Robin Hood - L'origine della leggenda

USA - 2018
Robin di Loxley, un crociato temprato dalla guerra, e il suo comandante moresco organizzano un'audace rivolta contro la corrotta Corona d'Inghilterra.

CAST

CRITICA

"Ma perché? È la domanda che sorge spontanea al termine delle quasi due ore di visione di questa pessima versione di 'Robin Hood'. Che senso ha ridurre le gesta del popolare eroe a quelle di un qualsivoglia videogame? Perché è questo che vedrete. Un saltimbanco che cade dall'alto di palazzi senza farsi un graffio o che si contorce in volo, neanche fosse un ginnasta olimpionico, mentre scaglia frecce a ripetizione (con un'arma che pare un bazooka), sfidando la gravità. Un Robin Hood 2.0, per schiacciare l'occhio agli adolescenti e solo a loro, infischiandosene, dunque, del pubblico adulto che, qualche versione migliore, negli anni, l'ha vista, come quella del '38 con Errol Flynn o del '91 con Kevin Costner. Qua, no. L'anonimo Taron Egerton viene costretto a parodiare, a seconda delle scene, Rocky, Lara Croft, Ben Hur, Matrix, Ocean's Eleven, il genere Vuxia, affiancato da Jamie Foxx, un Little John magro, nero e islamico. Una visione quasi postmoderna, con abuso, nei corpo a corpo, di rallentatore (ancora?) o di scene schizofreniche dove si capisce poco o nulla di quel che succede. (...) Un film anche politico (da rimarcare la scena con Robin e i suoi ribelli che sembrano dei black bloc con tanto di molotov), con la chiara accusa alla società moderna che concentra la ricchezza nelle mani di pochi. II ridicolo finale, con un buono che repentinamente cambia bandiera, neanche fosse un politico italiano, fa presagire seguito in vista. Dio e gli incassi ce ne scampino." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 22 novembre 2018)
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