Viva l'Italia

ITALIA, FRANCIA - 1960
Viva l'Italia
Il film narra la leggendaria conquista del Regno delle Due Sicilie ad opera dei Mille di Garibaldi. Sbarcato a Marsala, dopo i primi, rapidi successi, Garibaldi trova a contrastargli il passo le forze del vecchio generale Landi. Tanto il generale borbonico è prudente e cauto, reso diffidente per l'ostilità che sente aleggiargli intorno, quanto il suo aiutante, il maggiore Sforza, è temerario e sventato. Contravvenendo agli ordini ricevuti, questi impegna le forze garibaldine presso Calatafimi e ne esce battuto. L'isola è aperta a Garibaldi e i borbonici chiedono il primo armistizio. Superato lo stretto di Messina, i garibaldini mettono piede in Calabria dove l'ardore dei combattenti e il sacrificio dei patrioti locali fanno vacillare il trono dei Borboni. Sul Volturno (Napoli è stata presto abbandonata da Francesco II, rifugiatosi a Gaeta) Garibaldi vince la più impegnativa e importante battaglia campale: ogni possibilità d'una riscossa borbonica è così sfumata. Sembra veramente scoccata l'ora dell'unità d'Italia. Mazzini è a Napoli ed esorta il generale a non desistere dall'azione. I fedelissimi di Garibaldi già pensano alle prossime tappe della loro marcia vittoriosa: Roma e Venezia. Ma Garibaldi comprende che l'altissima posta in gioco merita il sacrificio dei suoi ideali. L'Italia si farà, ma sotto Vittorio Emanuele II, re di Sardegna e Piemonte, il piccolo regno in cui, per la prima volta, s'è accesa la fiaccola dell'italianità. Bixio, Sirtori, Missori, Türr, Bandi e tutto lo stato maggiore di Garibaldi sentono nel suo sacrificio le oscure mene politiche di Cavour e dei suoi, ma la fermezza e la serenità del loro comandante hanno il potere di placare gli animi più accesi. A Teano, Garibaldi consegnerà nelle mani di Vittorio Emanuele II il Regno delle Due Sicilie e partirà poi per Caprera dopo aver tutto dato senza aver nulla ricevuto.
  • Altri titoli:
    Vive l'Italie
    Garibaldi
    ¡Viva Italia!
  • Durata: 138'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO, STORICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, 35 MM (1:1.66) - EASTMANCOLOR
  • Produzione: CINEMATOGRAFICA RIRE, CINERIZ, TEMPO FILM, GALATEA (ROMA), FRANCINEX (PARIGI)
  • Distribuzione: CINERIZ (1961) - DOMOVIDEO, MONDADORI VIDEO, TECNEDIT (IL GRANDE CINEMA)

NOTE

- FONICI: ENZO MAGLI, OSCAR DI SANTO.

- VISTO CENSURA: 3 DICEMBRE 1960.

- PRIMA PROIEZIONE: 27 GENNAIO 1961.

- NE ESISTE UNA VERSIONE RIDOTTA A 106'.

CRITICA

"Il film non riesce a liberarsi dal fondamentale impaccio che deriva dai suoi espliciti intendimenti celebrativi. Non riesce, cioè, ad imporsi per la grandiosità storica dei fatti narrati, né ha la forza di reinventarli poeticamente. Anzi, il chiaro tentativo di ridurre a dimensioni umane un personaggio ormai divenuto leggendario, non supera i limiti di un esperimento parziale ed esitante. Nel film non mancano però scene di indubbia efficacia drammatica spettacolare, rese più evidenti, queste ultime, da una splendida fotografia." (Segnalazioni cinematografiche, vol. 49, 1961)

"E' il "film del centenario", dignitoso, corretto, un po' noioso, 'ufficiale'. La rievocazione dell'impresa garibaldina, seguita nel suo sviluppo cronologico, pedissequamente, ma con un certo estro narrativo, era un doveroso omaggio alle celebrazioni del primo secolo dell'Unità d'Italia. [...] Va dato atto al regista di essere stato il meno 'accademico' possibile [...]". (Gianni Rondolino, 'Catalogo Bolaffi del Cinema Italiano 1956/1965').

"'Viva l'Italia', è stato realizzato da Roberto Rossellini 'nel quadro del primo centenario dell'unità d'Italia' ed è ispirato perciò a quegli avvenimenti che, un secolo fa, contribuirono a unificare il nostro paese, a cominciare dalla spedizione dei Mille. A differenza però di Alessandro Blasetti che, quasi vent'anni fa, precorrendo il neorealismo, con il suo '1860', di Garibaldi e dei Mille ci aveva dato una immagine asciutta, riarsa, tesa fino quasi allo spasimo in un connusco clima di poesia, Rossellini si è attenuto qui ad una narrazione episodica, dando largo spazio alle pagine storiche, ai retroscena politici, ai piccoli fatti di cronaca e mettendo dichiaratamente l'accento sulla figura centrale di Garibaldi, interpretata in una chiave che, se resta tradizionale quando di quel carattere ci esprime i proverbiali aspetti di generosità, di filantropia e di coraggio, si fa volutamente dimessa quando cerca di metterne in luce i lati più domestici ed umani." (Gian Luigi Rondi, 'il Tempo', 28 gennaio 1961)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy