X-Men le origini - Wolverine

X-Men Origins: Wolverine

USA - 2009
3/5
X-Men le origini - Wolverine
Il violento e romantico passato di Logan-Wolverine, che per la sua sete di vendetta ha accettato di entrare nel programma militare ideato da William Stryker, chiamato 'Arma X', venendo così trasformato in una feroce macchina da guerra in possesso di incredibili poteri di guarigione, artigli retrattili e una furia primaria.
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, THRILLER, FANTASY
  • Specifiche tecniche: SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35)
  • Tratto da: personaggio ideato da Len Wein e John Romita Sr. e dalla serie a fumetti "X-Men" (ed. Marvel) creata da Stan Lee e Jack Kirby
  • Produzione: HUGH JACKMAN, JOHN PALERMO, LAUREN SHULER DONNER E LOUIS G. FRIEDMAN PER TWENTIETH CENTURY-FOX FILM CORPORATION, SEED PRODUCTIONS, MARVEL ENTERPRISES, DUNE ENTERTAINMENT, DONNERS' COMPANY
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA
  • Data uscita 29 Aprile 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Dopo il conflitto finale, gli X-Men tornano alle origini: ancor prima della "guerra" fra Xavier e Magneto, quando i mutanti erano sfruttati dal governo per formare il micidiale Team X, gruppo di militari sotto copertura composto da esseri umani con doti straordinarie. Quando Logan (Jackman, anche produttore) decide di abbandonarli perché non più convinto della bontà delle loro azioni, la gelosia di Victor Creed / Sabretooth (Liev Schreiber) - nel film si sposa la teoria, dibattuta più volte dai fan Marvel, che sia suo fratello... - è sfruttata dal cinico Stryker per raggirare Logan e convincerlo a fondersi con l'adamantio per diventare la più potente arma da guerra mai realizzata: Wolverine.
Tradimento, amori perduti e menzogna: questo il substrato di quello che a tutti gli effetti può essere considerato il prequel della trilogia sugli X-Men, diretto da un insolito Gavin Hood (premio Oscar per Il suo nome è Tsotsi), come da titolo incentrato sulla figura dell'artigliato mutante - con il quale ormai Jackman è in simbiosi pressoché totale - ma tutto sommato utile (anche se filologicamente non ineccepibile) riduzione cinematografica per capire come tutto abbia avuto inizio, con i mutanti catturati e reclusi per essere trasformati nella micidiale Arma X.

NOTE

- PREQUEL DEI TRE FILM REALIZZATI DAL 2000.

- STAN LEE, INVENTORE DELLA SERIE A FUMETTI INSIEME A JACK KIRBY, FIGURA COME PRODUTTORE ESECUTIVO.

CRITICA

"Sono invece gli effetti digitali a farla da padrone, con una predilezione per le esplosioni con spostamento d'aria al seguito, perfette per agitare quel tanto che è indispensabile l'abbondante capigliatura di Jackman, che naturalmente ogni volta si salva e abbandona l'area con passo sicuro e chioma sventolante. Anche se viene da chiedersi quale possa essere l'effetto di un tale spiegamento di abilità pirotecniche e tecnologie computerizzate nell'immaginario di un pubblico che in questo modo non ha più nemmeno la libertà di palpitare un po' per il proprio eroe, tanto l'effetto degli scontri e delle distruzioni è previsto e prevedibile. Resterebbe da aggiungere qualche cosa sulla carriera commerciale, ma anche sull'involuzione artistica del regista, il sudafricano Gavin Hood, che dopo aver vinto l'Oscar per il miglior film straniero con 'Il suo nome è Tsotsi' (battendo tra gli altri anche la nostra Cristina Comencini) e aver messo in campo qualche ambizione con il successivo 'Rendition', si è consegnato mani e piedi alla logica dei popcorn movie, dove regia e recitazione sono gli ultimi degli optional possibili. Ma forse sarebbe ingeneroso puntare il dito solo su di lui: è tutta la macchina degli studios che andrebbe messa sotto accusa una volta per tutte." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 30 aprile 2009)

"Prequel dei tre 'X-Men, Wolverine' di Gavin Hood (anche lui mutante: dall'autorialità Oscar di 'Tsotsi' al popcorn movie) è divertente fino a quando è il romanzo di formazione di un supereroe. Nella seconda parte più sconclusionata perdiamo il conflitto familiare, siamo subissati da prevedibili colpi di scena e dobbiamo sopportare troppo il militare Stryker di Danny Huston. Così serioso da essere ridicolo. Ottimo invece il Victor di Liev Schreiber, ancora fratello violento dopo 'Defiance'. Ruba spesso la scena a Jackman. E' dal punto di vista della tragica bestia Victor, e non del cucciolone ingenuotto Wolverine, che avremmo voluto vedere la storia. Ecco l'orribile verità." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 30 aprile 2009)

"Tutto fatto benissimo, con effetti speciali strepitosi. Hugh Jackman anche produttore molto adatto al ruolo, invenzione e fantasia. acrobazie, paesaggi mirabili della Nuova Zelanda e dell'Australia dove il film è stato girato, elicotteri all'inseguimento del mutante, una centrale nucleare abbandonata. Soltanto due inconvenienti: una lunghezza che fa dell'ultima rnezz'ora un intrico di ripetizioni; e il rimpianto di non aver visto il film a l2anni quando sarebbe stato perfetto." (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 14 maggio 2009)

"Un collage di fantagiàvisto per 90 minuti. Solo il duellante finale apocalittico nella prigione/centrale nucleare e il direttore della fotografia di 'Moulin Rouge!' salvano il prequel più atteso dell'anno da un ululare poco affilato." (Alessio Guzzano, 'City', 15 maggio 2009)
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