Viva la sposa

ITALIA, FRANCIA, BELGIO - 2015
2,5/5
Viva la sposa
Nicola è alcolizzato ma finge di non avere alcun problema. Stessa cosa succede a diversi personaggi che incontra lungo la strada. Sabatino, Concellino e Salvatore sono dei truffatori. Quest'ultimo potrebbe essere figlio di Nicola, ma Anna è una prostituta e non è convinta della paternità. Nella storia ci sono anche Sofia, che vuole scappare in Spagna ma non lo fa, e l'Abruzzese, carrozziere e parcheggiatore abusivo. In fine, Sasà rinchiuso nella stanza di una questura di periferia. A unire tutte queste storie, una donna americana che gira l'Italia vestita da sposa.
  • Altri titoli:
    Long Live the Bride
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: ALESSANDRA ACCIAI, GIORGIO MAGLIULO, ROBERTO LOMBARDI, FRANCESCA FEDER, ARNAUD LOUVET, JEAN-PIERRE DARDENNE, LUC DARDENNE PER MALÌA, ÆTERNAM FILM, LES FILMS DU FLEUVE, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA, VOO E BE TV
  • Distribuzione: PARTHÉNOS
  • Data uscita 22 Ottobre 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Per carità, quale momento di poesia c’è pure. E i personaggi, che quasi chiameremmo persone, li conosci, li hai forse già incontrati, e gli vuoi bene, ti ci affezioni. Nicola (Ascanio Celestini) che dice di non bere più ma beve sempre; Salvatore (Francesco De Miranda, una palla di simpatia), che ha madre certa e prostituta (Veronica Cruciani), padre ignoto e un disamore per i gelati. E, ancora, Sasà (Salvatore Striano), che vie di incendi e truffe su strada, e Sofia (Alba Rohrwacher), che non vuole finire alla salsamenteria del padre ma non sa decidersi a null’altro. Comunque vada, bisogna dir(se)lo: Viva la sposa, opera seconda dopo Pecora nera (2010) di Ascanio Celestini.

Location il Quadraro di Roma, milieu un (sotto)proletariato di marginali offesi ma non vinti, anzi, vivi e vivacissimi, il TSO mortifero della polizia, le truffe e i papponi da stendere per corollari, perché sono sempre i soliti ragazzi, quelli di Pasolini, con Celestini che pensa anche alla lezione neo-neorealistica dei Dardenne, qui co-produttori, e ai miracoli zavattiniani. Tante cose, troppe, e si sente la mancanza di un centro di gravità, un ubi consistam poetico, forse, una sceneggiatura ben piazzata, e lo sporco, quello vero, che dovrebbe permeare anche le favole-verità.

In cartellone alle Giornate degli Autori di Venezia 72, Viva la sposa conferma le capacità affabulatorie, po-etiche di Celestini, ma insieme la difficoltà dell’autore romano a fare del cinema non solo un mezzo ma un fine: la strada per il realismo magico non è (ancora) il chilometro del Quadraro.

NOTE

- PRODUTTORI ASSOCIATI: FRANCESCA BETTENI-BARNES PER ÆTERNAM FILMS, DELPHINE THOMSON E PHILIPPE LOGIE PER LES FILMS DU FLEUVE

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE NAZIONALE REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DI MIBACT-DIREZIONE GENERALE CINEMA IN ASSOCIAZIONE CON BNL GRUPPO BNP AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT. REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI: AIDE AUX CINÉMAS DU MONDE-CENTRE NATIONAL DU CINÉMA ET DE L'IMAGE ANIMÉE, DÉVELOPPEMENT INTERNATIONAL-INSTITUT FRANÇAIS, TAX SHELTER DEL GOVERNO BELGA, CASA KAFKA PICTURES-CASA KAFKA PICTURES MOVIE TAX SHELTER EMPOWERED BY BELFIUS; CON IL SOSTEGNO DI: EURIMAGES, REGIONE LAZIO FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO.

- IN CONCORSO ALLA 12. EDIZIONE DELLE "GIORNATE DEGLI AUTORI-VENICE DAYS" (VENEZIA 2015).

CRITICA

"(...) il film di Celestini è abitato dall'autore e val la pena di vederlo soprattutto per la sua costante presenza in scena. Fino dal prologo, dove parla con Pinocchio prima di presentare la sua umanità di poveri burattini. Più che all'epica delle borgate di Pasolini, fa pensare ai 'bassifondi' di Gorkij e al film che ne ricavò Kurosawa. (...) 'Viva la sposa!' soffre di un certo squilibrio drammaturgico. Dopo l'affettuoso squallore dei primi due terzi vira, nell'ultimo, in tragedia mandandoti via con l'amaro in bocca." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 8 ottobre 2015)

"(...) Ascanio Celestini, scrittore regista e interprete del film, ha concepito il tenero personaggio come un poeta di periferia che, vagabondando fra locali e strade del rione, incontra altri personaggi e li racconta con accenti crepuscolari (...). Celestini impagina con originale misura stilistica fra cinema e teatro questa malinconico-ironico ballata in omaggio a un piccolo mondo senza tempo. Nel quadro corale la sposa è una felliniana bellezza dell'Est, e Alba Rohrwacher disegna una Sofia in punta di penna, come solo lei sa fare." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 23 ottobre 2015)
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