When the Levees Broke. A Requiem in Four Acts

USA - 2006
When the Levees Broke. A Requiem in Four Acts
Nel 2005 l'uragano Katrina ha seminato terrore e devastazione nella città di New Orleans, seppellendone circa l'80% sotto una grande massa di acqua. Il regista afroamericano Spike Lee, attraverso le testimonianze di cittadini, del sindaco Ray Nagin e del governatore dello Stato della Louisiana, Kathleen Blanco, cerca di dimostrare come la devastazione, seppure causata da una calamità naturale, abbia radici lontane e colpe umane. La diga che avrebbe dovuto trattenere le acque del lago, costruita dagli ingegneri dell'Arma del Genio, aveva cedimenti strutturali. Inoltre la città di New Orleans, abitata principalmente da gente di colore, è stata sempre ostracizzata dalle varie amministrazioni che si sono susseguite negli anni nel governo statunitense. Poi, quando il sindaco ha emanato l'ordine di evacuazione prima dell'arrivo di Katrina, le associazioni governative, bloccate dalla burocrazia, non hanno saputo coordinare la fuga di quanti non erano in possesso di mezzi di locomozione. Il regista ricostruisce in quattro atti cosa è successo l'indomani della catastrofe: i sopravvissuti, ammassati in luoghi di fortuna come il Super-Dome, sono stati abbandonati dall'amministrazione Bush e lasciati a se stessi, senza acqua né cibo per 5 giorni. Poi all'aeroporto le famiglie sono state smembrate e spedite in diversi luoghi, senza la possibilità di tenersi in contatto. La vita quotidiana è arrivata al di sotto delle condizioni umane. Fino al momento del ritorno a casa, con la presa di coscienza di aver perso ogni cosa, avendo davanti agli occhi solo ciò che rimane delle proprie vite.
  • Altri titoli:
    When the Levees Broke: A Requiem in Four Acts
  • Durata: 240'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Produzione: 40 ACRES & A MULE FILMWORKS, HBO

NOTE

- PREMIO ORIZZONTI DOC E PREMIO FIPRESCI ALLA 63MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2006).

CRITICA

"Duecentoquaranta minuti certamente ben girati e incastonati con abilità nella polemica feroce contro i ritardi e le inefficienze dell'amministrazione centrale; ma, sinceramente, appena sfiorati dal tocco personale del regista e dalla sua abituale pregnanza drammaturgica. La cronaca dettagliata degli eventi, dall'epico cedimento delle dighe alla fuga scomposta dei sinistrati, mette sicuramente a fuoco il carattere indomito degli abitanti di una metropoli ritenuta (a torto) una Disneyland naturale; così come il ricco bagaglio culturale - in specie musicale - che incarna il suo marchio turistico emerge come uno degli spontanei fattori di resistenza più efficaci. 'When the Leeves Broke: A Requiem in Four Acts' figura bene, insomma, nella sezione di approfondimento Orizzonti, ma non sarebbe riuscito a dire la sua nella corsia riservata ai film destinati ai Leoni e, soprattutto, a un pubblico non specializzato." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 2 settembre 2006)
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