Zathura - Un'avventura spaziale

Zathura

USA - 2005
Zathura - Un'avventura spaziale
Danny e Walter, due fratelli rispettivamente di sei e dieci anni, mal si sopportano, litigano spesso e si fanno dispetti l'un l'altro. Un giorno, durante l'ennesimo litigio, Walter chiude il fratello in uno scantinato buio e pauroso dove il bambino trova un vecchio gioco da tavolo in metallo chiamato Zathura. Incuriositi dalla novità, Danny e Walter iniziano a giocare, ma sin dalle prime mosse si rendono conto di avere tra le mani un gioco veramente speciale: vengono infatti improvvisamente catapultati nello spazio dove incappano in una serie di pericolose avventure che servono per arrivare alla conclusione del gioco stesso. Grazie alle innumerevoli prove che sono chiamati ad affrontare, i due fratelli imparano a collaborare tra loro e, soprattutto, diventano consapevoli di quanto forte sia il legame che li unisce...
  • Altri titoli:
    Zathura: un'avventura spaziale
  • Durata: 88'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY, AVVENTURA
  • Tratto da: libro di Chris Van Allsburg
  • Produzione: COLUMBIA PICTURES CORPORATION, RADAR FILMS, TEITLER FILM
  • Distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA (2006)
  • Data uscita 7 Aprile 2006

RECENSIONE

di Luca Pellegrini
Pesca una carta e l'avventura ha inizio! "Doccia di meteoriti - trovate un'alternativa", recita la prima. Una decina di anni fa erano irrequieti e pericolosi animali della giungla ad invadere un tranquillo borgo del New England. Ora il gioco si trasferisce nello spazio. A calabroni giganti, scimmie dispettose, rinoceronti imbizzarriti e spaventosi rampicanti si sostituiscono meteoriti a grappolo, un robot ottuso e micidiale, lucertoloni affamati e un astronauta disperso e un poco stupido. Si tratta di Zathura, gioco-film che dell'affine Jumanji sembra essere la prosecuzione tardiva, grazie alla comune ispirazione del soggetto frutto dell'arguta penna di Chris Van Allsburg. Presenza poco carismatica oggi di Tim Robbins, molto più divertente la precedente di Robin Williams. Così come diversa, e in difetto, la simpatia dei due giovanissimi protagonisti e l'andamento a sorpresa della regia, questa volta di Jon Favreau. Ma il senso dell'avventura e dell'imponderabile che inaspettatamente invadono, grazie ad un innocuo "board game", la quieta e ripetitiva realtà di una famiglia, non mancano: la casa di Danny e Walter è risucchiata nello spazio mentre la petulante sorella si congela subito, la competizione si fa ansiogena e la fine (del gioco, del film) irta di inaspettate sorprese. E' questo il senso della fiaba moderna, che per fortuna alla violenza sostituisce l'imponderabile fascino della fantasia.

NOTE

- NELLA VERSIONE ORIGINALE LA VOCE DEL ROBOT E' DI FRANK OZ.

CRITICA

"Strano destino quello del duo artefice di 'Swingers' (1996), notevole commedia su un gruppo di attori depressi a Hollywood. Il regista Doug Liman è passato a giocattoloni d'azione ('The Bourne Identity', 'Mr. & Mrs. Smith') mentre Jon Favreau, sceneggiatore e attore di quel film, è diventato un bravissimo regista per bambini. Suo era il delizioso 'Elf' e suo è l'adorabile 'Zathura - Un'avventura spaziale' (...) Il cinema di Favreau piace perché è antico e colto. Gli effetti al computer ci sono ma sembra di no, le scenografie hanno un corpo (la casa in legno che funge da astronave è un meraviglioso festival di scricchiolii) e la sceneggiatura ha due trovate ottime: uno dei due fratelli si incontra più vecchio nello spazio (come in '2001' di Kubrick) e, poco dopo, si rischierà un divertente caso d'incesto (come nei primi 'Guerre stellari'). Portate i vostri figli litigiosi a vedere 'Zathura' e ve la godrete anche voi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 7 aprile 2006)

"Anche senza dirlo, è chiaro che questo film giocattolo viene dai creatori di 'Jumanji', è praticamente la stessa storia: là la casa diventava giungla, qui nave spaziale con pioggia di meteoriti in bagno. Odissea nello spazio per due ragazzini litigiosi più di Tom e Jerry, soli in salotto dopo l' uscita del nervoso papà Tim Robbins. Che fa il maggiordomo di questo fantasy a domicilio in cui i teen ager, e un astro-turista per caso, finiscono nei perigli cosmici senza forza di gravità tra mostri, robot e lucertoloni. Colpa di un vecchio gioco dell' oca spaziale: alla fine, dopo una paura bestia, tutto in ordine. E' un futuro antico quello di Favreau ('Elf'), paure dell' ignoto simpaticamente datate e giocate in un clima di famiglia che rende accattivante lo show completo di desiderio di stella cadente. Non tutti sono Spielberg, l' importante è crederci." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 aprile 2006)
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