W.E. - Edoardo e Wallis

W.E.

GRAN BRETAGNA - 2011
2/5
W.E. - Edoardo e Wallis
Manhattan, 1998. Durante l'asta dei beni del Duca e della Duchessa di Windsor, Wally Winthrop, una donna del Sud trapiantata a New York e prigioniera di un matrimonio umiliante e infelice, resta profondamente colpita dalle squisite opere d'arte che facevano parte della loro vita, ma soprattutto dalla celebre e travagliata storia d'amore tra i due. Divenuta consapevole dei sacrifici che Wallis Simpson dovette affrontare a causa della scelta di sposare l'ex Re Edoardo VIII, Wally troverà il coraggio di seguire i suoi veri sentimenti e costruire finalmente la propria felicità.
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: ARRIFLEX (ARRICAM ST 3 PERF./MASTER PRIMES), 16 MM, 35 MM
  • Produzione: MADONNA E KRIS THYKIER PER SEMTEX FILMS, IN ASSOCIAZIONE CON IM GLOBAL
  • Distribuzione: ARCHIBALD FILMS (2012)
  • Data uscita 8 Giugno 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
La leggendaria storia d'amore tra Edoardo VIII, David per gli intimi (James D'Arcy), e l'americana Wallis Simpson (Andrea  Riseborough): come sappiamo, il matrimonio porterà all'abdicazione del nuovo Re d'Inghilterra in favore del fratello Bertie alias Giorgio VI, che a differenza de Il discorso del Re è qui succube della moglie arpia, dichiaratamente noioso, abbastanza inetto e tartagliante senza rimedio.
Ok, è un comprimario, quasi un figurante, ma per trovare qualche reale motivo d'interesse in W.E. bisogna scrutare negli angoli più riposti, tipo questo Bertie agli antipodi di quello premio Oscar di Colin Firth. 
Comunque, alla Storia fa seguito, anzi si intreccia, la storia di una Wally contemporanea (Abbie Cornish), che nella New York di fine anni '90 si dibatte tra un marito fedifrago e manesco, il desiderio di maternità e il vigilante di origine russa Evgeni (Oscar Isaac): a far da ponte l'asta da Sotheby's dei resti del W.E. (il noi di Wallis ed Edoardo), che Wallis visita e rivisita, facendo di guanti, tazzine, portasigarette la miccia per la rievocazione dell'amore più grande del XX secolo.
A dar retta alle cronache, Wallis Simpson è stata malvista, attaccata, vilipesa urbi et orbi: pluri-divorziata, non particolarmente bella, eccetera, il suo amore fu per lo più inteso quale reato di lesa Maestà. Vi pare che l'americana Madonna potesse esimersi dal cancellare questa damnatio memoriae, dal ridare a Wallis quel che fu di Wallis ed Edoardo? No, ed eccola qui dietro la macchina da presa di W.E., fuori concorso al Lido: è lei la star per eccellenza della 68esima edizione, che il film sia dimenticabile poco importa.
Comunque, dimenticabile lo è: fotografia leccata più che laccata, regia iperconvenzionale, dialoghi e situazioni della “piccola storia” sul precipizio del risibile, e la sensazione brutta e costante del deja-vu, al netto della Storia raccontata. Che si salva? Ovviamente, la musica, con i Sex Pistols ucronicamente ballati da Wallis. Tutto il resto è noia o poco meno, con una Abbie Cornish a mezzo servizio, una sceneggiatura che eufemisticamente va a singhiozzo e un finale a tirar via.
Ma il problema è un altro: il film è di Madonna o piuttosto del co-sceneggiatore Alek Keshishian? Perché il “buon” Alek diresse già A letto con Madonna, e qui cita pure l'altra sua regia Amore e altri disastri (2006), da dove vengono pure il direttore della fotografia Pierre Morel, il compositore Alexandre Azaria, il montatore Nick Arthurs, la scenografa Alice Normington, l'arredatrice Barbara  Herman-Skelding e il costumista Michele Clapton. Nessuno di questi, tra parentesi, figurava nella crew della precedente regia di Madonna, Sacro e profano (2008): quindi? Il sospetto di una regia delegata è più che legittimo, anzi, rasenta la certezza. Ma siamo buoni, e diciamo che al massimo Madonna potrebbe sempre dire: “L'abbiamo diretto W.E., pardon, noi”.

NOTE

- FUORI CONCORSO ALLA 68. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2011).

- GOLDEN GLOBE 2012 PER LA MIGLIOR CANZONE ORIGINALE. ERA CANDIDATO ANCHE PER LA MIGLIOR COLONNA SONORA.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2012 PER I MIGLIORI COSTUMI.

CRITICA

"Wallis Simpson - nessuna parentela coi cartoon gialli - ha invaso mente e cuore di Madonna per due anni, spingendola a scrivere (con Alek Keshishian) e a dirigere una biografia non tradizionale che si svolge su due piani temporali, dove lo scoop dovrebbe essere che non esiste un amore perfetto. (...) Per difendere e-o stroncare l'opera seconda di lady Ciccone basta dire che è assai glamour: elegante, sinuosa, vestita in mezza sera, guanti e suppellettili, rossetti e cocktail infilzati da due olive, i movimenti al ralenti e i pensieri oziosi della buona società, ma senza soffermarsi sulla Storia (...). II limite vintage degli eleganti costumi di Arianne Phillips non nasconde le finte sentimentali di personaggi che soffrono dietro la veletta, senza rovinarsi il trucco, mentre è tutta estranea la parte moderna incastrata al passato con gli oggetti. Pensato per Ewan McGregor e Vera Farmiga, che pare siano fuggiti, gli interpreti sono però il bonus della regista. (...) La brava Abbie Cornish (...) esce dal silenzio e si distrae con la vera rivelazione, Oscar Isaac. Ralenti, macchina a mano, estetismi di grana grossa, diacronie (Wallis balla nei 30 su musica dei Sex Pistols), solitudini, ma nel riflesso di diamanti, cristalli e vestiti, uomini e donne, reali o non, restano nell'ombra e i loro sentimenti non hanno verità, non sono contagiosi, sono pezzi da vendere all'asta: che ci fu davvero, nel '98, e fruttò 23,4 milioni di dollari." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 giugno 2012)

"Il botteghino piange e i weekend al mare incombono: sarebbe proprio il momento di battersi a favore del cinema in sala, ma con 'W. E. - Edward e Wallis' la partita sembra persa in partenza. Ci costa dirlo perché eravamo fan di Madonna, tanto da apprezzare persino il curioso 'Sacro e profano' che quattro anni orsono segnò il suo esordio dietro la macchina da presa: stavolta, però, la declinante popstar, tradendo per di più il gusto marginale, corrosivo e sensuale delle sue numerose prove d'attrice a partire dal mini-cult 'Cercasi Susan disperatamente', si è decisa a produrre e dirigere con incongruo piglio autoriale il melodrammatico inghippo che sconvolse alla vigilia della seconda guerra mondiale le granitiche consuetudini dei sovrani d'Inghilterra. Nella fattispecie la motivazione personale si capisce subito, perché il personaggio femminile ruota tutto sul perno di uno «scandaloso» anticonformismo che aderisce bene alla mitologia madonnesca; ma sia a livello di sceneggiatura, firmata insieme ad Alek Keshishian, che, soprattutto, a quello di regia, il film che ne viene fuori è un concentrato di patinature leziose, vezzi mélo e ampollosità narrative e psicologiche più consone a uno megaspot da stilista alla moda. In particolare non riesce il congegno parallelo delle due storie, quella «finta» dell'odierna newyorkese Wally umiliata e offesa dal ménage coniugale e quella vera di Wallis Simpson che diventa per la prima una sorta di magnifica ossessione, l'ultima possibilità - dai tratti feticisti e pressoché medianici - di trovare la forza per reagire e rigenerarsi. La parte moderna scorre via insignificante, anche per colpa dello scarso appeal dell'interprete Abbie Cornish; quella d'epoca si basa sulle dignitose incarnazioni di Andrea Riseborough e James D'Arcy, ma è anche quella più incapace di cogliere un versante intimo, un thrilling erotico, un dettaglio spiazzante della scontata morale (femminista) della (vera) favola. Se si riesce a non confondersi con l'incongruo passo doppio-triplo-quadruplo dell'impaginazione a base di avanti-indré di tempo e luogo, se ne può ricavare al massimo un aggiornamento tra il gossip e la storia (...). Lasciando perdere l'imbarazzante risarcimento concesso alla Wally odierna, si può magari aggiungere che qualche guizzo stilizzato in musica fa intravedere certe potenzialità nascoste nella vacuità dell'album. Del quale, ahinoi, resta impresso quasi solo il lavoro della costumista." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 8 giugno 2012)

"Edward (James D'Arcy), il marito con occhiali in quanto psichiatra (Richard Coyle), e il giovanotto russo (Oscar Isaac) paiono di gesso, privi di qualsiasi appeal, Wally (Abbie Cornish) è noiosissima, l'unico personaggio interessante è la Wallis di Andrea Riseborough: lunga e sottile, capace di muoversi con eleganza e sensualità, sguardi rapinatori, quasi commovente, al contrario della Simpson che tutta la vita risultò molto antipatica. Si può capire che Madonna, superati da un po' i cinquant'anni, stia cercando un'altra strada che non siano i faticosi e non più così seguiti concerti. E il cinema può essere una soluzione, se inventerà storie da produrre, dirigere e scrivere, meno ambiziose e melense. Comunque 'W.E.' può trovare un pubblico entusiasta tra chi adora i bei vestiti e le belle case, infatti è piaciuto molto al sarto Valentino." (Natalia Aspesi, 'La Repubblica', 8 giugno 2012)

"(...) la regista di 'Sacro e profano' (2008), nonché vocalist e performer più volte platinata, insomma Madonna, riesce ad annodare coscienza classica, l'Europa, e coscienza moderna, il Vermont, Usa («non sai come può essere sorprendente») in questa sua opera seconda - 'W.E.' - di produzione britannica, scritta con Alek Keshishan e dalle strane dissonanze ritmiche. Inossidabile il mito dell'amore assoluto tra la duchessa e il duca di Winsdor che passò per lei la corona al fratello balbuziente e pusillanime, e solo per Amore. E fuggì via per sempre dall'Impero. Che raddoppiamento romantico della favola di Cenerentola! E che diamanti, anzi continue croci ricoperte di smeraldi, rubini, brillanti...con cui adornare l'elegante signora Simpson. (...) Il film non è una commedia romantica (...) . E non è un film storico. I materiali di repertorio, molto usati, slabbrano il mito con il deformante della storia. (...) Siamo invece sul terreno della fuga da ogni genere, perfino da quello autobiografico, o fantasy o dal filone «spettri e fantasmi» o dal musical, anche se le tre scene più suggestive e linguisticamente dense hanno a che fare con la danza esotica e nerissima: un calypso di Trinidad, un merengue haitiano e un twist. (...) Si sfiora appena la parodia filologica del terragno 'Il discorso del re' in questo road movie 'W.E.' (...), triplice viaggio nel cuore del secolo scorso, all'inseguimento di uno dei suoi misteri politici chiave. (...) E il vortice. Immagini di un mondo altro dal mio. «Il vortice in cui soddisfatto mi perdo, per ritrovarmi, per ricompormi». È quel che succede ai due innamorati. È quel che succede anche al pubblico del film, che nel linguaggio non è sperimentale, ma nell'arrangiamento sa come far procedere il «mero intreccio» tra adagio e allegro, tra crescendo e ariette..." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 8 giugno 2012)

"Dimentichiamo la Storia, perché in 'W.E .' la Storia ufficiale conta poco o niente. Alla sua seconda regia, Madonna si accosta al personaggio Wallis Simpson in un'ottica femminil/femminista, sensibilizzando lo spettatore sul fatto che non fu solo Edward a immolarsi sull'altare del loro amore. (...) A essere centrale sullo schermo è l'intreccio fra la leggendaria love story e la vicenda sentimentale di una Wally di oggi. (...) Un tempo pellicole come questa venivano definiti film per signore, ma (almeno in Usa e Gb) 'W.E.' non ha colpito il pubblico al cuore. Ritagliato sulla formula algida e patinata delle pubblicità, lo stile di regia non è il più adatto ad accendere emozioni; il legame fra le due Wally appare pretestuoso e se il cast è buono e le cornici lussuose, i personaggi restano esangui." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 8 giugno 2012)

"Non convince (...) 'W.E. - Edoardo e Wallis', il film diretto da Madonna che rievoca la storia d'amore proibita che portò all'abdicazione di re Edoardo VIII d'Inghilterra. (...) Nel film emergono soprattutto le dolorose rinunce della coppia, inizialmente celebre e glamour come quella di Brad Pitt e Angelina Jolie, poi costretta a fare i conti con la vita coniugale di tutti i giorni. La regia però è sciatta, la sceneggiatura confusa e le emozioni davvero poche." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 8 giugno 2012)

"Ne poteva venir fuori un signor film, ma l'opera seconda di Madonna è un colabrodo. In vena di virtuosismi d'autore, la rockstar finisce invece per rendere trash il tutto, nonostante gli sguardi intensi di Andrea Riseborough." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 8 giugno 2012)

"Spiacerà a chi magari ammira la Madonna cantante, ma proprio non riesce a digerirla ogni volta che si trova col cinema. Ora ci ha provato col biopic, ritenendo di avere tantissime cose in comune con Wallis Simpson. Dove le ha trovate Dio solo sa. Dove trovi il fegato di accedere ancora alla settima arte (dopo 30 anni di flop da attrice) anche questo è un mistero al quale solo una divina intelligenza può accedere. Non è nemmeno brava a guidare le colleghe. Abbie Cornish (la casalinga disperata) sembra annichilita. E Andrea Riseborough (forse brava) pare in grande sofferenza a recitare Madonna che recita Wallis." (Giorgio Carbone, 'Libero', 8 giugno 2012)

"(...) fotografia leccata, regia iperconvenzionale (a parte i 'Sex Pistols' in flashforward), sceneggiatura a singhiozzo e finale a tirar via. Ma... il film è di Madonna o piuttosto del co-sceneggiatore Alek Keshishian? Fu lui a dirigere 'A letto con Madonna', e qui si cita l'altra sua regia 'Amore e altri disastri', da dove viene tutta la crew di 'W.E.'. II sospetto di una regia delegata rasenta la certezza, ma Madonna potrebbe sempre dire: «L'abbiamo diretto WE»." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 07 giugno 2012)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy