A Locarno con Terrore

Robert Rodriguez in Piazza Grande con il suo episodio di Grindhouse: "Troppo violento? Un'assurdità"
6 Agosto 2007
A Locarno con Terrore
Robert Rodriguez sul setdi Planet Terror

Cappello, camicia bianca e jeans attillati da perfetto cowboy texano, l’ex “El Mariachi” Robert Rodriguez è un personaggio che non passa inosservato, specie nella compassata terra ticinese. Lasciati (momentaneamente) a casa i suoi Spy Kids, ha portato al Festival di Locarno Planet Terror, splatter in epidemica salsa zombie e secondo film del “double feature” Grindhouse realizzato con l’amico e collega Quentin Tarantino, autore del primo episodio, Death Proof. Intriso di sangue infetto, mostri e davvero tanta violenza, Planet Terror è stato proiettato in Piazza Grande con la specifica “sconsigliato ai più piccoli e sensibili”, ma dell’accusa di ultra-violenza il 39enne Rodriguez pare proprio non curarsi: “Perché mai dovrei prevenire scene di violenza nei miei film, se esiste la censura a proteggere i bambini? – si difende il regista texano. I miei figli, ad esempio, non hanno mai visto un mio horror; per loro ho realizzato gli Spy Kids, che considero una sorta di Desperado per bambini! E quando mi hanno chiesto di tagliare le scene più cruente da Planet Terror, mi sono accorto che avrei conservato solo 10minuti di film, un’assurdità”. Rodriguez è tanto rapido nel rispondere alle domande quanto lo è nel girare i film, per i quali è un autentico tutto-fare: scrive, gira, fotografa, monta e compone le musiche. “Per questo riesco a contenere i budget. Quando penso un film, lo vedo già nei suoi dettagli visivi, creo lo storyboard e in breve devo girarlo e metterlo in piedi”.

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