Yella

GERMANIA - 2007
Yella
Yella decide di lasciarsi alle spalle un matrimoni fallito e i sogni infranti e si trasferisce ad Hannover in cerca di un lavoro e di una nuova vita. Trovato un impiego come assistente di Philipp, dirigente di una società finanziaria, Yella entra nell'universo dell'alta finanza ed inizia ad appassionarsi a quel mondo fatto di rischio ma anche di grandi soddisfazioni economiche e personali. Per Yella sembra finalmente arrivato il momento di veder realizzati i propri desideri, ma il suo passato continua a tormentarla...
  • Altri titoli:
    Jolly Fellows
    Lustige Typen
  • Durata: 89'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: SCHRAMM FILM KOERNER & WEBER, MEDIENBOARD BERLIN-BRANDENBURG, ZDF, ARTE

NOTE

- ORSO D'ARGENTO A NINA HOSS COME MIGLIOR ATTRICE AL 57. FESTIVAL DI BERLINO (2007).

- PROIETTATO AL 60. FESTIVAL DI BERLINO (2010) NELLA RETROSPETTIVA 'PLAY IT AGAIN...!'.

CRITICA

"'Yella' del tedesco Christian Petzold che, sia pure innescato da un bello spunto psico-thrilling, non viene a capo della sua costruzione estenuata, involuta e stilisticamente neutra. La protagonista che dà il nome al titolo (Nina Hoss) fugge dall'Est e si costruisce una vita nuova di zecca al di là dell'Elba, ma sul più bello sospetta di stare sognando tutto, dalla città al suo stile di vita e addirittura allo stesso uomo che si è scelto come compagno..." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 15 febbraio 2007)

"Deludente fino all'irritazione il secondo film tedesco in concorso, 'Yella' di Christian Petzold, dal nome della protagonista che sogna di rifarsi una vita lontana dalla città natale e da un ex marito ossessivo e manesco. Ma alla fine tutto si riduce a una specie di «scherzo» del destino di cui francamente sfuggono senso e ragione." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 15 febbraio 2007)

"'Yella' (che si legge come in italiano jella e non a caso) del tedesco Christian Petzold. Sulla difficile esperienza matrimoniale di una contabile, che va ad Hannover in cerca di fortuna, ma è perseguitata dai fantasmi del passato. Come in tutti i film di Petold, la speranza manca, non lo sconforto del pubblico." (Salvatore Trapasi, 'Il Giornale', 15 febbraio 2007)
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