X-Men: conflitto finale

X-Men: The Last Stand

USA - 2006
Finalmente la sfida tra umani e mutanti sta per subire una svolta decisiva: questi ultimi verranno accettati e integrati nella comunità se decideranno di sottoporsi alla cura per la sottrazione dei loro poteri. Il dottor Xavier e i suoi seguaci, fedeli al concetto di tolleranza, si trovano ancora una volta a dover combattere contro l'ostile Magneto e il suo esercito di mutanti ribelli che si è arricchito di una nuova terribile alleata: la Fenice Nera, ovvero la rediviva Jane Grey passata dall'altra parte della barricata...

CAST

NOTE

- STAN LEE FIGURA TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

- PRESENTATO FUORI CONCORSO AL 59. FESTIVAL DI CANNES (2006).

CRITICA

"L'universo fracassone di 'X-Men: The Last Stand' lasciava temere il peggio. Invece il terzo episodio della serie, diretto stavolta da Brett Ratner, sostiene le immancabili scene superspettacolari con un plot molto efficace e nel suo genere attualissimo. (...) Nei limiti imposti dalla roboante estetica cine-fumettara, il dilemma regge benone (qualcuno in sala evocava sorridendo gli irlandesi di Loach, divisi anche loro fra ala dura e morbida). Lo spettacolo culmina sul ponte di San Francisco, sradicato dai piloni e appoggiato un po' più in là, per collegare Alcatraz alla terraferma. Ma il meglio sta forse nei nuovi personaggi, giustamente spruzzati di ironia, il migliore dei quali è quel ministro degli affari mutanti con pelle blu e criniera leonina che chiuso nel suo ufficio studia le carte... appeso al soffitto come un pipistrello." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 23 maggio 2006)

"Con il metro del cinéfilo accademico, niente di più dell'ennesimo blockbuster destinato alle tripudianti platee giovanili; ma, al confronto di tanti film pretenziosi e velleitari, non si capisce perché farebbe chic storcere il naso davanti a uno show a tutto schermo concepito e rifinito come dio comanda. Il terzo capitolo della saga degli 'X-Men', ispirata ai classici fumetti della Marvel, migliora i prototipi firmati da Bryan Singer innanzitutto perché il nuovo regista (il valoroso ex-videoclippista Brett Ratner) non deve estenuarsi nelle varie presentazioni degli straordinari personaggi e può prendere d'infilata la trama incentrata sull'ultima (per adesso) battaglia per la sopravvivenza dei mutanti. (...) Nonostante quest'esclusiva e per noi tutt'altro che peccaminosa vocazione all'azione spettacolare, 'X-Men: The Last Stand' riesce a tenere vive anche le metafore, per così dire, 'fantacoscienziali' congegnate dai mitici comics-book originali: la qualità di essere normali garantisce la sicurezza quotidiana? È segno o meno di viltà il rinunciare alla propria identità per sfuggire alle persecuzioni? Ancora resiste il sacro principio della libertà individuale? È un dono o una maledizione essere in possesso di un superpotere soprannaturale? Nell'ambito di un genere che, per sua fortuna, non deve guadagnarsi il pane col plauso di un pugno di giurati, quello che conta è il legame emotivo stabilito tra lo spettatore e i personaggi: proprio la sfida cinematografica primaria senza alcun dubbio vinta dai carnefici e dalle vittime dell'archetipo mutante." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 23 settembre 2006)
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