Young Adult

USA - 2011
4/5
Young Adult
Mavis Gary, ghost writer per un'autrice di libri adolescenziali, torna nella piccola cittadina del Minnesota dove è cresciuta, decisa a riprendersi Buddy Slade, il suo ex-fidanzato del liceo oggi felicemente sposato. Il ritorno a casa si rivelerà per lei più complicato del previsto, ma le riserverà anche il divertente incontro con Matt Freehauf, un vecchio compagno di scuola ignorato ai tempi del liceo...
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: ALEXA, 35 MM, DCP - DE LUXE
  • Produzione: JASON REITMAN, DIABLO CODY, CHARLIZE THERON, RUSSELL SMITH, LIANNE HALFON, MASON NOVICK PER MR. MUDD PRODUCTION, MANDATE PICTURES, RIGHT OF WAY FILMS, DENVER AND DELILAH PRODUCTIONS, INDIAN PAINTBRUSH
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY (2012)
  • Data uscita 9 Marzo 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Charlize Theron ci mette la maschera, Diablo Cody la faccia. O viceversa. Il risultato è in ogni caso Mavis Gary, bella, indipendente, di successo. Una wonderwoman moderna. Una femmina alfa. Oppure: una Young Adult. Realizzata, apparentemente. Perché, a poco a poco, su questo luccicante altare del femminismo, emergono crepe. Bella è bella Marvis. Ma lo è un po' meno sotto il trucco, il peso degli anni e la lente d'ingrandimento del quotidiano. Il suo mattino è un eterno dopo-sbornia. La sorprende ogni giorno stesa a sacco sul letto. E poi c'é il rompicapo delle rughe, delle borse agli occhi, del volto deturpato dal trucco. I capelli scarmigliati, le ciocche che cadono, i vuoti che si lasciano toccare con mano.
Indipendente? Piuttosto, sola. Fatta eccezione - cliché dei cliché - dell'affettività di un volpino, che Mavis adora e dimentica con pari impegno. Gli uomini sul suo letto? Disegnano parabole senza ritorno. Loro non ci riescono, lei nemmeno ci prova. Fine della questione. E il successo è una conquista relativa. Ciascuno se lo attribuisce come può. Lei, il suo, lo definisce così: via da un buco di città (Mercury) e dai suoi bifolchi, per una metropoli (Minneapolis) e un futuro da scrittrice.
Peccato sia diventata la ghost writer di una collana di romanzi per ragazzi che non vende più e viva a Minneapolis, storpiata “Mini Apple”, tradotto: non è la Grande Mela. Su questa distanza misuriamo anche Mavis, che si sente una big ed è invece una mini. Tanto che, pure se continua a vivere guardandosi allo specchio, spifferi d'insoddisfazione passano. Ecco allora la giusta mossa, incommensurabilmente sbagliata: dritti a Mercury a riprendersi il primo amore, Buddy (Patrick Wilson), il ragazzone del liceo che nel frattempo si è sposato e ha messo su famiglia. Più che tornare sui suoi passi, Mavis li ripercorre, puntando sempre e solo su se stessa. E' una cougar patologica e narcisista: non cerca un uomo più giovane ma un passato idealizzato e reiterabile all'infinito.
Young Adult non parla però di nostalgia. Proponendo l'ennesimo esempio di falsa maturazione, Jason Reitman (Thank You For Smoking, Juno e Tra le nuvole) torna a svelare - stavolta al netto di ogni carineria e con un rigore quasi indisponente - l'altra faccia del sogno americano, impresentabile nel caso in questione: quarantenne ributtante a ogni latitudine del cuore, arida, cinica e disperata, Mavis è figlia del post-femminismo, l'esperimento drogato del self made woman, il mito dell'emancipazione affettiva e professionale. Il suo psicodramma, non risolto, forse insolubile, è quello di chi non può più essere quel che vuole (il tempo è passato) e non sa diventare ciò che deve. Né YoungAdult, ibrida nella terra di mezzo: non è un caso se l'unico a capire l'anima mostruosa di Mavis sia un altro freak come lei, Matt (Patton Oswalt), il suo grillo parlante. Inutilmente, perché non meno di Pinocchio, anche Mavis ama raccontarsi storie con cui truccare la realtà. E se quest'ultima non la si può camuffare - come quando Buddy le dice chiaro e tondo che non la vuole tra i piedi - allora la si deve respingere, denigrare, disprezzare.
Facile scorgere dietro questo atroce ritratto di signora la stessa sceneggiatrice, Diablo Cody, ma anche il coinvolgimento della Theron - strepitosa e respingente oltre misura - appare sospetto. In ogni caso la confessione è delle più amare e coraggiose tra quelle portate al cinema negli ultimi anni.
Young Adult non cerca scorciatoie, non imbocca la commedia, non trova maturazione. Il suo percorso è circolare: Mavis, pena l'autodistruzione, è destinata a rimanere uguale a se stessa e a fingere di non avere mai sbagliato. Come le dice Buddy rivedendola dopo tanto tempo lei è "l'unica a non essere cambiata". Pareva un complimento, si rivelerà una condanna.

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE JOHN MALKOVICH.

- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2012 PER MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (CHARLIZE THERON).

CRITICA

"In una stagione in cui il cinema omaggia molto le signore anche en travesti come Glenn Close, dal Libano alle ragazze incinta francesi, dalla Thatcher alle 'Amiche della sposa', anche questo film di Jason Reitman «fa» 8 marzo, festeggia la donna irrisolta, sola e nevrotica di cui Charlize Theron, forte dell'Oscar 2003 per 'Monsters', ha fatto un vessillo. (...) La novità è che Peter Pan cambia sesso e dopo tutto il cinema maschile di Apatow e delle 'Notti da leoni', qui vestito da donna si fa più malsano e dark, anche per merito della sceneggiatura di Diablo Cody attenta ad ogni sfumatura e ambiguità che serva alla compilation delle nevrosi di un personaggio fragile ma con cui l'autore non entra mai in comunicazione affettiva. Il regista e la sua sceneggiatrice insistono su un tema analogo, la caparbietà femminile, senza far sconti sul finale sgradevole, cattivo sia per l'infelice ninfomane ad personam sia per l'ipocrita piccola città. Un ritratto femminile così scostante e pericoloso che non ha avuto nomination, la fanciulla impavidamente infantile è accettabile solo se si chiama Baby Jane. Charlize Theron offre un ritratto intelligente, composito, di cui intravediamo ogni mossa interiore, molto ben accompagnata da Patton Oswalt vittima del razzismo e da Patrick Wilson bello e tronfio della sua famiglia 'american way of life' con coccarde, pannolini e garden Party." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 9 marzo 2012)

"Charlize Theron è già apparsa in un film chiamato 'Monster', un titolo che si adatterebbe anche al suo ultimo lavoro, 'Young Adult', scrive A.O. Scott sul New York Times. Il nuovo 'mostro' (il primo, da Oscar, era stata la serial killer Aileen Woumos) che l'attrice sudafricana, interpreta in questa commedia tra le più nere, scomode e affascinanti dell'anno, si chiama Mavis Gary ed è una scrittrice di romanzi adolescenziali. Belle, altere, indomite, indifferenti alle «bassezze» che popolano la vita quotidiana della «gente comune» che le circonda, le eroine di Mavis galleggiano in una stratosfera superiore, inscalfibile dai semplici dettagli della realtà - reginette di innumerevoli balli del liceo, destinate a una vita dorata e, soprattutto, lontano dal detestato, incolore, paesino di provincia dove sono nate. (...) Il look di 'Young Adult' non è stilizzato come quello dei Tashlin. Come in 'Thank You for Smoking' e ancora più di 'Juno', il regista Jason Reitman opta per un'ambientazione «realistica»'. Accantonato il manierismo dei dialoghi e la zuccherosa ipocrisia finale che facevano di 'Juno' un film sbagliato non solo politicamente, la sceneggiatrice Diablo Cody qui sceglie una via senza ritorno, e senza compromessi. (...) Sono molti, nel corso della storia, gli appigli possibili per ricomporre, se non un happy ending, un quadro più o meno confortevole. Uno dopo l'altro il treno impazzito li scarta tutti. Perché, alla fine, il grande sogno di Mavis è anche il grande sogno di Mercury - ubriaca o sobria, patetica o no - le tocca viverlo. Cody, Reitman e Theron riescono nel piccolo miracolo di fare un film crudelissimo e completamente privo di scherno." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 9 marzo 2012)

"In teoria 'Young Adult' è una commedia, ma sarebbe più giusto definirla un'anticommedia con protagonista un'antieroina, perché il regista Jason Reitman e la sceneggiatrice Diablo Cody, la coppia di 'Juno', giocano in contropelo sugli stereotipi classici del genere. (...) Sappiamo quanto la Theron sia brava a imbruttirsi e ingrassare, ma qui l'attrice fa qualcosa di più arduo: si imbruttisce da dentro, deturpa la sua bellezza con una disturbante espressione di dolore, astio e tracotanza. È un'interpretazione notevolissima, intonata alla coraggiosa linea scelta dal film e premiata dal risultato. Perché alla fine con questo personaggio che non puoi amare, ti trovi a instaurare tuo malgrado un rapporto di umana partecipazione." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 9 marzo 2012)

"Quando Todd Solondz ('Happiness', 'Dark Horse') incontra il figlio del regista di 'Ghostbusters' (Ivan Reitman) esce fuori il regista indipendente più mainstream del momento: quel Jason Reitman di 'Juno', 'Tra le nuvole' e ora 'Young Adult', più acido e meno conciliante del solito. (...) Commedia nera sociale (perché gli Usa allevano mostri come Mavis?) con divina Theron bellissima e ripugnante insieme. Quando il marciume interiore le insozza la superficie perfetta, Reitman è lì lesto a inquadrarlo. Flop al botteghino e agli Oscar. Stavolta Reitman è stato troppo Solondz e troppo poco 'Ghostbusters'." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 marzo 2012)

"Un ritratto amaro della provincia americana e di una certa generazione, senza neppure la consolazione del lieto fine." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 9 marzo 2012)

"Piacerà agli ammiratori di Charlize Theron, molto brava e sexy. A molte trentenni in crisi. Ma anche a chi sa apprezzare le commedie dirette e scritte con intelligenza. Qui fornita in misura superiore alla media dalla coppia di 'Juno'." (Giorgio Carbone, 'Libero', 9 marzo 2012)
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