Kursk

Il 10 agosto del 2000, il K-141 Kursk - un sottomarino a propulsione nucleare due volte più grande di un jumbo jet e più lungo di due campi da calcio, l'orgoglio della Flotta del Nord della Marina Militare Russa - intraprese un'esercitazione navale, la prima in dieci anni. Le manovre comportarono l'impiego di 30 navi e 3 sottomarini. Due giorni dopo, due esplosioni interne, così potenti da essere registrate sui sismografi dell'Alaska, spedirono il sottomarino sul fondo delle acque artiche del Mare di Barents. Solo 23 dei 118 marinai a bordo sopravvissero: nei nove giorni seguenti, lottarono per salvarsi, mentre le operazioni di soccorso procedevano a singhiozzo e i loro familiari si battevano disperatamente contro gli ostacoli burocratici.
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