Corpo a corpo

Veronica Yoko Plebani è un'atleta della nazionale paralimpica di Triathlon. A 25 anni ha nel cuore un sogno: le Olimpiadi di Tokyo 2020. Ne aveva solo 15 quando una meningite batterica l'ha trascinata per mesi in una lotta fra la vita e la morte che le ha restituito un corpo segnato per sempre. Laurenda in scienze politiche con una tesi sui diritti delle atlete. Ambasciatrice di accettazione indiscussa del corpo con migliaia di followers da Instagram alle copertine dei giornali. Posa, anche nuda, per fotografi di fama internazionale frantumando ogni canone di bellezza. Il documentario è il ritratto di un'atleta, ma soprattutto di una giovane donna che non si è fermata di fronte ai suoi limiti, dove lo sport non è che uno degli elementi della narrazione e la malattia è solo un ostacolo superato. Le cicatrici, le amputazioni, le protesi non sono un limite, ma l'estensione di una vita e Veronica ce lo dimostra in ogni inquadratura. Con lei attraversiamo uno dei mondi possibili della bellezza, escludendo il giudizio, il concetto di normalità o diversità. Questa è la storia di un corpo, di molti corpi. È l'emancipazione inconsapevole della femminilità. È una storia interrotta ancora una volta. A 15 anni è arrivato un batterio a guastare i piani di Veronica. A un passo dalle Paralimpiadi di Tokyo 2020, al quarto posto tra tutte le atlete al mondo nella sua specialità, è sopraggiunto un virus. Ma lei ha un piano per reagire e lo mostra al mondo intero un anno dopo, vincendo la medaglia di bronzo nella sua specialità.
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