Viol@

ITALIA - 1998
Viol@
Viola ha ventisette anni, lavora in una società che fa ricerche di mercato, da poco ha interrotto una storia d'amore quando il matrimonio era quasi imminente. Vive sola con il cane Oliver e lavora spesso al computer. Una notte cede alla curiosità di visitare su internet uno di quei siti hard di cui tanto si parla. Entra allora in contatto con il misterioso Mittler con il quale, protetta dall'anonimato, riesce a vincere la propria scontrosità e ad avviare una relazione virtuale. Gli incontri verbali tra i due avvengono all'insegna di un erotismo sempre più spinto. Intanto Viola, dovendo fare dei lavori di ristrutturazione a casa, conosce Lorenzo, un operaio, col quale entra in confidenza e, a poco a poco, avvia un rapporto. Dal computer Mittler diventa ogni volta più esigente ed assegna a Viola compiti che lei esegue senza ribattere. Ma il cerchio lentamente si stringe attorno a lei. Lorenzo non vuole sentirsi in competizione con un computer, Mittler le rinfaccia di averlo tradito. Viola, che nel frattempo è stata licenziata, decide di scoprire l'identità del suo interlocutore, che ormai la perseguita. Dopo indagini e pedinamenti, arriva in una casa dove una signora la fa accomodare. Viola va in una stanza, vede il computer attrezzato, pensa che sia del marito, poi scappa e, da lontano, scorge un ragazzino che la guarda a lungo. Viola sorride e va via.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: DONATELLA PALERMO, LOES KAMSTEEG PER A.S.P., DANIA FILM, VIP MEDIA
  • Distribuzione: MEDUSA FILM
  • Vietato 14

NOTE

- REVISIONE MINISTERO AGOSTO 1998.

- LA SCENEGGIATURA HA VINTO IL PREMIO MEDUSA, ASSEGNATO NELL'AMBITO DEL PREMIO SOLINAS 1995.

- IL DIALOGO SULLA LAVATRICE E' TRATTO DAL RACCONTO "SESSO E VIDEOTEL" DI PATRIZIA FINUCCI GALLO.

CRITICA

"La pubblicità dice che si tratta del primo film italiano ambientato nel mondo di internet. E aggiunge: "un film sul sentimento erotico. Virtuale ma non troppo". E con queste brevi frasi si è già detto tutto. Da un lato il fatto che le nuove forme di comunicazione offerte dalla rete Internet rappresentano certo un argomento non secondario in ordine alla loro utilizzazione: la cronaca offre frequenti e tristi episodi di pessimo uso di questa tecnologia. Dall'altro la constatazione che film come questo non aiutano a riflettere serenamente sul tema. Anzi la scadente trama che si sviluppa con fatica non è altro che un puro pretesto per mostrare una serie di situazioni all'insegna di un erotismo inutile e solamente esibizionistico." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 126, 1998)

"Spocchioso e ridicolo dramma pseudogiallo dell'esordiente Donatella Maiorca, che per raccontare una banalissima storia di sesso tira in ballo Internet e i patetici frequentatori delle chat line, eleggendone addirittura uno a protagonista virtuale. Ben più concreta è invece la spigolosa Stefania Rocca. Chissà che raffreddore a starsene completamente nuda per un'ora e mezzo". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 30 settembre 2001)
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