We Are Your Friends

USA, FRANCIA - 2015
We Are Your Friends
Ambientato nel mondo della musica elettronica e della vita notturna di Hollywood, un aspirante DJ ventitreenne di nome Cole trascorre le sue giornate a fare progetti con i suoi amici d'infanzia e di notte lavora su quella traccia che farà ballare il mondo intero. Tutto questo cambia quando incontra un carismatico DJ più grande di lui di nome James, che lo prende sotto la sua ala protettrice. Le cose si complicano però, quando Cole inizia a innamorarsi della giovane fidanzata di James, Sophie. Man mano che la sua relazione proibita si intensifica e le sue amicizie invece vanno allentandosi, Cole dovrà scegliere tra l'amore, la lealtà e il futuro a cui è destinato.
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, MUSICALE
  • Specifiche tecniche: RED EPIC DRAGON, REDCODE RAW, (2K)/REDCODE RAW (6K) (1:1.85)
  • Produzione: WORKING TITLE FILMS, STUDIO CANAL
  • Distribuzione: NOTORIOUS PICTURES
  • Data uscita 17 Settembre 2015

TRAILER

CRITICA

"Il film con Zac Efron è un tripudio di stereotipi. (...) Attraversamento delle ombre fino al trionfo. A giudicare dalla risposta già data dal mercato americano non è stato centrato l'obiettivo di farne un cult generazionale intorno al tema della creatività della musica campionata elettronicamente. Il nucleo ci sarebbe, e cioè l' inganno americano delle pari opportunità - gli amici di Cole sono condannati dalla loro condizione di partenza - ma è gettato via." (Paolo d'Agostini, 'La Repubblica', 17 settembre 2015)

"Capolavori sulla sospensione esistenziale dei ventenni: 'I vitelloni' di Fellini, 'Ecce bombo' di Moretti, 'American Graffiti' di Lucas. Dell'elenco non può far parte 'We Are Your Friends' di Max Joseph ma attenzione a non sottovalutare troppo questi quattro amici nati dalla parte sbagliata della collina di Hollywood, in quella San Fernando Valley nota soprattutto per l'industria del porno e il miglior sushi della California. (...) Bravissimo Efron." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 17 settembre 2015)

"Possibile che i ragazzi caschino ancora in queste penose zuppette, sempre identiche? (...) con un inutile morto per overdose e tante parolacce da far venire la nausea." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 17 settembre 2015)
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