Creed II

USA - 2018
La vita di Adonis Creed è diventata un equilibrio tra gli impegni personali e l'allenamento per il suo prossimo grande combattimento: la sfida della sua vita. Affrontare un avversario legato al passato della sua famiglia, non fa altro che rendere più intenso il suo imminente incontro sul ring. Rocky Balboa è sempre al suo fianco e, insieme, Rocky e Adonis si preparano ad affrontare un passato condiviso, chiedendosi per cosa valga la pena combattere per poi scoprire che nulla è più importante della famiglia. Creed II è un ritorno alle origini, alla scoperta di ciò che un tempo ti ha reso un campione, senza dimenticare che, ovunque andrai, non puoi sfuggire al tuo passato.

CAST

NOTE

- PRODUTTORI ESECUTIVI: GUY RIEDEL, RYAN COOGLER.

CRITICA

"Per l'ottava volta il 72enne Sylvester Stallone, torna Rocky, non più sul ring ma come allenatore, in calzoni lunghi. Sequel dello spin off Creed , continua la boxe story infinita iniziata nel '76, passando il testimone ad Adonis Creed campione del mondo che sfida, in memoria paterna, l'ucraino alto 1.93 Drago jr. allenato dal genitore Ivan, che uccise il padre sul ring ed è 1.96. (...) Creed II è sempre lo stesso film, con Stallone trainer preoccupato, fessura per gli occhi, affettuoso come uno zio tanto che si teme, quando va in clinica per Creed papà, faccia pure l'ostetrico. Comunque il film del giovane Steven Caple Jr. funziona proprio perché è fotocopia di molti tori scatenati, dal match Creed-Drago fino la sfida di Rocky a Mosca. C'è opposta tifoseria da guerra fredda, per il resto è un melò di pesi massimi con pugni, sangue e la metafora cara a Sylvester che nella vita si vince sempre con fatica. Star è il bravo 31enne Michael B. Jordan, cui compete massimo coraggio nell'affrontare la via crucis di un incontro cui assiste, trionfo chirurgico drag kitsch, Brigitte Nielsen, muscolosa mamma dell'avversario ed ex moglie di Stallone che potrebbe benissimo stare sul ring." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 24 gennaio 2019)

"Si intitola Creed II , ma si legge Rocky alias Sylvester Stallone, il quale rilancia con successo il suo storico personaggio nello spin-off creato in spirito di continuità dal Ryan Coogan di Black Panther. Qui, pur affidando la regia a Steven Caple Jr, Coogan firma con Stallone un copione giocato sui temi base della saga, la vittoria come forma di riscatto e l'importanza della mozione degli affetti: il ring è anche il ring della vita, dove i giovani si battono in nome dei padri e un anziano pugile cerca di recuperare la paternità perduta. Si obietterà che, pur nella magniloquenza della messa in scena, si tratta della solita semplice (e semplicistica) storia. Ma i pugni di Stallone e del suo pupillo Michael B.Jordan arrivano immancabilmente a segno e fanno scattare l'emozione." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 24 gennaio 2019)

"Creed contro Drago, atto secondo. (...) Pugilato, ovvio, ma non solo. Il vero tema di fondo è il rapporto padre-figlio che fa da colonna sonora alle varie sottotrame. Ne esce un film intenso, tra stati d'animo turbati e inaspettati ritorni, come quello di Brigitte Nielsen." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 24 gennaio 2019)
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