Zandalee

USA - 1991
Zandalee
Thierry Martin lavora piuttosto fiaccamente presso una emittente, ma da giovanissimo era fanatico per la poesia e con qualche buon risultato ed orae gli rimpiange la sua vocazione pressoché spenta. La moglie Zandalee è donna ardente e l'amore del consorte è insoddisfacente. Improvvisamente torna in città Johnny Collins, amico di infanzia di Martin, pittore estroso. Per Zandalee è il classico colpo di fulmine: l'amico è un conquistatore di femmine, un amatore inesauribile e violento, che fa il ritratto a Thierry, ma porta all'esaltazione sua moglie. Zandalee è in piena crisi: alterna sconsolate visite in Chiesa agli incontri fugaci ed alle pugne amorose con il nuovo venuto. Poi accade che Thierry faccia con la moglie una gita alle paludi: i due hanno deciso di ricominciare da zero, nella speranza che l'amore di un tempo torni a rifiorire. Ma ecco che Jolmny si trova là: i tre prendono un motoscafo, che a un dato momento Collins lancia nei canali a corsa folle (così facevano lui e l'amico da ragazzi, andando a pescare insieme). Lo scafo sbanda, i Martin cadono in acqua e Thierry affoga, mentre Collins tenta invano di salvarlo. Terrorizzata, Zandalee si fa carico del tradimento e di quella morte, Collins, che ha preso a distruggere i propri quadri, tenta di persuadere la donna che in realtà Thierry la morte la cercava. Lei non crede a questo e, comunque, i rimorsi la torturano. Mentre per strada Collins l'accompagna, un credito di Johnny, mai pagato, spara da una macchina al pittore, ma è Zandalee ad essere colpita e a morire.
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Produzione: WILLIAM BLAYLOCK, EYAL RIMMON, MARI KORNHAUSER, JUDGE REINHOLD
  • Distribuzione: CHANCE FILM - PANARECORD
  • Vietato 14

CRITICA

"I drammi sfociano solo nel melodramma e gli amori sono proposti unicamente perchè diventino pruriginosi ed erotici ai limiti sempre, appunto, del porno. Con interessi molto scarsi per il cinema, e senza nessun rispetto per la logica narrativa, trascurata al massimo. Zandalee è l'ex modella Erika Anderson, si esibisce molto, anche svestita, naturalmente, ma ha una di quelle facce che stanno bene solo se immobile su una copertina: il dinamismo della fotografia cinematografica le mette troppo a dura prova. (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo')

"Scritto da Mari Kornhauser, Zandalee è un melò impreziosito da insoliti scorci del paesaggio urbano e rurale della Luisiana." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera')

"Questa storia neoromantica, sceneggiata da Mari Kornhauser, ha il pregio dei prodotti indipendenti di non aver l'aria confezionata; ma è troppo inconsistente perchè si possa parlare di "personaggi ritratti durante un viaggio esistenziale che permette loro di prendere coscienza di qualcosa" come vorrebbe il regista. Nicolas Cage di nuovo con un "cuore selvaggio" è manieristico, l'esordiente Erika Anderson solo graziosa, Reinhold preferibile nei ruoli brillanti." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa')

"Il film insolentisce i sensi e l'intelligenza della platea assai più gravemente di quelle banalità spacciate come pensieri profondi." (Fabio Bo, 'Il Messaggero')

"Sono diversi i momenti buoni del film, ma non mancano alcune cadute." (Gabriella Giannice, 'Il Giornale')
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