Gli uomini d'oro

ITALIA - 2018
2,5/5
Gli uomini d'oro
Torino, 1996. Luigi, impiegato postale con la passione per il lusso e le belle donne, ha sempre sognato la baby pensione e una vita in vacanza in Costa Rica. Quando il sogno si dissolve scopre di essere disposto a tutto, persino a rapinare il furgone portavalori che guida tutti i giorni, perché la svolta della vita è proprio lì, alle sue spalle e il confine fra l'impiegato modello e il criminale è veramente sottile. Anche se dovrà rinunciare ad Anna, la seducente ragazza incontrata in una notte sfrenata. Un colpo grosso, un piano perfetto. Niente armi. Niente sangue. Un disegno criminale per cui avrà bisogno dell'aiuto del suo migliore amico Luciano, ex postino quarantenne insoddisfatto, e soprattutto dell'ambiguo collega Alvise, tutto casa e famiglia e con una vita apparentemente senza scosse. Nella banda anche un ex pugile, il Lupo, tutto muscoli e poche parole, legato a Gina, una donna forse troppo bella e forte per lui, e a Boutique, un couturier d'alta moda con un'insospettabile doppia vita. Ma il crimine non è per tutti e in mano a uomini qualunque - ciascuno con la voglia di intascarsi tutto il bottino - si rivela un gioco pericoloso catapultandoli in un rocambolesco e inestricabile noir metropolitano. Ispirato a una storia vera.
  • Colore: C
  • Genere: NOIR
  • Produzione: FULVIO E FEDERICA LUCISANO PER ITALIAN INTERNATIONAL FILM CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION (2019)
  • Data uscita 7 Novembre 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini




Va di moda ultimamente nel cinema italiano raccontare rapine, prese da fatti di cronaca realmente accaduti, di qualche anno fa. Dopo Le Brave ragazze di Michela Andreozzi arrivano infatti al cinema Gli uomini d'oro di Vincenzo Alfieri. Altro heist movie all'italiana.

Questa volta però si torna al grande "classicone": le rapine le fanno gli uomini, non le donne. Tutto nella norma insomma. Con un'unica novità: interpretano i protagonisti del colpaccio attori di norma comici, qui nell'inedita veste drammatica, in primis Fabio De Luigi, seguito da Edoardo Leo, Giampaolo Morelli e Giuseppe Ragone.

A ben guardare neanche la storia è una novità: il secondo lungometraggio di Alfieri (I peggiori la sua opera d'esordio)  è infatti un remake di Qui non è il paradiso, film del 2000 di Gianluca Maria Tavarelli sul medesimo fatto di cronaca.


[caption id="attachment_137034" align="aligncenter" width="300"] Il regista Vincenzo Alfieri[/caption]

Nel 1996 a Torino un impiegato postale decise di rapinare il furgone portavalori che guidava tutti i giorni con l'aiuto di alcuni complici. Lì si trattava l'argomento più sotto forma d'inchiesta ed era "fin troppo italiano per essere apprezzato" (Morandini), qui invece si divide il film in tre capitoli (stile Il capitale umano di Virzì) e si ricostruisce la rapina ogni volta dal punto di vista differente di ogni personaggio: il playboy (Morelli), il cacciatore (De Luigi) e il lupo (Leo).

Se le donne, in questo caso le attrici Mariela Garriga, Matilde Gioli e Susy Laude, tornano nell'ombra in questa tradizionale rapina al maschile: chi fa la cubista, chi la fidanzata e chi la moglie che pensa di essere cornuta.

E' pur vero che in realtà sono le uniche a spuntarla in questa vicenda presa da un fatto di cronaca e trasformata in thriller "che finisce come Le Iene di Tarantino" (stando al regista).

Ma se il precedente era appunto "troppo italiano", questo invece scimmiotta troppo gli americani per essere apprezzato.  E il risultato è un tu vuò fa l'americano, ma sei nato in Italy.



2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy