Vuoti a rendere

Vratné lahve

REPUBBLICA CECA, GRAN BRETAGNA - 2007
Vuoti a rendere
Praga. Il prof. Josef Tkaloun ha deciso di abbandonare l'insegnamento poiché si è reso conto di non essere più in grado di interagire con gli studenti delle nuove generazioni. Tuttavia, il professore sente che non è giunto ancora per lui il momento di chiudersi in casa, eventualità che, tra l'altro, atterrisce la moglie Eliska, affatto deliziata dall'idea di avere tutto il giorno per casa il marito, uomo permaloso e collerico. Josef si mette quindi alla ricerca di una nuova occupazione, ma ogni tentativo risulta vano finché viene assunto part-time presso un supermercato come addetto al ritiro dei vuoti a rendere. La nuova occupazione darà modo a Josef di interagire con la gente e gli darà modo di continuare a dispensare i suoi insegnamenti a volte, però, con conseguenze inaspettate.
  • Altri titoli:
    Empties
    Leergut
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Produzione: BIOGRAF JAN SVERAK, PHOENIX FILM INVESTMENTS, PORTOBELLO PICTURES, TV NOVA, U.F.O. PICTURES
  • Distribuzione: FANDANGO (2009)
  • Data uscita 16 Gennaio 2009

CRITICA

"Sono la coppia meno edipica del cinema mondiale. Eppure sono padre e figlio. Zdenek scrive e interpreta. Jan dirige. Attenzione: il regista è il figlio, di solito accade il contrario. E questo già dice la tenera eccentricità di 'Vuoti a rendere', terzo capitolo di una trilogia resa celebre da 'Kolya' (Oscar '96). L'ambientazione è particolare , il tema universale: la vecchiaia. Meglio: l'invecchiare insieme. Joseph infatti ha una moglie ma cerca, come dire?, di non pensarci troppo. Spiritoso e vitale com'è, farebbe di tutto per non annoiarsi. Dunque cambia lavoro più volte. Sogna a occhi aperti. Si concede complicate fantasie erotiche. Insomma partecipa divertito allo spettacolo del mondo cercando di non essere mai troppo vicino né troppo lontano. Nel frattempo accasa un coetaneo bisbetico, piazza la figlia abbandonata a un collega ignaro, scopre di poter provare, oltre che ispirare, gelosia. Il tutto raccontato con un tocco lieve e scanzonato come lo sbuffo
d'aria calda che porta in alto la mongolfiera nel gran finale. Troppo in alto o troppo in basso? Troppo pericoloso o non abbastanza? Poco importa in fondo. L'essenziale è continuare a volare." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 gennaio 2009)

"Casto ottimo e vario, la sceneggiatura garantisce attenzione per tutta una serie di indovinati, buffi caratteri femminili."(Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 16 gennaio 2009)

"Il racconto è così ben congegnato da spaziare fra i rapporti umani, con un finale che non sfuggirà agli appassionati del cinema ceco, la comparsa della mitica figura di ferroviere che evoca i 'Treni strettamente sorvegliati' di Menzel, anche lui vincitore di Oscar che era ancora un ragazzino." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 16 gennaio 2009)

"Pluripremiata, semiautobiografica, con quella qualità di leggiadria tipica di certo cinema praghese,
la commedia è frutto di una ben collaudata collaborazione fra Zdenek Sverak, sceneggiatore e interprete, e il figlio regista Jan. Il messaggio chiave è nei versi cari al protagonista: 'Per un po' di amore in capo al mondo andrei/come chi sta davanti a una porta e chiede)". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 16 gennaio 2009)
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