VUOTI A PERDERE

ITALIA - 1999
VUOTI A PERDERE
Francesco Cesena, poliziotto di mezza età, mentre svolge una operazione di routine, viene coinvolto in un conflitto a fuoco in cui perde la vita il suo collega. Cesena, ferito, spara e uccide un pregiudicato e sua moglie. Circa un anno dopo, una notte, vengono arrestati due giovani, Fabrizio e Simonetta, per il furto di un'auto. A Cesena e al suo assistente Cane, coetaneo dei due ragazzi, tocca il compito di interrogarli. Un po' per la noia dell'ora tarda, un po' per curiosità, Cesena fa credere ai due di conoscere cose ben più gravi su di loro oltre al furto d'auto. Dopo qualche esitazione, Simonetta e Fabrizio si lasciano convincere e cominciano a raccontare la loro giornata. Si vedono la mattina, dopo che lei ha lasciato il chiosco di fiori di una zia, ma non hanno alcuna idea sul tipo di vita da affrontare. Vivono così in maniera precaria, sempre ponendosi il gusto della sfida e della provocazione. Furti più o meno piccoli, soste in case di clienti che chiedono prestazioni sessuali, progetti di colpi più importanti, visite in casa di parenti, dove si lasciano andare a rapporti improvvisi. Il racconto dei due procede sul filo di una tensione sempre più palese nell'ufficio della polizia. Cane si lascia andare ad alcuni gesti inconsulti, e Cesena lo rimprovera. L'ultimo episodio che raccontano è quello dell'abbordaggio notturno di un innocuo impiegato, che rimane invischiato nella loro trappola. Cesena è certamente attratto da Simonetta e vorrebbe proporle qualche via d'uscita. Ma la ragazza mantiene atteggiamenti sfottenti. Quando arriva l'alba i due ragazzi vengono consegnati ai poliziotti per essere trasferiti in attesa del processo.
  • Altri titoli:
    NO DEPOSIT, NO RETURN
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA/A COLORI
  • Produzione: ALIA FILM, ISTITUTO LUCE
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE

CRITICA

"Il film che Massimo Costa ha scritto con Claudio Lizza e diretto, è purtroppo un guazzabuglio, uno spunto felice che prende però ben presto ad avvitarsi su se stesso. Non aiutato dallo scarso spessore che i giovani interpreti danno ai personaggi". (Paolo D'Agostini, 'Annuario del cinema italiano 1999 - 2000')
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