nello Spazio FEdS a Venezia 75

Daniela Santanchè: "La politica deve essere una passione. Serve una rivoluzione di merito"
5 Settembre 2018
Eventi, In evidenza
About Women: il secondo incontro nello Spazio FEdS a Venezia 75

Si è svolto oggi, 5 settembre alle ore 16.00, il secondo incontro di About Women, il ciclo di dibattiti dedicato alle donne, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, con la collaborazione di Events2B. L’evento si è svolto nello Spazio FEdS allestito presso la Sala Tropicana 1 dell’Hotel Excelsior, al Lido di Venezia, in occasione della 75.ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

Hanno partecipato: Liliana Cavani, regista e sceneggiatrice; Daniela Santanchè, politica, Senato della Repubblica; Roberta Pinotti, politica, Senato della Repubblica; Alessandra Moretti, politica, Regione Veneto; Cristina Balbo, Direttore Regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Intesa Sanpaolo; Antonella Sciarrone Alibrandi, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Silvia Damiani, vicepresidente del gruppo Damiani. Ha moderato: Tiziana Ferrario, inviata Tg1 Rai.

Liliana Cavani: “Ho sempre avuto molte libertà. Il cambiamento parte dalle famiglie, da cosa si insegna ai bambini. I miei genitori non mi hanno imposto nulla. È la cultura l’unica soluzione, che parte fin da quando si è bambini”.

Daniela Santanchè: “La politica deve essere una passione. Le donne che fanno politica devono avere un proprio lavoro alle spalle, godere di una certa indipendenza. È un impegno civile molto nobile, che incide sulla vita delle altre persone. Gli stipendi sono molto più alti di quelli che si percepiscono in ogni altra professione. Serve una rivoluzione del merito. Però le donne non sono esenti da colpe. A differenza degli uomini, noi non sappiamo fare squadra. Abbiamo la sindrome da ape regina, mentre gli uomini si sorreggono l’un l’atro. Se venissimo a capo di questi problemi, saremmo fortissime, senza bisogno di nessuno. Invece continuiamo ad ammazzarci a vicenda. Uomini e donne sono diversi, e devono imparare a coesistere”.

Antonella Sciarrone Alibrandi: “Si iscrivono all’università più donne, e si laureano più in fretta e con voti più alti. Ma poi c’è un crollo sul versante lavorativo. Ancora oggi in molti settori le donne sono presenti in percentuali bassissime. Servono maggiori tutele, leggi nuove che comprendano il mondo del lavoro di oggi. Aggiornare per andare avanti”.

Roberta Pinotti: “Serve una rivoluzione culturale. Per me è stata fondamentale l’esperienza dei miei genitori. Fin da piccola mi ripetevano che le donne potevano fare tutto, fare le stesse cose che fanno gli uomini. E sulla maternità bisogna cambiare il modo di ragionare. I bambini si fanno in due, non sono una responsabilità solo femminile. Nel mondo delle forze armate le donne sono una percentuale ridotta. La prima donne-generale potrà esserci solo nel 2029, perché le donne sono entrate nelle forze armate nel 2001. Un’innovazione sono stati gli asili nido nelle caserme, per aiutare le famiglie di militari. Servono incentivi per veicolare il cambiamento. Bisogna pensare che i figli si crescono in due”.

Alessandra Moretti: “La politica deve dare risposte per ridurre il divario di opportunità, a partire dall’ambito lavorativo, in tutti i suoi aspetti. In Italia, a parità di mansioni, gli uomini guadagnano tra il 18% e il 22% in più, lo scarto è ancora superiore a livello dirigenziale. E anche per quanto riguarda ruoli e avanzamento di carriera, nonostante le donne si laureino prima e con voti migliori, le disuguaglianze sono evidenti. È necessario un cambiamento culturale, ma deve esserci una volontà politica e legislativa in grado di imporre un’inversione di tendenza. Anzitutto servono più risorse per i servizi alle famiglie, perché grazie alla qualità e alla flessibilità dei servizi, le donne vengono messe nella condizione di non dover scegliere tra figli e carriera, un congedo parentale (sia materno che paterno) a livello europeo e il rinnovo della legge Golfo-Mosca, in scadenza nel 2023, che impone alle società quotate di prevedere nei propri statuti disposizioni per l’equilibrio di genere negli organi di amministrazione e controllo. Investire è fondamentale per la qualità della democrazia”.

Cristina Balbo: “Intesa Sanpaolo crede da sempre che le persone siano il valore più importante in azienda, perché solo mettendo le persone al centro si possono costruire percorsi di sviluppo virtuosi, che possono farci raggiungere gli obiettivi del nostro piano industriale mantenendo sempre alta la soddisfazione dei clienti e dei colleghi. Dei 90 mila dipendenti del Gruppo, circa il 54 % è rappresentato da donne e le nostre politiche di gestione sono improntate su principi di equità e merito. Intesa Sanpaolo porta avanti un sistema di welfare evoluto finalizzato a supportare l’equilibrio dei tempi tra lavoro e famiglia. Cinque asili nido aziendali, possibilità di usufruire di lavoro flessibile, permessi di maternità e paternità e banca del tempo sono i principali strumenti che Intesa Sanpaolo mette a disposizione dei suoi dipendenti, a cui si aggiungono concrete opportunità di valorizzazione del merito, delle professionalità e delle competenze, sempre nel rispetto delle differenze di genere e delle esigenze familiari ed extra lavorative.”

Silvia Damiani: “Siamo orgogliosi della presenza femminile nel Gruppo Damiani, un valore riconosciuto anche dalla Regione Piemonte che per questo ci ha premiato nell’ambito del progetto Aziende che investono sulle donne. Infatti il 70% dei dipendenti di Damiani Spa sono donne, come anche il 40% tra dirigenti e quadri”.

Che cosa vuole dire essere donna nell’ambito del cinema e della societá? È cambiato qualcosa nell’ultimo anno? Ci sono opportunità reali e quali? Perché si deve ancora parlare di donne e società o di donne e cinema nel ventunesimo secolo? About Women nasce dalla volontà di portare – nell’ambito del festival cinematografico più importante e antico al mondo – una riflessione profonda e stimolante su uno dei temi maggiormente dibattuti anche nel nostro Paese. In America e in Francia esistono importanti fondazioni, associazioni e movimenti che sostengono l’empowerment femminile, il ruolo delle donne nell’impresa e nell’industria cinematografica. In Italia è stato realizzato un manifesto sottoscritto da 124 attrici, registe e lavoratrici del mondo del cinema. E il confronto è aperto.

 Il primo dibattito si è svolto il 3 settembre alle ore 15.00, sempre nello Spazio FEdS. Erano presenti: Susanna Nicchiarelli, regista; Costanza Quatriglio, regista; Anna Maria Bernini, politica, Senato della Repubblica; Emma Petitti, Assessore al bilancio, riordino istituzionale, risorse umane e pari opportunità della Regione Emilia Romagna; Alessandra Zedda, politica, Regione Sardegna; Linda Gilli, Presidente e Amministratore Delegato di Inaz Srl. Ha condotto: Tiziana Ferrario, inviata Tg1 Rai.

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