Viaggio con Anita

ITALIA - 1978
Viaggio con Anita
Guido Massaccesi, dirigente bancario romano, informato da sua sorella Oriana che il padre Armando è gravemente malato, lascia la moglie Elisa con il figlio e parte in macchina per raggiungere Rosignano Solvay, loro paese natale. Deciso a compiere il viaggio in dolce compagnia, Guido va a trovare Jennifer, la sua amante che non vede da mesi. Il netto rifiuto della ragazza a seguirlo lo spinge a portare con sé Anita Watson, una 26enne americana, venuta a Roma per ritrovare un architetto italiano conosciuto a Chicago. La ragazza, all'oscuro sul vero motivo del viaggio, reagisce alle prepotenze del compagno e provoca un incidente stradale. Dopo una sosta ad Orbetello, i due legano maggiormente e compiono una capatina alla deserta Isola del Giglio. Giunti nei pressi di Rosignano Solvay dove nel frattempo Armando è morto, assistito dalla moglie Adelina e dai figli Teo, Omero e Oriana, l'incosciente Guido scarica Anita presso una pensioncina e raggiunge la famiglia. Dopo aver fatto amicizia con la centralinista Sandra e dopo aver atteso invano delle spiegazioni sullo strano comportamento di Guido, Anita scopre casualmente la verità e lo raggiunge mentre il corteo funebre sta per avviarsi al camposanto. L'arrivo dell'americana provoca uno scandalo e Guido si vendica rivelando la presenza di Noemi, l'amante di suo padre da 18 anni. Anita rifiuta di far pace con Guido e parte da sola alla volta di Pisa.
  • Altri titoli:
    Lovers and Liars
    Voyage avec Anita
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, SOCIALE
  • Specifiche tecniche: VISTAVISION
  • Produzione: ALBERTO GRIMALDI PER PEA CINEMATOGRAFICA (ROMA) - LES PRODUCTIONS ARTISTES ASSOCIES (PARIGI)
  • Distribuzione: TITANUS/UNITED ARTISTS (1979)
  • Vietato 14

NOTE

- SECONDO ALCUNE FONTI ALLA STESURA DEL SOGGETTO AVREBBE PARTECIPATO IN FORMA ANONIMA FEDERICO FELLINI.

CRITICA

"[...] Dopo 'Un borghese piccolo piccolo', questo film svela un Monicelli in difficoltà nel tentativo di dare nuovi contenuti sociali e morali alla commedia di costume. [...] In conlusione, se 'Viaggio con Anita' manca di unità e non arriva a mettere a fuoco l'idea che lo ha ispirato, la causa prima sta nel copione che, incline al facile e all'ovvio, non ha saputo suggerire uno sviluppo più adeguato, ripiegando spesso sull'aneddoto fine a se stesso e in chiave prettamente umoristica [...]" (Domenico Meccoli, "Epoca", 3 febbraio 1979).
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