X - A Sexy Horror Story

USA - 2021
3/5
X - A Sexy Horror Story
Nel 1979, una troupe di ragazzi ambiziosi e affamati di successo decide di girare un film per adulti nelle zone rurali del Texas, ma l'anziana coppia che la ospita, in una fattoria isolata e indisturbata, comincia a nutrire un interesse lascivo per i giovani attori. Durante la notte, questo interesse morboso esploderà in tutta la sua violenza e terrore.
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Produzione: JACOB JAFFKE, HARRISON KREISS PER A24
  • Distribuzione: MIDNIGHT FACTORY
  • Vietato 18
  • Data uscita 14 Luglio 2022

TRAILER

RECENSIONE

di Lorenzo Ciofani

La nostalgia può essere un rifugio o una trappola e l’audiovisivo americano ce lo dimostra continuamente. Per Ti West si tratta soprattutto di uno strumento con cui riplasmare e rinverdire un immaginario. È un teorico e un macellaio raffinatissimo, l’autore di X – A Sexy Horror Story, che rivendica la sua adesione al côte rétro già espressa nel film che lo fece conoscere agli appassionati, quel The House of the Devil che recuperava elementi tipici del sottogenere slasher usando uno stile coerente con l’orizzonte temporale raccontato ed evocato.

Stavolta, non nascondendo alcuna ambizione, costruisce un horror che sbriglia il passato per dargli nuova linfa attraverso l’esercizio di una radicata e consapevole cinefilia. Siamo nel 1979, in un Texas arido e pieno di mosche, e un gruppo di filmmaker (l’esuberante proprietario di un burlesque, la sua fidanzata aspirante attrice, il regista che anela al capolavoro accompagnato da una partner apparentemente diffidente, gli altri interpreti) sta girando un film per adulti intitolato La figlia del contadino. L’industria del porno sta esplodendo, i corpi si liberano, la carne ribolle. Arrivati in una fattoria scelta come set, i membri del cast devono confrontarsi con un’inquietante coppia di anziani.

Le referenze di X (titolo che allude al rating con cui sono classificati le produzioni vietate ai minori) sono dichiarate e rivendicate, in primis l’orrore rurale di Non aprite quella porta, e la pasta e i colori del direttore della fotografia Eliot Rockett contribuiscono a creare un’estetica che ammicca alle immagini degli anni Settanta e dialoga con la patina vintage dei filtri sui social.

Il divertimento risiede nel doppio ruolo ricoperto da Mia Goth, che oltre a interpretare la rampante stellina Maxine – in linea con i 28 anni denunciati all’anagrafe – si cela sotto chili di protesi per dare vita a Pearl, la vecchia megera, sessualmente frustrata e piuttosto squallida, figura che suggella e ribalta la ritrovata ossessione per le dame del Grand Guignol (pensiamo alle antologie di Ryan Murphy).

MOSSLINE PHOTOGRAPHY

Ma, se un tempo a prestare volto decadente, sguardo perverso e corpo attempato ma minaccioso erano le leggende del grande schermo (Bette Davis e Joan Crawford su tutte), qui c’è una giovanissima attrice che ha il compito di disinnescare il potenziale camp per indicare qualcosa di meno grottesco, connettere la bellezza sfrontata dell’una con quella perduta dell’altra, annunciare la tragica mostruosità del tempo che passa. È una sfida esaltante per Goth, il cui corpo messo alla prova della credibilità ha l’incarico di sottolineare che la scelta di incrociare l’exploitation del porno con un’altra horror story non è pretestuosa ma ragionata.

West elabora una riflessione sul rapporto tra la stilizzazione della violenza e la sua persistenza in un quotidiano malsano e represso, accenna alle politiche dello sguardo nel conflitto tra morbosità ed emancipazione, mette in campo la paura derivata dalle conseguenze del desiderio sessuale provato da una donna non più desiderabile e perciò dannata. Contestualmente non rinuncia mai all’intrattenimento, all’uccisione truculenta, al sangue che sgorga, al gusto dello splatter. Il regista ha già girato un prequel dedicato a Pearl, che recupera la giovinezza del personaggio. E si capisce ancora meglio il doppio impegno di Goth.

CRITICA

"(...) la prima parte di X - A Sexy Horror Story è un vero e proprio omaggio al cinema porno e, soprattutto, ai pionieri che si misero in testa l' idea di trasferire il sesso per immagini dalle sale alle case. Attraverso i più confortevoli ma altrettanto peccaminosi home video.Non solo genere, però. Anche la cinefilia autoriale, affidata in particolare a due personaggi della troupe che si occupano delle riprese, del suono e del montaggio, e che aspirano al cinema francese e alla Nouvelle Vague. Un mescolarsi di riferimenti che porta a chiedersi se la furia che prima o poi travolgerà i giovani filmmaker, sarà in rappresentanza di Joe D' Amato o di Jean-Luc Godard. (...) È il 1979. Siamo a Houston, almeno secondo la prima didascalia. Poi la scena si sposta nel ranch di cui si è detto. Tra sesso e horror, quello che turba le coscienze in realtà è il cosiddetto sogno americano. Nel gruppo variamente ambizioso sono presenti due attrici, un attore ex marine, un regista pieno di debiti, un filmmaker velleitario che immagina il porno come trampolino di lancio per il grande cinema, e una tecnica del suono che all' inizio ci rimane un po' male nello scoprire in quale impresa sia stata coinvolta. Tutti vogliono emergere, tutti desiderano saltare l' ostacolo per arrivare dall' altra parte, dove si è pervasi da benessere e celebrità, lasciandosi alle spalle la banalità del quotidiano, dell' esistere sopravvivendo. (...) In ogni film horror, anche in quello che gioca, ironicamente e non, sulla distinzione tra cinema d' autore e B movie, arriva un momento nel quale sia spontaneo chiedersi se la grande mattanza che sta per colpire i protagonisti della scena, sia da intendersi come un castigo divino o una sorta di visione negativa del mondo. 'X - A Sexy Horror Story' non si sottrae a questo modo ambivalente di osservare le cose, e lo fa, va aggiunto, con stile e raffinatezza, elevandosi rispetto alla media dei film di genere horror che usualmente popolano le sale d'estate." (Mazzino Montinari, 'Il Manifesto', 14 luglio 2022)

"Ennesima film ambientato nel passato, a riprova di quanto gli anni '70 e '80 stiano ispirando gli autori. (...) Questo rimpianto del passato, in fondo, è il tema principale della storia, che pesca da Tarantino, fa uso abbondante di citazioni e assolve bene il compito di horror estivo, un classico della stagione." (A.S., 'Il Giornale', 14 luglio 2022)

"(...) 'X A sexy horror story' è uno sgargiante horror estivo molto violento (ci sono uccisioni per stomaci forti) ma anche molto intelligente sul ruolo della sessualità femminile in ambienti, e periodi, contrapposti dentro la storia degli Usa. La raffinatezza dell' operazione è confermata dal sequel in cantiere dedicato alla giovinezza della moglie ottantenne dello spaventoso fattore. Il cast è sopraffino soprattutto grazie a Mia Goth, lanciata da Lars von Trier con 'Nymphomaniac' (2013) ma voluta dal regista dopo averla ammirata in 'Suspiria' (2018) del nostro Luca Guadagnino." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 17 luglio 2022)
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