X-Men - Giorni di un futuro passato

X-Men: Days of Future Past

USA - 2014
4/5
X-Men - Giorni di un futuro passato
La migliore squadra degli X-Men mai assemblata è chiamata a combattere una guerra per la sopravvivenza della loro specie nel corso di due epoche: gli eroi mutanti, infatti, uniranno le forze con loro stessi quando erano giovani in una battaglia epica che deve modificare il passato per salvare il futuro...
  • Durata: 131'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, FANTASY
  • Tratto da: fumetti di Chris Claremont e John Byrne "Gli incredibili X-Men"
  • Produzione: BRYAN SINGER, SIMON KINBERG, LAUREN SCHULER DONNER, HUTCH PARKER PER BAD HAT HARRY PRODUCTIONS, DONNERS' COMPANY, TWENTIETH CENTURY FOX FILM CORPORATION
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA
  • Data uscita 22 Maggio 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Adriano Ercolani
A ben dodici anni di distanza dalla sua ultima incursione nell'universo dei mutanti della Marvel, Bryan Singer dimostra di non aver dimenticato come approcciarsi alla materia.
A parte un necessario ma pesante riassunto nei primi dieci minuti di film, il suo nuovo X-Men è un giocattolo spettacolare e oliato a dovere, dove il ritmo della vicenda e spettacolo si compenetrano alla perfezione. L'intreccio temporale che caratterizza il dipanarsi della trama è spassoso, con gli anni '70 che fungono da ambientazione principale. Il resto lo fa un cast in ottima forma, capitanato da Hugh Jackman sempre più a suo agio nei panni di Wolverine.
Ad essere notevolmente migliorata e molto più in sintonia con il proprio personaggio è soprattutto Jennifer Lawrence, una Mystique finalmente degna dei fumetti.
Anche se forse meno coinvolgente rispetto al primo X-Men o a Conflitto finale, Giorni di un futuro passato è intrattenimento pienamente riuscito, originale in alcune trovate visive, con personaggi ben delineati e una trama che regge fino alla fine.
La saga dei mutanti prosegue dunque con la giusta qualità, per niente inficiata dal tempo che passa né tanto meno dagli inutili spin-off dedicati a Wolverine.

NOTE

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2015 PER I MIGLIORI EFFETTI VISIVI.

CRITICA

"Strattonato da molti super eroi, Bryan Singer torna ai mutanti di X- Men, scritturati nel 2006, con questo divertente 'Giorni di un futuro passato' che rilancia il classico viaggio all'indietro e che l'autore, prossimo a girare 'X-Men Apocalypse', definisce non un sequel né un prequel ma un interquel. Nell'incastro di eventi (...), si potrebbe riassumere, la fantascienza un tempo rivolta al futuro oggi guarda al passato. L'adrenalina e gli effetti speciali comandano ma si sente nella regia di Singer uno sforzo drammaturgico e il viaggio a ritroso, come nella serie di Zemeckis, per evitare l'Apocalisse di oggi, porta diretti al quesito: si può mutare il corso degli eventi? Inseguendo il dubbio si arriva al crocevia di Edipo, ma certo il kolossal 3D Fox non mira così alto, se mai cita la «superposizione» della fisica quantistica per cui un evento non è realmente accaduto finché non è stato osservato. II racconto innesta diversi filoni magico esoterici in una stravaganza in cui i divi, che vengono anche dalle serie come Peter Dinklage del 'Trono di spade', si passano il testimone secondo l'età. (...) II nuovo fantasy Marvel è uno sconquasso che mescola paure di oggi a violenze scespiriane e la contrapposizione con ieri è sempre un meccanismo che funziona anche in un racconto che se ne infischia del calendario e delle corruzioni di noi poveri mortali." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 22 maggio 2014)

"(...) settimo film della saga cinematografica ispirata ai supereroi dell'universo Marvel nati all'inizio del decennio 60. E la guida torna nelle mani del regista dei primi due ('X-Men', e 'X-Men 2'), Bryan Singer già celebre per 'I soliti sospetti'. Giocato su un doppio registro temporale i cui due estremi sono separati da mezzo secolo, l'intreccio si collega su entrambi i piani ad altrettante precedenti avventure portate sullo schermo ('X-Men - Conflitto finale', e 'X-Men - L'inizio'), e lo scopo del viaggio nel tempo - prima all'indietro nel passato, poi di ritorno al futuro - se non lo spirito e ovviamente le modalità qui avventurose e lì condite di avventura ma principalmente comico sentimentali, è lo stesso di 'Ritorno al futuro' di Zemeckis. Tornare indietro per 'aggiustare' il futuro. (...) Godetevi lo spettacolo, se siete appassionati, e godetevi il cast. Dove figurano tra i tanti Ian McKellen (Magneto vecchio), Halle Berry (Tempesta, che però qui ha un ruolo minore), Michael Fassbender (Magneto giovane), Jennifer Lawrence (Mystica felina e trasformista e implacabile ), e l'australiano Hugh Jackman come Wolverine." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 22 maggio 2014)

"Piacerà ai fan del ciclo che (...) al primo ciak salutarono con ululati di gaudio il ritorno di Bryan Singer al posto di comando. Un ritorno a suon di dollaroni. Il budget ufficiale è di 250 milioni. Domanda: è l'episodio migliore? Non saprei. I «seguiti» entusiasmano gli uomini che smistano i miliardi a Hollywood, molto meno il sottoscritto e altri che non mitizzano i prodotti della Marvel e c. Elenchiamo le cose azzeccate da Bryan. Anzitutto l'ambientazione. Non è casuale né arbitraria la collocazione negli anni '70. Che sembrarono l'epoca dei grandi cambiamenti. In Europa gli anni di piombo. In Usa le Pantere Nere. Nel film abbiamo le «Sentinelle» che (secondo il soggetto) avrebbero spazzato via le parvenze di democrazie. Singer ha azzeccato il «vilain» (Dinklage è di gran lunga il cattivo più sensazionale della serie e non solo). Singer ha fatto vedere eccome il favoloso budget. Tra le grandi scene che giustificano la superspesa: l'evasione di Magneto portata a compimento a velocità supersonica da Quick Silver. E il sollevamento di un intero stadio ad opera di Magneto. Singer infine non ha commesso il solito errore dei sequel. Adunare il cast originale per poi ridurre metà a mere comparsate. Qui ognuno dei «vecchi» ha il suo spazio. E Jennifer Lawrence (Mystica) anche più del solito." (Giorgio Carbone, 'Libero', 22 maggio 2014)

"Tutti insieme, appassionatamente. X-Men del presente e del passato, uniti per rivitalizzare il futuro di una saga che, dopo il deludente finale di trilogia ('X-Men - Conflitto finale') e il ben più avvincente prequel ('X-Men - L'inizio'), riscopre ora una nuova primavera cinematografica, accontentando un pubblico ben più esteso dei soli fan marveliani. Merito, soprattutto, della regia di Bryan Singer, tornato a casa base per firmare uno degli episodi più belli del franchise. Il tutto, prendendo spunto dalla miniserie Marvel del 1981, 'Days of Future Past'. (...) si miscela ottimamente il cast della trilogia con quello del prequel. E se le scene del futuro distopico sono le meno interessanti e più noiose, le ambientazioni nel '73 (la scelta del periodo storico non è casuale visto i tumulti e i cambiamenti dell'epoca) sono davvero eccellenti e divertenti (a parte qualche forzatura, come l'implicazione di Magneto nell'omicidio Kennedy che strappa involontarie risate). Grande sceneggiatura, ottimo cast e una gran voglia di vedere il sesto capitolo." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 22 maggio 2014)
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