10 film italiani al MoMA

Rai Cinema arricchisce la prestigiosa library del celebre museo newyorchese. Presentazione il 4 dicembre con l'anteprima Usa del Racconto dei racconti di Garrone
10 film italiani al MoMA
Il cinema italiano sbarca al MoMA di New York. Il celebre Museum of Modern Art si appresta ad inserire nella già prestigiosa library dieci titoli degli ultimi quindici anni dei nostri autori più apprezzati: Il racconto dei racconti di Matteo Garrone (2015), Le meraviglie di Alice Rohrwacher (2014), Sacro GRA di Gianfranco Rosi (2013), Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani (2012), Terraferma di Emanuele Crialese (2011), Gomorra di Matteo Garrone (2008), Le chiavi di casa di Gianni Amelio (2004), Buongiorno, notte di Marco Bellocchio (2003), Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi (2001) e La stanza del figlio di Nanni Moretti (2001).

Tutti film coprodotti da Rai Cinema: “E’ molto importante, soprattutto per il servizio pubblico, poter contribuire ad esportare i nostri prodotti”, dice l’ad Rai Cinema Paolo Del Brocco, che il 4 dicembre insieme a Roy Rajendra (Chief Curator Department of Film del MoMA), presenterà la rassegna Italian Film, 21st-Century Style: A Tribute to Rai Cinema. Che sarà inaugurata dall’anteprima statunitense de Il racconto dei racconti di Matteo Garrone, alla presenza del regista: “Ancora inedito negli States, il film poi avrà una regolare distribuzione dal mese di marzo”, dice ancora Del Brocco, che sul criterio di scelta dei dieci titoli spiega: “Roy Rajendra ha avuto l’idea di chiederci una lista di film che, secondo noi, potevano ben rappresentare la qualità del nostro cinema. Gli abbiamo inviato qualcosa come sessanta titoli, dai quali poi il MoMA stesso ha fatto una scrematura per arrivare a dieci”.

Da sabato 5 a martedì 8 dicembre, inoltre, Rai Cinema organizza sempre a New York altri tre eventi per promuovere, valorizzare e rilanciare l’immagine della creatività e dell’identità italiana attraverso il nostro cinema: il 5 dicembre, presso l’Istituto Italiano di Cultura verrà presentato il libro 10 Italian Stories – Rai Cinema at MoMA, table-book in inglese realizzato in collaborazione con Rai Eri, con le immagini più belle dei 10 film selezionati.
Lo stesso giorno (con replica anche il 6 dicembre), presso il Florence Gould Hall verrà proiettato – dopo il recente successo ottenuto a Los Angeles nell’ambito del Cinema Italian Style – Non essere cattivo di Claudio Caligari, alla presenza del produttore Valerio Mastandrea, evento che rientra nella campagna di promozione per la corsa all’Oscar nella categoria Miglior Film Straniero.
Non essere cattivo

Non essere cattivo

Il 7 dicembre, presso lo storico Nitehawk Cinema di Brooklyn, avrà invece luogo l’anteprima mondiale di Sono Cosa Nostra, documentario di Simone Aleandri che celebra i 20 anni della legge sulla confisca dei Beni alle Mafie. Grazie alla partecipazione dell’Associazione “Libera” e di don Ciotti, il film percorre idealmente il territorio nazionale per incontrare i protagonisti e le associazioni territoriali laiche e cattoliche, che negli anni hanno reso possibile il recupero attivo e sociale dei beni confiscati alle mafie.

L’8 dicembre, infine, presso la Casa Italiana della New York University, avrà luogo la proiezione del documentario di Barbara Cupisti, Esuli – Le guerre, realizzato in Turchia e in Giordania tra i rifugiati siriani e palestinesi e in Kenya tra i profughi somali.

“Tutti appuntamenti che certificano l’affermarsi sempre più preponderante dell’audiovisivo italiano al di fuori dei propri confini”, aggiunge Del Brocco, che conclude: “Dobbiamo però iniziare a lavorare in maniera differente per cercare di aumentare l’aspetto commerciale della questione, ovvero far sì che i nostri film vengano non solo visti, ma anche regolarmente distribuiti in sala e capaci di attirare pubblico e incassare. Serve un sistema a supporto, qualcuno che determini quale sia l’istituzione a guidare il comparto e capire quali e quante risorse servono”.
Il modello di riferimento, naturalmente, è Unifrance: “Esatto. Qualche ente che supporti l’esportazione e la distribuzione sui vari mercati. Per imporre il nostro cinema abbiamo bisogno di dimensioni più importanti, a film come gli ultimi di Sorrentino (Youth, ndr) e Garrone, per capirci, girati in inglese e coprodotti a livello internazionale”.

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