Zero Days

USA 2016
Alex Gibney esplora il fenomeno Stuxnet, un virus informatico autoreplicante scoperto nel 2010 da un gruppo di esperti informatici internazionali. Evidentemente commissionato dai governi statunitense e israeliano, questo malware era stato progettato per sabotare il programma nucleare iraniano. Tuttavia, il complesso worm non ha infettato solo il bersaglio designato, ma ha avuto un'incontrollata diffusione. Sebbene ufficialmente negato, Stuxnet è stato creato da due forze alleate che stavano perseguendo un proprio obiettivo, scatenando una cyber-guerra. Nel film, addetti ai lavori raccontano lo sviluppo di un programma dal nome in codice "Olympic Games", un malware in grado di paralizzare le infrastrutture di interi Stati in una frazione di secondo, senza lasciare alcuna traccia dei responsabili. Questa storia di un codice sorgente che ha causato gravi danni al di fuori del cyberspazio è diventata un monito sui pericoli dell'utilizzo della tecnologia senza vincoli e sul potere politico incontrollato.
SCHEDA FILM

Regia: Alex Gibney

Soggetto: Alex Gibney

Fotografia: Antonio Rossi (V), Brett Wiley

Musiche: Will Bates

Montaggio: Andy Grieve, Hannah Vanderlan - co-montatrice

Effetti: Framestore, Technicolor Postworks, Specular Projects

Durata: 116

Colore: B/N-C

Genere: DOCUMENTARIO

Specifiche tecniche: DCP

Produzione: MARC SHMUGER, ALEX GIBNEY PER JIGSAW PRODUCTIONS, GLOBAL PRODUCE

Distribuzione: I WONDER PICTURES/UNIPOL BIOGRAFILM COLLECTION (2017)

Data uscita: 2017-01-26

TRAILER
NOTE
- RICERCHE: SOLVEJ KRAUSE, CHARLOTTE KAUFMAN.

- IN CONCORSO AL 66. FESTIVAL DI BERLINO (2016).
CRITICA
"Il sagace documentarista Alex Gibney (...) è così bravo e avvincente da trasformare qualsiasi sua inchiesta in un thriller del reale capace di farci rimanere incollati alla poltrona anche se in fondo si tratta di osservare solo delle 'teste parlanti', ovvero persone intervistate. (...) Praticamente è la versione non fiction di 'Snowden' di Oliver Stone. Gibney pone le stesse domande scomode del regista di 'Wall Street': questi attacchi informatici combattono il terrorismo o servono anche ad altro?" (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 2 febbraio 2017)

"Mette i brividi il documentario di Alex Gibney (...). Perché alla fine non si salva nessuno, tanto meno lo spettatore che può solo immaginare che battaglie si combattano dietro le spalle di tutti. Lo spunto da cui parte, è la storia di Stuxnet (...) nessuno degli intervistati vuole indicarne le responsabilità politiche ma il film offre talmente tante prove che i dubbi spariscono e Gibney allarga sempre più il suo discorso, squarciando un velo su questo e su altri virus (...). E lo fa con un ritmo che lascia davvero meravigliati." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 18 febbraio 2016)

"Il film di Gibney gioca su due registri. Il primo è squisitamente tecnico ed è forse il più divertente: la ricostruzione su come Stuxnet è stato inventato, diffuso e smascherato ha momenti in cui sembra di vedere una versione documentaria del Dottor Stranamore di Kubrick, anche se seguire tutti gli aspetti informatici - in inglese stretto - non è semplicissimo. Il secondo è, naturalmente, politico. Gibney non è un ingenuo: fingendo di stupirsi per la disinvoltura con la quale la Cia e il Mossad hanno messo in piedi questa pirateria informatica, ci spinge a riflettere su come si sono modificati spionaggio e controspionaggio nell'epoca di internet. Stuxnet è un clamoroso esempio di spionaggio industriale a fini politici. Ed è stupefacente ascoltare prima i numerosi 'no comment' ai quali Gibney si trova di fronte, e poi vedere - dopo che Stuxnet viene, passateci il termine, 'sputtanato' - i vorticosi dietro-front di politici e super-esperti." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 18 febbraio 2016)

"Decisamente (...) complesso (...) il documentario d'inchiesta di Gibney che indaga sui crimini informatici divenuti una nuova arma di distruzione di massa. (...) Quello che emerge da questa spaventosa storia di tecnologia e potere è il rischio che i virus abbandonino il cyberspazio per causare catastrofi nel mondo reale, senza che si possa individuare un responsabile." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 18 febbraio 2016)

"Disturbante, analitico e giustamente 'paranoico', il nuovo documentario del premio Oscar Alex Gibney non tralascia dettagli nei fatti ma anche nell'enunciare il paradosso concettuale del binomio 'segretezza-sicurezza' di cui l'amministrazione Usa si vanta. (...) Impeccabile." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 26 gennaio 2017)