X-Men: conflitto finale

X-Men: The Last Stand

USA - 2006
X-Men: conflitto finale
Finalmente la sfida tra umani e mutanti sta per subire una svolta decisiva: questi ultimi verranno accettati e integrati nella comunità se decideranno di sottoporsi alla cura per la sottrazione dei loro poteri. Il dottor Xavier e i suoi seguaci, fedeli al concetto di tolleranza, si trovano ancora una volta a dover combattere contro l'ostile Magneto e il suo esercito di mutanti ribelli che si è arricchito di una nuova terribile alleata: la Fenice Nera, ovvero la rediviva Jane Grey passata dall'altra parte della barricata...
  • Altri titoli:
    X-Men 3
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, FANTASY
  • Tratto da: personaggi della serie a fumetti ideata da Stan Lee.
  • Produzione: AVI ARAD, HUGH JACKMAN, LAUREN SHULER DONNER, RALPH WINTER, ROSS FANGER PER 20TH CENTURY FOX, MARVEL ENTERPRISES, THE DONNERS' COMPANY, INGENIOUS FILM PARTNERS
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA, DVD E BLU-RAY: 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT (2009)
  • Data uscita 26 Maggio 2006

RECENSIONE

di Davide Turrini
Difficile ragionare su un prodotto commerciale che usufruisce della classica leggerezza con cui un americano medio riesce a mescolare candidamente Einstein, l'etica e la morale, le scazzottate e l'umorismo da action movie. Divertirsi sarebbe d'obbligo, ma se si mira in alto corrucciando la fronte su crucci filosofici che durano il tempo di un amen, alla fine il risultato non può che essere deludente. X-Men: Conflitto finale, l'apocalisse, il giorno del giudizio. La novella albo gigante da cui è tratto il film è l'atto conclusivo della saga, fumetto Marvel con più pagine rispetto alla norma, dove di nuovo c'è che una sinistra casa farmaceutica ha scoperto un rimedio per eliminare il gene che differenzia il mutante dagli esseri umani. Così la questione più volte ribadita è: usufruire della possibilità medico-sanitaria, tornare normali e vivere il quotidiano senza alucce o poter farsi roccia in un nano-secondo, oppure rimanere tali, con tutti gli inconvenienti del caso (emarginazione sociale e isolamento psicologico)? Insomma, controllare il superpotere o farsi controllare da esso? Magneto e Charles Xavier la pensano in maniera opposta e dietro di loro i relativi mutanti che hanno fatto una "scelta di campo". Solo lo scontro finale deciderà le sorti dei mutanti e del mondo intero. Ciò implica una proliferazione di personaggi (molti nuovi) e una parcellizzazione materiale delle sequenze che introducono nuove e vecchie conoscenze. Ma è l'appiattimento generale della drammaturgia a farla da padrone per un regista come Brett Ratner che qualcuno ricorda autore dell'improbabile Red Dragon (prequel de Il silenzio degli innocenti o remake di Manhunter): la fattura estetica è quella del cinema da teen-ager, la profondità d'analisi raggiunta in questa tanto sbandierata scelta etica la si rileva col righello, gli attori fanno a gara per sentirsi il più identico l'uno all'altro pigiando il pedale delle caratterizzazioni tagliate con l'accetta che producono un ridicolo effetto contrario (l'arrabbiato cronico - Wolwerine/Hugh Jackman - la bimba inquieta - Malicia/Anne Paquin -). Speriamo non nascano prequel o indecifrabili sequel: l'ispirazione per questa serie è davvero alla frutta.

NOTE

- STAN LEE FIGURA TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

- PRESENTATO FUORI CONCORSO AL 59. FESTIVAL DI CANNES (2006).

CRITICA

"L'universo fracassone di 'X-Men: The Last Stand' lasciava temere il peggio. Invece il terzo episodio della serie, diretto stavolta da Brett Ratner, sostiene le immancabili scene superspettacolari con un plot molto efficace e nel suo genere attualissimo. (...) Nei limiti imposti dalla roboante estetica cine-fumettara, il dilemma regge benone (qualcuno in sala evocava sorridendo gli irlandesi di Loach, divisi anche loro fra ala dura e morbida). Lo spettacolo culmina sul ponte di San Francisco, sradicato dai piloni e appoggiato un po' più in là, per collegare Alcatraz alla terraferma. Ma il meglio sta forse nei nuovi personaggi, giustamente spruzzati di ironia, il migliore dei quali è quel ministro degli affari mutanti con pelle blu e criniera leonina che chiuso nel suo ufficio studia le carte... appeso al soffitto come un pipistrello." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 23 maggio 2006)

"Con il metro del cinéfilo accademico, niente di più dell'ennesimo blockbuster destinato alle tripudianti platee giovanili; ma, al confronto di tanti film pretenziosi e velleitari, non si capisce perché farebbe chic storcere il naso davanti a uno show a tutto schermo concepito e rifinito come dio comanda. Il terzo capitolo della saga degli 'X-Men', ispirata ai classici fumetti della Marvel, migliora i prototipi firmati da Bryan Singer innanzitutto perché il nuovo regista (il valoroso ex-videoclippista Brett Ratner) non deve estenuarsi nelle varie presentazioni degli straordinari personaggi e può prendere d'infilata la trama incentrata sull'ultima (per adesso) battaglia per la sopravvivenza dei mutanti. (...) Nonostante quest'esclusiva e per noi tutt'altro che peccaminosa vocazione all'azione spettacolare, 'X-Men: The Last Stand' riesce a tenere vive anche le metafore, per così dire, 'fantacoscienziali' congegnate dai mitici comics-book originali: la qualità di essere normali garantisce la sicurezza quotidiana? È segno o meno di viltà il rinunciare alla propria identità per sfuggire alle persecuzioni? Ancora resiste il sacro principio della libertà individuale? È un dono o una maledizione essere in possesso di un superpotere soprannaturale? Nell'ambito di un genere che, per sua fortuna, non deve guadagnarsi il pane col plauso di un pugno di giurati, quello che conta è il legame emotivo stabilito tra lo spettatore e i personaggi: proprio la sfida cinematografica primaria senza alcun dubbio vinta dai carnefici e dalle vittime dell'archetipo mutante." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 23 settembre 2006)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy