Vivendo cantando che male ti fò?

ITALIA - 1957
Vivendo cantando che male ti fò?
Camillo Triglia è un ricchissimo industriale che ha parte preponderante nella vita economico-sociale della sua città e si trova nella felice condizione di vedere soddisfatto immediatamente ogni suo desiderio. Ad un tratto uno strano, inesplicabile fenomeno viene a turbare l'olimpica serenità dell'industriale: egli viene colto da un prurito irresistibile che lo costringe ai più strani contorcimenti. Essendosi rivolto ad un medico psicanalista, questi scopre che la voce di Renzo, un ex compagno di scuola di Camillo, che studia canto, è la causa che provoca il prurito. L'origine del fenomeno si trova nel subcosciente: ai tempi della scuola Renzo attirava su di sé, con gran dispetto di Camillo, tutto l'interesse delle compagne. Fin da quei tempi lontani s'è formato nello spirito di Camillo un complesso d'inferiorità dal quale potrà liberarsi soltanto se riuscirà a superare l'avversione per Renzo, se diverrà anzi il suo benefattore. Camillo non vuole però accettare la molesta sentenza: d'altra parte però egli sembra destinato ad avere Renzo sempre tra i piedi. Lo incontra nei luoghi più impensati e questi malaugurati incontri danno origine alle più buffe scene. La situazione si complica quando Camillo s'innamora di Lucia, una sua impiegata che è promessa a Renzo ma che dopo una serie di colpi di scena lascia Renzo per promettersi a Camillo. Mentre si festeggia l'evento, compare improvvisamente Renzo, che cantando una canzone rinnova i tormenti di Camillo. Alla fine tutto si risolve per il meglio. Lucia e Renzo si riconciliano e Camillo guarisce dalla sua strana malattia, dopo aver determinato col suo appoggio il successo artistico del cantante.
  • Durata: 93'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMMEDIA, MUSICALE
  • Produzione: ALBERTO MANCA PER LA SCHERMI PRODUZIONE
  • Distribuzione: REGIONALE

CRITICA

"E' una farsa di modeste pretese, alla cui facile comicità, più che l'intreccio, contribuisce una serie di scenette". (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 41, 1957).
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