Zohan - Tutte le donne vengono al pettine

You Don't Mess with the Zohan

USA - 2008
Zohan, spietato agente dell'intelligence israeliana, decide di trasferirsi a New York e finalmente realizzare il suo sogno: aprire un negozio di parrucchiere. Tuttavia, l'impresa non si rivelerà così semplice...

CAST

CRITICA

"La sceneggiatura è scritta da Dugan insieme a Judd Apatow ('Molto incinta', '40 anni vergine'), profeta del trash. I1 trucco è che parodiando temi seri come il confitto tra israeliani e palestinesi ci si ripara dall'accusa di fare satira gratuita: peggio ancora, si ride (male) su stereotipi. Anche se qualche gag sui rispettivi fondamentalismi (la parodia del call center degli Hezbollah) va in buca. Il messaggino di pace c'è ed esalta l'interazzialità di New York: in America c'è la tolleranza, ma compare sempre un nemico più integralista di ieri e meno di domani. Si citano Bush e Mel Gibson ma in fondo resta un senso di imbarazzo che Sandler copre con una prestazione onnivora e psicosmaticamente debordante da superdotato. Apparizioni speciali di Chris Rock e Henry Wlnkler, Dom De Luise e la Carey nei panni di se stessi." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 3 ottobre 2008)

"Piacerà a chi apprezza l'autoironia e la ricchezza di gag. Il conflitto arabo-israeliano esce dalla tragedia per far da pretesto a una serie di frecciate irriverenti che non risparmiano nessun cliché delle opposte schiere." (Giorgio Carbone, 'Libero', 3 ottobre 2008)

"Adan Sandler è un attore di qualità ma i suoi film sono sottostimati in Europa e in Italia. 'Zohan' è una satira irriverente senza essere sconveniente e politicamente encomiabile. (...) 'Zohan' si raccomanda per la sua sana improntitudine." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 3 ottobre 2008)

"Difficile sostenere che il produttore Judd Apatow ('Molto incinta') sia un tipo raffinato: al confronto con i suoi, i film di Boldi paion roba da oratorio. Però le gag di Apatow - politicamente scorrette da far arrossire 'Borat'- sono buffe, magari suo malgrado, ma ti fanno ridere. Complice Adam Sandler, qui si mettono nel frullatore gli arabi e i palestinesi, le vecchie dame in calore, gli omosessuali e il machismo, i parrucchieri e i feticisti di scarpe, i seni di Mariah Carrey e quant'altro, il tutto cucito al filo bianco da una trama di rara assurdità." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 3 ottobre 2008)

"Adam Sandler, qui anche in veste di produttore e sceneggiatore, è molto simpatico in un ruolo improponibile sulla carta, ma sullo schermo molto divertente. Persino di fronte alle gag che ricordano iI Boldi più ruspante, si riscopre l'indulgenza e il sorriso. Finale surreale con grande pacificazione fra arabi-palestinesi e israeliani, nel nome dell'unico tratto che li affratella davvero: la smodata passione per le donne." (Lucrezia Lenti, "Gioia" 18 ottobre 2008)
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