VOGLIAMOCI BENE

ITALIA - 1949
Anche a Pisco Marino la guerra ha lasciato una eredità di rovine: tra l'altre cose, c'è l'orologio della torre campanaria, che colpito in malo modo, non funziona. Bisogna ripararlo al più presto; ma purtroppo anche a Pisco Marino, la politica complica le cose. Per raccogliere i mezzi necessari, Don Paolo, il parroco, organizza una fiera di beneficenza, il cui ricavato è notevolmente superiore al costo della riparazione. Che fare dell'eccedenza? Ripartire i danari tra i più poveri, propone Don Paolo; ma il Fronte del popolo non vuole che i denari li distribuisca il parroco e impone la nomina d'una commissione. Ora sorge un altro problema: chi avrà l'incarico di riparare l'orologio? L'unico tecnico competente del paese è un libero pensatore, che vuol aver da fare col parroco. In omaggio agli ordini venuti da Roma, l'orologio viene fatto sparire da aderenti al Fronte Popolare. Il paese insorge, le autorità svolgono indagini, e l'orologio rubato fa il giro di tutto il paese, finché capita in casa del libero pensatore, che cedendo all'istinto professionale, lo rimette in ordine. Per la inaugurazione nuove difficoltà, finché il sindaco compone il dissidio, ammonendo: "Vogliamoci bene"!

CAST

CRITICA

"Se si eccettua una riuscita sequenza di sapore satiro - politico, questo film è nel complesso ben povera cosa, prolisso in parecchi punti, sconclusionato in altri. L'interpretazione risente delle incertezze della regia".(A. Albertazzi, "Inetrmezzo", n. 11/12, del 30/6/1950 ).
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