Viaggio in Paradiso

How I Spent My Summer Vacation

USA - 2012
La fuga di Driver attraverso il confine messicano su una macchina carica di soldi rubati si rivelerà molto difficile, impossibile per l'esattezza, a causa delle autorità che lo fermano e lo gettano in prigione. Qui troverà gente di tutte le risme e dovrà tenersi alla larga dalla corruzione dilagante e dalla violenza declinata in tutte le sue peggiori forme. L'unico barlume di speranza è rappresentato dall'innocenza di un bambino di di 10 anni, tenuto prigioniero solo perché possiede lo stesso gruppo sanguigno di un pericolosissimo criminale, Javi, che deve sottoporsi a numerose trasfusioni in attesa di un trapianto di fegato. L'ingiustizia subita dal piccolo darà a Driver la forza di fuggire, evadendo dal carcere e portandolo con sé...

CAST

CRITICA

"Tenta di tornare a galla Mel Gibson con la complicità del regista Adrian Grunberg che gli trova un soggetto noir ma anche brillante, interessante a sua insaputa nel mostrare il formicaio del Pueblito, prigione e cittadella messicana regolata dai detenuti. (...)Inseguimento iniziale sfegatato, finale in amaca su spiaggia, in mezzo ex aequo violenza, realismo da favela e boutade cinefile come quando Mel si spaccia al telefono per Clint Eastwood." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 1 giugno 2012)

"Il primo titolo originale (poi l'anno cambiato in 'Get the Gringo') era carino: 'Come ho passato le vacanze estive', titolo da tema delle elementari per un film d'azione pieno di 'duri', sparatorie e schizzi di sangue. (...) Sotto la direzione di uno dei suoi assistenti in 'Apocalypto', Mel Gibson torna con una storia che mischia humour e pulp, ricordando molto da vicino lo stile di Robert 'Machete' Rodriguez." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 1 giugno 2012)

"In cerca di riscatto dopo tanti eccessi, Mel Gibson torna nel divertente 'Viaggio in Paradiso' di Adrian Grunberg dove finisce in galera per rapina, ma diventa l'angelo custode di un ragazzino tenuto prigioniero solo perché potenziale donatore di organi per un boss tra le sbarre." (Alessandra De Luca. 'Avvenire', 1 giugno 2012)

"Frenetico e crudo poliziesco che sciorina un'infinita serie di mascalzoni. Violenza al cubo con qualche scena un po' troppo realistica. Il veterano Mel Gibson spara, picchia, fuma beve senza fare una piega. Per il disturbo solo qualche scalfittura." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 1 giugno 2012)

"Piacerà a chi va matto per il cinema di violenza di Mel Gibson (cos'era 'La passione' se non un festival del grand guignol?). Grunberg specialista in crudeltà messicane (aiutò non poco Mel nelle riprese di 'Apocalypto') ci regala novanta minuti di efferatezze (giustamente vietate ai minori)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 1 giugno 2012)
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